Triathlon Olimpico di Peschiera: finalmente una bella gara, probabilmente Mr Parky era ancora in vacanza!

L’olimpico di Peschiera del Garda, l’ultimo triathlon per quest’anno, mi ha regalato buone sensazioni fino alla fine. Frazione di nuoto buona, bicicletta veloce e continuità nella corsa, finalmente!

Dopo gli ultimi due olimpici di Bardolino e Sirmione ci eravamo ripromessi di lavorare sulla fase della corsa: migliorare la continuità del passo per evitare di arrivare nell’ultima frazione della gara senza energie  e trovarmi poi obbligato a percorrere lunghi tratti camminando. Per questo abbiamo aumentato di un’unità gli allenamenti settimanali di corsa, e diminuito le interruzioni tra una ripetuta e l’altra. L’idea ha funzionato.

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La giornata è iniziata come sempre presto, per evitare code e trovare il posto migliore per il gazebo nella zona squadre del village. Gli amici  Luca, Antonio, Laura, Andrea, e Dario hanno fatto  la loro parte, aiutandomi nelle fasi di preparazione  e tifando per tutta la gara.

Il mio amicone, Dario Daddo Nardone, di FCZ Mondotriathlon, mio Ekis Mental Coach e speaker della manifestazione, mi ha ragalato qualche minuto di popolarità per raccontare la mia storia al tripopolo.  Con lui e un altro amico triathleta, Graziano Binaghi, stiamo organizzando una sorpresa per i triathleti e i loro accompagnatori.                    State all’erta vi informeremo appena pronti!

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Il meteo per tutto il giorno ha garantito sole, lago calmo, ma anche molto caldo, la muta era facoltativa, naturalmente la indossavamo praticamente tutti, difficile rinunciare al vantaggio che ti dà. Ho affrontato la gara con determinazione, nelle ultime settimane sono riuscito a dormire meglio, ho gestito con attenzione anche la fase pregara alimentandomi correttamente nei tempi giusti, anche questo ha dato i suoi frutti.

La frazione di nuoto è andata bene, buona la velocità e anche la navigazione verso le boe di percorso, non ho avuto crisi di respirazione, questo mi fa molto piacere, ho capito però che soffro un po l’affollamento,  come quello che si è sviluppato nella parte nuotata nel canale tra il porto e il castello dove siamo usciti dall’acqua. Tendo a cercare sempre una zona dove nuotare con spazio libero intorno a me. All’uscita dall’acqua ho fatto molta fatica a sfilarmi la muta perché la cerniera non si apriva, per il resto il cambio è stato buono senza intoppi.

La frazione di bicicletta è stata molto tecnica e piuttosto veloce nelle bellissime campagne, piene di saliscendi, tra Peschiera e Mozambano. Ho corso più o meno tutti i 40 km in un gruppo abbastanza folto cercando di risparmiare energie, nutrendomi bene, e comunque prestandomi per vari tratti a condurre il gruppo.

La frazione di corsa di questa gara, che conosco bene, è impegnativa, con parecchie zone di salita non lunghe ma che ti spaccano il ritmo. L’ho affrontata con una buona riserva di energia e continuità, diciamo che ho corso sempre, a parte le salite, dove ho camminato veloce. Il percorso prevedeva  due giri passando nel centro del paese gremito di tifosi, tra cui anche i miei amici che ad ogni passaggio mi davano il cinque o mi offrivano la birra al posto dei sali che si trovano ai ristori.

Sono molto contento, confrontando il tempo finale con la mia gara del 2015 ho impiegato tre minuti meno, ho nuotato peggio ma ho pedalato e corso meglio. Dovrò lavorare meglio sul nuoto, per migliorare sia l’aspetto tecnico che psicologico.

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Bene! dico a me stesso.  Con questa gara la parte triathlon per quest’anno è chiusa, mi aspetta la Deejay 100 il 30 settembre, una gran fondo ciclistica di 100 km. senza salite, semplice e divertente in compagnia di un folto gruppo di amici, poi la Deejay Ten, immancabile appuntamento di corsa per le strade del Centro di Milano con 30000 fans della mia radio preferita. Poi chiuderò a metà novembre con la Mezza maratona di Riva del Garda. Poi, finalmente, potrò riposare un po’.

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