IL MIO OBIETTIVO

La mia sfida è questa: affrontare il Parkinson attraverso il triathlon e le specialità sportive che lo compongono. Dare al mio corpo un addestramento più rigoroso in modo che compensi il deficit motorio. E tenere traccia di tutto questo nei prossimi anni, per vedere cosa succede. Per questo collaboro con  il dott. Alberto Duilio Schivardi, laureato in Scienze Motorie per la preparazione atletica e il dott. Alfonsi, Neurologo, con la Fondazione Istituto Neurologico Casimiro Mondino di Pavia, per i test clinici.

Si parte da test atletici che stabiliscono lo stato di forma attuale per stendere dei programmi di allenamento specifici, e da esami clinici che determinino la mia situazione fisiologica e motoria obiettiva. E siccome mi pongo anche come obiettivo la partecipazione quest’anno a triathlon sprint, olimpici, e nei prossimi  anche un triathlon medio e un Ironman a 60 anni, tutto ciò che farò sarà registrato, pubblicato e messo a disposizione dell’istituto Mondino per un eventuale studio longitudinale, cioè nel tempo.

Non so a cosa realmente porterà questo percorso impegnativo e appassionante. Ma ho imparato che si sa dove si inizia ma non si sa mai dove si finisce. Importante è non stare fermi. Intanto questa cosa mi ha dato forza e decisione, e anche modo di parlare con voi tutti senza nascondermi e sentirmi una vittima. Trasformare un problema in un’opportunità, ho letto in un articolo. E’ quello che spero di fare.E mi piace condividerlo con voi.