Non mollare Zio Mauri. Il traguardo è vicino.

Amici miei, ve lo chiedo per favore, se volete e se avete qualche minuto, andate fino alla sua pagina Facebook, Zio Mauri, e inviategli un “vai bella zio! dagli amici di parkinson&triathlon”

Come diciamo noi runners, il 39° chilometro è il più duro. Vedi il traguardo, ma le gambe sono dure, la volontà sta per abbandonarti, e la tentazione di fermarti è fortissima. Solo che per lo zio Mauri i chilometri erano 1740. 

Oggi voglio parlarvi di un’impresa, quella di Zio Mauri. Che è il maestro, collega e caro amico Maurizio Camandona. Raggiunta finalmente la pensione, ha ben presto capito che il divano, la sala bingo, il tango con Monica, l’orto e la passeggiata con le mani dietro la schiena in paese a controllare i lavori in corso non gli avrebbero riempito la vita.

Allora si è dato una mossa, ha pensato e pensato, finché gli è venuta un’idea. Attraversare l’Italia a piedi, sulla Via Francigena, dal passo del San Bernardo fino a Brindisi passando per Roma, 1740 chilometri. Con questo programma in mente:

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“Raccoglierò spunti, momenti particolari, riassunti di chiacchierate, interviste a viandanti, pellegrini, ristoratori, monaci, amici che mi affiancheranno, tramite appunti, immagini e video. Girerò per sagre, trattorie e taverne, per assaggiare quello che di più buono vorrà regalarmi questa meravigliosa Italia.

Da questa lunga camminata e dalle esperienze che avrò fatto, nasceranno due libri. Uno sulla “lunga passeggiata” e di quanto sia importante saper amare e star meglio con sé stessi per migliorare il rapporto con gli altri. Il secondo sulle cucine dimenticate, le ricette semplici e gustose trovate in giro per un Italia poco conosciuta.”

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Ora è alla fine del suo viaggio, anzi come dicono i maratoneti è al 39°chilometro. Vede il traguardo, ma le sue gambe cominciano a essere dure, la motivazione rispetto alla partenza è cambiata, il caldo che a maggio era un compagno che scaldava il cuore e asciugava i vestiti adesso è un nemico da cui ripararsi, e ripartire ogni mattina è sempre più difficile.
Ma la forza di volontà è più forte di quella fisica, soprattutto se hai intorno amici che ti accompagnano. Come quelli che attraverso i social lo spingono ad andare avanti e gli ricaricano virtualmente le batterie, per imporre la sua volontà ai muscoli, alle articolazioni, al suo cuore forte. E percorrere quegli ultimi, ma infiniti chilometri, che lo porteranno al suo traguardo.
Vi chiedo allora, amici miei, se volete e se avete qualche minuto, di andare fino alla sua pagina Facebook, Zio Mauri, e inviargli un “vai bella zio! dagli amici di parkinson&triathlon”
Vai Zio, ti ho salutato prima della partenza, ti ho pensato spesso e invidiato molto, mi dispiace di non aver potuto fare almeno una tappa con te.
Ma sarò ad aspettarti all’arrivo, per vedere il tuo sorriso e la soddisfazione di aver portato a termine un altro progetto importante della tua fantastica esperienza di vita.

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