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SWIM FOR PARKINSON 2021 Tra il dire e il fare c’è di mezzo lo Stretto di Messina

Ci sarà di mezzo il mare, esattamente quello dello Stretto di Messina, tra il dire e il fare di: Cecilia Ferrari, Emanuela Olivieri, Marina Agrillo, Maria Assunta Galiè, Valeria Bastoncelli, Mariagrazia Pastori, Anna Amitrano, Donato Vaira e Angelo Gualtieri. Questi amici con la malattia di Parkinson, tra i quali diversi atleti del PARKINSONAUTI TEAM, domani, martedi 14 settembre, in quel mare ci si tufferanno partendo da Capo Peloro, in Sicilia, per coprire i 3,4 km. che li dividono da Cannitello, in Calabria.

Quando cambi ciò che pensi, cambia come agisci.

Chissà quante volte anche voi avete usato e sentito usare l’espressione: “tra il dire il fare c’è di mezzo il mare” per giustificare il fatto che non potevate, non volevate o semplicemente non vi sentivate pronti per un obiettivo che ritenevate impossibile. Quello che i nostri amici hanno deciso di fare, è stato cambiare il loro modo di pensare dal “Non ce la faccio!” a “E se ce la facessi?”. Con questa nuova convinzione hanno cominciato ad allenarsi, e ora sono pronti ad raggiungere il loro meritato traguardo.

Motivazioni, condivisione e spirito di squadra

Quali sono le motivazioni che hanno portato i nostri magnifici atleti a decidere di partecipare a questa 2° edizione della “Swim for Parkinson” lo potete scoprire nelle interviste pubblicate nel sito dedicato all’evento dall’ Accademia Limpe Dismov . Dopo la prima “Traversata dello stretto” ideata e portata a termine con determinazione nel 2018 da Cecilia Ferrari, l’Accademia ha creduto nell’importanza del messaggio che stava lanciando con la sua impresa, affiancando e supportando i pazienti nell’organizzazione delle edizioni successive.

Qualcuno si cimenterà nell’intera traversata, altri si daranno il cambio in una staffetta, modalità che esprime tutta la forza della condivisione e dello spirito di squadra, per raggiungere obiettivi nello sport e nella vita.

Grazie Cecilia

Dopo la prima traversata Cecilia si è ripetuta in altre imprese, perchè ama nuotare e perchè ha capito che il suo esempio e la sua testimonianza all’incontro “Corpo ed Anima” della Limpe Dismov a Roma nel dicembre 2018, e al video della prima traversata dello Stretto che si vede qui, potevano motivare altre persone con la malattia di Parkinson a compiere la stessa fantastica impresa sportiva. Anche io nel 2019, con Emanuela Olivieri, Marina Agrillo e la compianta Marisa Sivo, sono stato uno di questi e sono convinto che questo sia stato il vero grande ed importante risultato dell’intuizione di Cecilia e della Dr.ssa Francesca Morgante, la neurologa che per prima l’ha spronata ed aiutata in questo percorso.

Un esempio prezioso

Grazie al suo esempio altri pazienti hanno cominciato a vedersi e a comportarsi non più solo come persone con una malattia neurodegenerativa subdola come il Parkinson, ma anche, soprattutto durante le sessioni di allenamento in piscina, come atleti, che, grazie a quell’allenamento hanno cominciato a sentirsi meno impacciati nei movimenti e hanno imparato che, al di la della loro età o degli anni passati dalla diagnosi, potevano ancora migliorarsi e porsi nuovi ed entusiasmanti obiettivi.

Come? Scegliendo di assumere uno stile di vita sano e vitale, abbinato alla terapia farmacologica e all’attività fisica quotidiana, come anche i neurologi della Limpe che li accompagneranno e con cui si misureranno durante la traversata di martedi 14 settembre, raccomandano.

Forza ragazzi, ora siete pronti!

Divertitevi mentre nuotate nelle splendide acque blu del mare di Sicilia per andare a prendervi il traguardo che vi siete meritati. Lo avete costruito con coraggio, impegno, determinazione e costanza per continuare ad affrontare il vostro viaggio combattendo il Parkinson anche attraverso lo sport. Anche il vostro esempio ci aiuta a continuare ad urlare con tutta la nostra forza “NON CI FERMERAI!”

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Si finisce ripartendo con: Shiatsu, Yoga, Coaching e Paratriathlon, insieme a tanti amici.

Con l’ultimo weekend di agosto ci avviamo verso la fine di un altra estate, che come ogni fine estate, porterà con se caldi ricordi. I più caldi sono i 45° dell’ultima ondata dell’anticiclone africano, vissuti nella settimana del “Triathlon solidale, Più giri Più Vivi” di Sara Rubatto e Mauro Cennerazzo, che sono ancora in giro per l’Italia, per la precisione in Sicilia, e che ritroveremo tra pochi giorni a Civitanova.

Eravamo partiti a fine maggio da Ostia Lido, quando ancora l’estate non scaldava l’aria della sera, con la 1° tappa del circuito IPS “Italian Paratriathlon Series”.

È stata La prima volta di Marco e degli atleti del PARKINSONAUTI TEAM, che sono scesi in gara in rappresentanza della nostra Associazione e della nostra voglia di fare sport e movimento, in una gara di Paratriathlon.

È stato il primo step di un progetto iniziato quest’anno con la Fitri, grazie a Neil Mac Leod, che speriamo ci porterà a realizzare un grande sogno, la partecipazione alle Paralimpiadi di un atleta con il Parkinson.

Poi è stata la volta del weekend passato insieme sulle rive dell’Idroscalo di Milano al DeejayTri. Eravamo 3 atleti in gara del PARKINSONAUTI TEAM e un bel gruppo numeroso di tifosi e amici Parkinsonauti e no, nel primo vero appuntamento importante di triathlon a livello Nazionale, oltre 2000 atleti, dell’era Covid.

Avevamo aperto l’estate, anche a livello di calendario, con la partenza da Torino il 20 giugno, della nostra manifestazione più importante, la Bike riding for Parkinson Italy 2021″ Un magico viaggio che vi ho raccontato in questi tre articoli: Viaggiare insieme mano nella mano Sempre insieme dall’alba a l tramontoUn successo del gruppo nato da lontano –

Dopo quella fantastica e “faticosetta pedalata” continuando comunque ad allenarci, ci siamo presi anche un po’ di riposo e di vacanza, ed ora siamo pronti a ripartire con i botti finali.

Shiatsu, Yoga e Coaching di “Estiamo Insieme”

Sabato 28 e Domenica 29 agosto io e Roberto Russo saremo con Giulio Maldacea e Barbara Morandi del Comitato italiano Associazioni Parkinson che dando seguito alle richieste di alcuni utenti affezionati di Wikiparky.TV, hanno organizzato ESTIAMO INSIEME, un weekend di fine agosto, nel meraviglioso contesto naturalistico del Lago Maggiore.

L’obiettivo è quello di conoscerci di persona, divertirci e praticare INSIEME esperienze che possano migliorare la qualità della nostra vita come Shiatsu, Yoga e Coaching.

Triathlon a Civitanova, PIÙ Sport, PIÙ Amici, PIÙ Emozioni.

Nel prossimo weekend ci trasferiamo in un bel gruppo, in centro Italia, a Civitanova Marche. Sabato 4 e Domenica 5 Settembre, le vie della splendida cittadina marittima delle Marche saranno ancora PIÙ colorate e PIÙ animate. Oltre al “Campionato regionale triathlon sprint” è prevista la 3°tappa del circuito “IPS Paratriathlon” e la 41° tappa del giro d’Italia “Più giri più vivi – Triathlon solidale”.

L’appuntamento è da sabato pomeriggio, sul Lungo Mare Sergio Piermanni nei pressi dello stabilimento Lido Cristallo, dove saluteremo l’arrivo della 41^ tappa del Giro d’Italia Triathlon Solidale e dove saranno ufficialmente aperti il Village e la segreteria della manifestazione sportiva che prenderà il via domenica mattina. Dalle ore 16,30 alle 18,30 insieme a Sara Rubatto e Mauro Cennerazzo di Più Sport Più Emozioni, agli atleti del Parkinsonauti Team di Parkinson&Sport e di molte altre Associazioni, daremo il via al weekend multisport organizzato da Civitanova Triathlon.

In queste 2 ore, atleti agonisti e atleti con disabilità, saranno disponibili come guide per coloro che vivono affrontando la loro disabilità con forza e determinazione e sono pronti a provare l’emozione della triplice disciplina. Grazie agli ausili specifici messi a disposizione da AspassoBike e AlinkerItalia per “Piugiripiuvivi più sport più emozioni” ragazzi con disabilità, insieme ai loro familiari, diventeranno i motivatori per gli atleti guida, stimolando un sano doping emotivo che permetterà a tutti di apprezzare il gusto e la forza delle specialità del triathlon. Insieme a noi ci saranno anche gli amici della “Lega del filo d’oro Onlus”. Dalle 18:30, la madrina dell’evento Justin Mattera, presenterà il suo libro “Just me” e il programma della gara master prevista per il giorno successivo.

Gli appuntamenti ora li conosci, probabilmente già conosci noi, se così non fosse queste sono delle buone occasioni per farlo, decidi anche tu come noi di NON FARTI FERMARE. Porta il tuo miglior sorriso, prepara scorte di energia e vieni a vivere insieme a noi questi momenti insieme.

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Una settimana di “Triathlon Solidale”

Domenica sono ripartito per pedalare in alcune tappe del Giro d’Italia “Più giri più vivi” triathlon solidale. Dopo aver vissuto venerdi e sabato scorso nella mia città, Palazzolo sull’Oglio, una splendida due giorni, con i PARKINSONAUTI della “Bike riding for Parkinson Italy 2021”, dove abbiamo organizzato una festa, per presentare l’anteprima del docufilm che racconta del viaggio da Torino a Venezia di quest’anno.

Ritrovare tutto il gruppo, ha fatto riaffiorare immediatamente tutte le sensazioni vissute nel giugno scorso, durante la pedalata sugli argini del Po che ho raccontato nelle scorse settimane negli articoli: Viaggiare insieme, mano nella mano., Sempre insieme, dall’alba al tramonto. e Un successo del gruppo, nato da lontano.

Parte di tutte le emozioni e i colori di quei momenti sono raccolti in questo trailer del docufilm che Junior Jay Ferreira sta producendo in collaborazione con Ability Channel

Inizia una nuova avventura, questa volta sarò accompagnato da mia moglie Carolina, insieme ci aggregheremo per alcune tappe, al progetto di Sara Rubatto e Mauro Cennerazzo, il “Giro d’Italia Solidale” Piu Giri Più Vivi. Essendo io un triathleta amatoriale e un paziente con la malattia di Parkinson vivrò quest’esperienza, così come l’hanno pensata Mauro e Sara nella doppia veste di:

Volontario sportivo solidale, cioè lo sportivo che condivide la fase di defaticamento del suo programma di allenamento con persone con disabilita motorie.

Motivatore sportivo, cioè la persona con problemi fisici o mentali, che pratica sport amatoriale in concomitanza del defaticamento dei volontari.

La storia del progetto

Il progetto nasce per permettere alle persone con tetraparesi e qualsiasi altra disabilità di vivere un’esperienza di triathlon solidale da protagonista. Mauro, è un triathleta che da un anno sta preparando il suo primo Ironman, e Sara, una atleta cardiopatica e pre-diabetica, che ha già fatto grandi imprese in bicicletta in solitario.

l “Giro d’Italia Solidale” è partito il 27 luglio da Avigliana e, dopo aver percorso 6000 km lungo 50 tappe, arriverà il 18 settembre a Cervia, dove è in programma la manifestazione mondiale Ironman Italy Emilia Romagna 2021, a cui è iscritto Mauro che riceverà il testimone da Sara, che lo ha portato in giro per tutta l’Italia, per chiudere alla grande il loro progetto.

Le tappe del giro

Ogni giorno Sara farà circa 100 km. in bicicletta per raggiungere la città di destinazione, dove troverà ad aspettarla motivatori e sportivi per condividere la parte finale della sua giornata di sport. Al seguito ci sarà un furgone, generosamente messo a disposizione da DHL, che trasporta biciclette per la disabilità, una carrozzina da maratona e due ausili innovativi, gli Alinker, che all’arrivo della carovana intorno alle 17 permetteranno a persone con difficoltà motorie degli arti inferiori come parkinson, sclerosi multipla, tetraplegia spastica e altro ancora, di poter correre, pedalare, camminare autonomamente, inoltre ci sarà un canotto per vivere l’esperienza di nuotare insieme ad un atleta normodotato”

La storia di Sara Rubatto

Lo sport ha sempre fatto parte della 42enne torinese, prima e dopo la cardiopatia rara che l’ha colpita: “Avevo 19 anni, e nemmeno dopo 23 anni la medicina è riuscita a capire cosa sia successo. Non c’è quindi una cura specifica, la mia salvezza è lo stile di vita: dall’alimentazione (Sara è nutrizionista, ndr) all’attività fisica. Sei anni fa, inoltre, a causa di un errore medico, un infarto ha devastato il mio cuore ma grazie alla bicicletta, il mio salvavita, è tornato al battito normale”. Sara praticava nuoto a livello agonistico quando la malattia le ha stroncato una possibile carriera: “Mezz’ora prima di una gara che valeva il pass agli Europei mi chiamarono per comunicarmi che mio padre stava morendo: chiaramente rinunciai, l’anno dopo mi tolsero l’idoneità sportiva e finì tutto”. Per riprendere una nuova vita sportiva con la bicicletta: “Non potendo utilizzare l’auto ho iniziato a salire in bicicletta e il mio corpo ha ripreso a funzionare. Da quel momento pedalo 365 giorni l’anno, è la salvezza del mio cuore”. Tra i suoi “viaggi” in solitaria ci sono Torino-Lisbona (5.300km), Torino-Gerusalemme (6.602km), Torino-Capo Nord (8.000km) e Torino-Sicilia (5.200km).

Io sarò felice di pedalare con Sara dalla tappa di Ostia fino a Scario, le prime saranno solo di trasferimento, mentre sono già previste delle iniziative nelle città di Altavilla, Paestum e Scario. Se volete venire ad accoglierci e provare la soddisfazione di allenarvi con noi nelle 3 specialità del triathlon, nuoto bici e corsa, vi aspettiamo con molto piacere, contatta l’organizzazione attraverso i social di “Più giri più Vivi” e il sito “Triathlon solidale”.

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Un successo del gruppo, nato da lontano.

“Bike riding for Parkinson Italy 2021” (parte terza)

Abbiamo preparato con attenzione ed impegno, già da febbraio, anche i minimi particolari. Alcuni potevano sembrare marginali, ma alla luce dei fatti si sono rivelati vincenti per permetterci di muoverci rispettando gli orari e senza perdere nessuno. Se vi è capitato di spostarvi, con qualsiasi mezzo, in gruppi composti da più di 4 persone, sapete già quanto è complesso: ecco noi eravamo quasi 30 con 3 mezzi al seguito, camper furgone e macchina, più dai 4 agli 8 motociclisti ogni giorno che ci scortavano. È stato impegnativo e sfidante ma la collaborazione che si è sviluppata nel gruppo ancora una volta è stata l’arma vincente.

Regole e disciplina

Le regole che ci siamo dati, volte a permettere una migliore conoscenza di ognuno, hanno avuto successo, sono nate nel giro di pochi giorni nuove amicizie che sarà nostro dovere preservare e nutrire. Ogni notte gli occupanti delle camere venivano cambiati, cosi come le sedute a tavola a pranzo e cena. Abbiamo creato dei gruppi composti da 3 partecipanti, con conoscenza e preparazione sportiva diversa, che ci hanno permesso di facilitare le operazioni di controllo alle partenze, agli arrivi e durante i trasferimenti anche a piedi. I componenti i gruppi cosi composti si davano reciproco aiuto e assistenza anche durante le tappe.

Oggi posso dire che siamo stati bravi, voglio ringraziare tutti per il rispetto delle regole del gruppo e per la puntualità. I presupposti erano nati già durante le riunioni preparatorie su zoom, quando è stato necessario essere fermi su alcuni punti e fare scelte impopolari, ma necessarie.

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Il bagaglio del viaggiatore

Solo su questa cosa non siamo riusciti a centrare l’obiettivo, chiedo scusa personalmente ai nostri grandi amici e benefattori FLAVIO E FRANCESCO, che ne hanno pagato le conseguenze ogni mattina ed ogni sera, quando hanno dovuto gestire carico scarico dei bagagli. Su questo aspetto avremo da lavorare ancora per fare meglio il prossimo anno.

Avevo fatto la promessa di non ammettere chi si fosse presentato con un bagaglio eccedente. Se lo avessi fatto seriamente, e qui ci metto anche un po’ di voglia di sorridere, saremmo partiti in 5 o 6 al massimo. Il bagaglio ammesso era un trolley da stiva, come Ryanair richiede, con tanto di misure, più uno zainetto, sottolineo zainetto, che sarebbe servito durante i tragitti in bicicletta.

A tutti è stata consegnata all’arrivo a Torino una borsa contenente due divise tecniche complete: maglia, salopette, calze, manicotti e mantellina antipioggia, oltre a 2 polo manica corta, 2 tshirt e una felpa, praticamente tutto il necessario per tutta la settimana. Mancavano solo: scarpe, un pantalone e un pantaloncino intimo, farmaci, effetti personali casco e poco altro, anche per questi avevamo preparato una lista condivisa e approvata. Vi garantisco che tutto stava nel mio trolley e in un piccolo zainetto, veramente da bici. Non vi dico gli espedienti che si sono visti, zainetti da 10 kg. o giù di li, borse e borsette di ogni genere che il povero Flavio doveva ogni giorno ricoverare sul suo letto nel camper.

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Leggeri e felici

Viaggiare leggeri è una metafora della vita.  La felicità non è contenuta negli oggetti che possediamo ma nello spazio e nel tempo che resta libero da colmare con le emozioni. Viaggiare carichi di oggetti inutili ci rallenta e fa lo stesso per chi viaggia con noi.

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Il trolley era quello giusto😎 … 1 zainetto da ciclista? 🙈

Incidenti di percorso

Come anche lo scorso anno qualche caduta c’è stata, dal fondo del gruppo, dove avevo la mia postazione di osservazione privilegiata, ogni tanto intravvedevo qualche ruota che girava libera e una maglia rosa a livello strada. Certo è che non si sono ripetute le gesta funanboliche in bicicletta di Roberto Russo, che ha sempre tenuto le mani ben salde sul manubrio, in compenso ci ha regalato qualche arrivo spavaldo, ma lui è di gomma e ogni volta rimbalza in piedi senza conseguenze. Marco Ramelli che è ormai un biker esperto non ha mai visto il ghiaccio.

Hanno fatto le loro vittime senza gravi conseguenze: le rotaie dei tram in città, le scarpe con gli attacchi da MTB che non sempre hanno funzionato alla perfezione, (saranno vietati dalla prossima Bike) terriccio e sassolini sui bordi delle strade.

Un furgone dei supermercati con la S maiuscola, ad un semaforo, si è permesso di buttare a terra, proprio nella sua città il nostro uomo d’acciaio anzi d’Acciaro. Alberto si è alzato da terra, e dopo essersi dato una veloce controllata è rimontato in sella per ripartire, non senza aver rincuorato il ragazzo alla guida che spaventato era scoppiato in lacrime.

Alberto Acciaro e Roberto Russo
Marco Ramelli

Solo nel finale abbiamo avuto una caduta che ha lasciato qualche segno, una clavicola rotta e qualche costola sono il resoconto del pronto soccorso per il Parkinsonauta Dario Bravin, che ha reagito da grande atleta e stoicamente si è comunque presentato l’indomani mattina, con tanto di tutore, ma in divisa per partecipare alla festa dell’arrivo a Venezia.

Arrivederci al prossimo anno

Anche questa è fatta, lo scorso anno non avevo scritto il racconto e non ricordavo perchè, ora penso d’aver capito, raccontare un viaggio come il nostro è un lavoro da scrittore e non è mai finito, ci ho lavorato tanto e ogni volta che lo rileggo cambierei e aggiungerei qualcosa. Ma ora basta, chiudo, in questi anni ho imparato una lezione importante, fatto è meglio che perfetto, ci vediamo l’anno prossimo.

È stata una grande avventura, un capitolo della vita di ognuno di noi che anche quest’anno ha lasciato un segno, la Bike ti cambia dentro, per me è stato cosi.

Se vuoi sapere se lo è stato anche per gli altri lo puoi ascoltare dalla loro viva voce, durante le Interviste in diretta di “Prendo la levo e arrivo” del giovedì sera alle 21, su facebook, pagina di Parkinson&Sport e gruppo “Bike riding for parkinson Italy 2021” e sul canale youtube Parkinson&Sport.

Grazie Junior

Voglio attribuire un ringraziamento speciale a Junior Jay Ferreira, il nostro amico fotografo e videomaker.

Junior, collaboratore di Ability Channel, attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, ci ha raccontati ogni giorno con dei meravigliosi video che prendevano forma nelle lunghe notti di lavoro tra una tappa e l’altra. Con tutto il materiale che ha raccolto, vivendo e integrandosi a noi in modo unico ogni giorno per l’intera settimana, nascerà qualcosa di unico, di cui presenteremo un anteprima durante la festa che abbiamo organizzato a Palazzolo sull’Oglio venerdi 6 agosto.

Amici, sostenitori e sponsor.

Ancora una volta voglio ringraziare: soci, amici, sostenitori e sponsor, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile. Grazie a loro, abbiamo potuto sostenere tutte le spese della carovana rosa, chiedendo ai parkinsonauti solo la quota di adesione annuale all’Associazione e una caparra di conferma della loro partecipazione.

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Sempre insieme, dall’alba al tramonto.

“Bike riding for Parkinson Italy 2021” (parte seconda)

Abbiamo condiviso tutto, ogni giorno, dallo stretching della mattina, a Pavia lo abbiamo fatto in un aiuola su una rotatoria, alla polvere delle strade bianche, al temporale che ci ha inseguito per un pomeriggio ma che il nostro protettore Davide Lot, da lassù, ha sapientemente diretto per farci dare solo una rinfrescata. Festicciole di compleanno a sorpresa, sfide a ping pong, musica, canti e balli, il bacio all’arrivo nella loro terra dei veneti Stefano e Davide. Ci siamo accomodati affamati in tavolate lunghissime di ciclisti e motociclisti, abbiamo sorriso ai momenti scherzosi dei nostri giovani che quest’anno hanno aggiunto simpatia e giocosità.

Chi siamo noi? E Toi, Toi, Toi.

Abbiamo acceso il colore e mosso l’energia di tutti i luoghi dove siamo stati, da Torino a Venezia con il rosa delle nostre maglie e con gli slogan che usavamo per caricarci: Chi siamo noi? I PARKINSONAUTI e TOI TOI TOI, importato dall’Olanda dalla nostra Stella Cometa Samantha Vizentin.

Chi conosce la nostra malattia sa’ che verso sera, spesso, le nostre batterie sono scariche e l’energia latita, ma in quei giorni, anche grazie alla forza del gruppo, e questo è uno degli aspetti più sorprendenti, il Parkinson lo abbiamo battuto insieme, riuscendo a scovare riserve dove mai le avevamo cercate. Confesso che, a volte dove capitava, abbiamo rubato momenti di riposo al ritmo serrato del programma giornaliero.

Un gruppo forte e unito

Ogni anno le dinamiche che si sviluppano nel gruppo sono nuove e sorprendenti. Abbiamo superato le difficoltà e la fatica, e vi garantisco che, anche se sono passate via come se niente fosse, ne abbiamo incontrate, ma non ci siamo fatti fermare da nulla, anzi ogni ostacolo ci ha rinforzati ed uniti.

Questo aspetto del viaggio come metafora della vita, ha generato in ognuno di noi nuove certezze e convinzioni, fornendoci nuovi strumenti e strategie per affrontare al meglio il viaggio personale in compagnia del nostro ospite. Sono certo che da oggi sapremo utilizzare quel patrimonio di esperienze, ogni volta che ne avremo bisogno.

A tavola niente telefonino?

Le condivisioni vissute durante la cena, che ho voluto stimolare, vincendo la timidezza, la riservatezza e la resistenza a parlare in pubblico con un microfono in mano. Nonostante la stanchezza, gli occhi di qualcuno che si chiudevano e qualche atteggiamento ostile, quando a inizio della cena requisivo ad ognuno il telefonino, hanno fatto emergere personalità ed emozioni, creando il miglior terreno per la nascita di nuove amicizie e di un gruppo, che ha saputo integrare da subito i nuovi arrivati e pur raddoppiando nei numeri si è strutturato forte e unito.

Milano e Piazza Duomo

Entrare a Piazza Duomo a Milano è stato emozionante tanto quanto lo scorso anno Piazza S. Pietro a Roma, due ricordi limpidi e caldi esattamente come il sole che ci ha accolti in entrambe le occasioni. Siamo entrati nel centro di Cremona, Casale Monferrato, Modena, Ferrara e siamo tornati a Pavia in Piazza Castello, esattamente dove lo scorso anno avevamo dato il via alla Bike riding 2020.

Una striscia rosa da paura.

Per me è stato particolarmente emozionante il trasferimento del primo giorno a Torino, dall’albergo al Parco del Valentino dove era prevista la partenza. Più volte avevo immaginato il gruppo di maglie rosa muoversi davanti a me, era facile, avendo negli occhi ancora le immagini dello sorso anno, ma quando siamo partiti la prima volta dall’albergo, ho capito che 25 erano molti più del doppio dei 12 e al primo semaforo credo di esserci arrivato in apnea, poi vederli allungarsi sui viali alberati della città dei Savoia mi ha aperto il cuore e ho ricominciato a respirare.

100 km. al giorno

Alcuni di noi che hanno cominciato ad andare in bicicletta da qualche mese, nei primi giorni, pensando di non essere abbastanza allenati avevano scelto di alternare mezze giornate in bicicletta e mezze in camper. Ma poi, motivati e rassicurati dal fatto di essere in gruppo, e dal non volersi perdere nemmeno un metro della nostra avventura, hanno rotto gli indugi spostando i loro limiti con la forza di volontà e hanno pedalato anche per 100 km. al giorno.

Scoprirete chi sono questi campioni di determinazione e tante altre curiosità, nelle interviste del giovedi sera.

Giulio e Silvano

Una menzione particolare la dedico ai miei amici e componenti del direttivo del Comitato Italiano Associazioni Parkinson. il Presidente, Giulio Maldacea, 49 anni e 16 di malattia con 2 interventi alla schiena, e il Segretario, Silvano Chiartano 72 anni, 16 anni di Parkinson sulle spalle e diverse altre difficoltà, che sono stati con noi per una tappa il primo e due il secondo, raggiungendo anche loro traguardi mai raggiunti e impensabili. Sentiremo anche loro nelle interviste del giovedi.

Continua con la terza e ultima parte la prossima settimana.

Qui trovi la prima parte: Viaggiare insieme mano nella mano

Amici, sostenitori e sponsor.

Intanto voglio ringraziare: soci, amici, sostenitori e sponsor, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile. Grazie a loro, abbiamo potuto sostenere tutte le spese della carovana rosa, chiedendo ai parkinsonauti solo la quota di adesione annuale all’Associazione e una caparra di conferma della loro partecipazione.

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Viaggiare insieme, mano nella mano.

“Bike riding for Parkinson Italy 2021” (parte prima)

Ci sono sette figure nel sole del mattino, che si avviano verso il mare. Sono l’emblema della Bike riding 2021. All’inizio della settimana si conoscevano appena, si erano visti solo online.

Ora si avviano mano nella mano, sentendosi parte di una squadra, anzi, di una nuova famiglia. E insieme sono pronti ad affrontare il loro viaggio con nuova forza e nuove consapevolezze. Hanno imparato che i limiti possono essere superati, perché sono spesso solo nella loro mente, e sopratutto che da ora non saranno più soli.

Una settimana da raccontare

Tutta una settimana è stata necessaria per riprendermi sia fisicamente che mentalmente dalle fatiche della Bike riding, e per decidere come raccontare questa esperienza. Inizialmente avevo pensato di mettere insieme i resoconti giornalieri di alcuni partecipanti, che ringrazio per il lavoro fatto, ho iniziato a leggerli, ma ho capito che dovevo lasciare a loro il piacere di raccontarcelo. Le giornate meravigliose che abbiamo vissuto le porteremo per sempre nei nostri ricordi, generati da emozioni e sensazioni che non è cosi semplice riuscire a mettere nero su bianco. Dopo giorni di stallo, in cui mi sono messo davanti al computer per scrivere, ma ne’ la testa ne’ le dita sulla tastiera, riuscivano a darmi la risposta soddisfacente ho finalmente capito, anche confrontandomi con qualcuno del gruppo, che il racconto di questi giorni non potevo farlo io per tutti.

Prendo la levo e arrivo

Faremo come lo scorso anno, lo faremo dal vivo uno per uno, riprendendo la buona abitudine di trovarci il giovedi sera alle nove nelle interviste in diretta di PRENDO LA LEVO E ARRIVO condotte da me e dalla nostra “Stella Cometa”, Samantha Vizentin, che quest’anno è stata sempre con noi, da protagonista, pedalando e illuminando tutti noi con la sua luce. Il racconto potrebbe diventare parte integrante del nuovo “Progetto MOve ON” by IRCCS Fondazione MondinoParkinson&Sport, che abbiamo presentato durante l’evento del 21 giugno a Pavia all’Istituto Casimiro Mondino.

Momenti magici e meno

Mentre per ciò che riguarda me, utilizzerò le immagini come ancore per rivivere tutte le sensazioni della settimana passata a pedalare sulle rive del Po con i miei nuovi amici. Quello che voglio raccontare sono i momenti magici e meno, che ho vissuto con persone quasi sconosciute, da sabato 19 giugno fino a domenica 27, uniti 24 ore su 24, da un presupposto alquanto insolito, una malattia neurodegenerativa, il Parkinson.

Le difficoltà uniscono, me lo avevano già detto, ma ora più che mai ne ho la prova. Insieme abbiamo condiviso: fatica, gioia, entusiasmo, paura, rabbia, sorpresa, dolore, disagio, combattività, rigidità, coraggio, incredulità, stanchezza, solitudine, speranza, vitalità, unione. E pure necessità più fisiche come fame, sete, sonno e si, anche i bisogni corporali, che per evidenti ragioni andavano espletati in momenti specifici non sempre rispondenti alle necessità di ognuno. (Vi invito a seguirci per scoprire come le nostre splendide ragazze si sono organizzate per risolvere il problema)

Una settimana da Dio

Da parte mia posso dire che anche questo è stata per me la Bike riding di quest’anno. Lo spunto è quello di un film di vent’anni fa con Jim Carrey dove il protagonista si ritrova a ricevere da Dio, interpretato da Morgan Freeman, tutti i suoi poteri con cui potrà fare ordine nel mondo, per una settimana. Ben presto si renderà conto che occuparsi di tutto è impegnativo e non sempre divertente. Intendiamoci, è solo uno spunto, mi è sempre piaciuto farlo e già da adolescente mi assumevo la responsabilità di organizzare attività di gruppo. L’ho sempre fatto con passione e mi è già capitato anche di subirne le conseguenze, ma questa volta è stata molto impegnativa. È stata comunque una settimana meravigliosa, dove ho imparato qualcosa ogni giorno, anche grazie agli sbagli commessi, dove ho vissuto momenti di gioia assoluta a contatto con persone stupende che ora fanno parte della mia vita e insieme alle quali sono sicuro faremo ancora tante cose.

Tutto è andato per il meglio grazie alla collaborazione di tutto il gruppo, il rapporto di fiducia che si è creato è stato uno dei risultati più importanti che abbiamo raggiunto insieme. Voglio ringraziare in particolare chi da febbraio in avanti, ogni giorno, mi ha affiancato aiutandomi nelle scelte e dando tutto se stesso come: SAMANTHA VIZENTIN, ANTONELLA BRUNACCI , ROBERTO RUSSO, MASSIMO GUZZI, FILIPPO MION, ANNALAURA MAURIN e FLAVIO BONINI.

Pedalare nel VEnTO con i Parkinsonauti

Inizio col dirvi che, così come altre attività sportive di endurance che ho vissuto in passato, tipo la maratona, anche questo viaggio ha lasciato questa sensazione. Quando finisci sei stremato, ti chiedi come hai fatto e ti dici che non lo farai più, nelle settimane successive ti prendi un po’ di riposo per ripristinare le energie e trovare la motivazione per ricominciare, poi riemergono le sensazioni e le emozioni forti che hai vissuto e non vedi l’ora di ripartire.

Fatica ed emozioni dell’ultimo giorno

Meglio questa o quell’altra?

Qualcuno in questi giorni mi ha fatto questa domanda. Nonostante le similitudini, dai colori che abbiamo vestito al sole che ci accompagnato e al cielo che ci ha protetto, da una buona parte dei componenti del gruppo che hanno partecipato anche lo scorso anno, al fatto che eravamo in bicicletta, non mi è possibile paragonare le due esperienze e nemmeno voglio farlo. Sarebbe come paragonare due bellissime donne che hai amato, ognuna ti ha lasciato qualcosa di unico e per cui sarai sempre grato.

Facce da partenza

La prima cosa che voglio dirvi è che, se potessi riavvolgere il nastro e ripartire da Torino, questa volta vorrei essere uno qualsiasi dei PARKINSONAUTI di questa splendida avventura, per potermela godere senza la tensione per la responsabilità che mi sono assunto. In alcuni momenti mi sono sentito solo, stanco e ho avuto paura di sbagliare. L’impegno per far funzionare ogni giorno tutto al meglio, rispettando le personalità e le difficoltà di tutti, generare l’energia necessaria, cercando di far scaturire il sorriso, intercettare i problemi sul nascere e cercare di risolverli è faticoso. Come mi ha insegnato la sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, ci si trova spesso a prendere decisioni che creano malcontento.

Ecco una delle domande che faremo durante le interviste: quali sono state le cose che più ti sono piaciute e cosa vorresti fosse migliorato la prossima volta?

Il grande fiume a proteggerci e le persone ad accoglierci

I luoghi di un’ Italia meravigliosa anche su un semplice argine del grande fiume, che scorre lento accompagnandoti e proteggendoti, questa è la sensazione che ho provato trovandomelo spesso sull’orizzonte ottico.

il fiume blu e la pattuglia rosa che avanzano insieme

L’accoglienza delle persone che abbiamo incontrato lungo il percorso sono stare un’altra magìa. Ci hanno aspettato sotto il sole per abbracciarci, sfamarci, dissetarci e ascoltare le nostre storie, scoprendo una realtà totalmente diversa rispetto a ciò che sapevano del Parkinson. In due occasioni ci siamo fermati e per caso abbiamo incontrato dei compagni di patologia che con fare incredulo e stupito ci chiedevano chi eravamo e da dove venivamo. Quando raccontavamo della pedalata, della squadra e del progetto sono rimasti sorpresi, senza parole, per poi augurarci il meglio e chiedere di tenerci in contatto.

Grazie anche alle associazioni, ai comuni che ci hanno accolto nelle loro piazze e città, ai rappresentanti delle amministrazioni e ai corpi di polizia che in più occasioni ci hanno scortato:

  • Torino – Vicepresidente del consiglio comunale Viviana Ferrero
  • Trino – Vicesindaco Elisabetta Borgia.
  • Comunità Exodus don Mazzi di Garlasco.
  • Casale Monferrato – Assessore allo Sport Luca Novelli, Associazione amici di Lucia e Associazione Fiab.
  • Pavia – Assessore allo Sport Pietro Trivi e Assessore alla Sanita Anna Zucconi. Ass. Parkinson Pavia e Fondazione Mondino Irccs.
  • Milano – Assessore Turismo, Sport e Tempo Libero Roberta Guaineri
  • Rivolta d’Adda – Sindaco, Fabio Maria Martino Calvi
  • Crema – Sindaco Stefania Bonaldi, Vicesindaco e assessore al welfare Michele Gennuso, Pro – Loco presidente Vincenzo Cappelli, Associazione La Tartaruga Onlus presidente Marco Bartolomeo Mantegazza, Segretario Luigi Cerabolini, Panathlon, Pro Loco Presidente Vincenzo Cappelli, Panathlon Presidente Massimiliano Aschedamini, Mondi di Carta Associazione culturale Presidente Enrico Tupone, Don Lorenzo Roncalli della Parrocchia San Bernardino
  • Cremona, Assessori Luca Zanacchi e Rosita Viola, Associazione La Tartaruga Onlus Presidente Giovanna Pigoli, CSI Cremona Claudio Ardigò e Antonioli Amedeo, Panathlon Presidente Roberto Rigoli, Pierluigi Torresani, Giuseppe Denti.
  • Zibello – Vicesindaco Davide Cappa e consiglieri comunali Gianluca Copelli e Elia Vighi, Paradiso del Sapore, Boutique delle Carni e salumi, Arbora e locanda Leon d´Oro
  • Casalmaggiore – Sindaco Filippo Bongiovanni Assessore allo Sport del comune di Torrile Giorgio Faelli, Conservatore del museo del Bijou Letizia Frigerio
  • Viadana – Vicesindaco e Assessore allo Sport Alessandro Cavallari
  • Carpi – Centro sociale Guerzoni, Giulio Lazzaretto, Giuseppe Cattini, Antonella Preti e Luisa Baracchi
  • Modena – Assesore allo sport Grazia Baracchi
  • Finale Emilia – Sindaco Sandro Palazzi, Virgilio Garganelli, Pro Loco di Finale Emilia Antonella Diegoli, Associazione ¨Cuciniamoconamore¨ parroco Don Daniele, Azienda agricola Dario Braida, Ornella Poletti
  • Ferrara –  Vicesindaco Nicola Lodi
  • Porto Viro – Consigliere comunale Nicola Marinelli, Presidente della Pro Loco Antonella Ferro
  • Chioggia – Assessore Isabella Penzo

Gli angeli in moto

Un immenso grazie va a Serianna Perosini, coordinatrice della sezione bresciana degli “Angeli in Moto” , una associazione nata a Roma nel 2015 dal desiderio di Maria Sara Feliciangeli e ad oggi è composta da più di 800 motociclisti che su tutta Italia distribuiscono farmaci e sostegno alle famiglie in difficoltà. Grazie al suo aiuto gli Angeli ci hanno scortato in tutte le tappe con le loro splendide moto che ci raggiungevano la mattina alla partenza dalle sezioni della zona più vicina a noi.

Il racconto continua nei prossimi giorni…

Amici, sostenitori e sponsor.

Intanto voglio ringraziare: soci, amici, sostenitori e sponsor, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile. Grazie a loro, abbiamo potuto sostenere tutte le spese della carovana rosa, chiedendo ai parkinsonauti solo la quota di adesione annuale all’Associazione e una caparra di conferma della loro partecipazione.

In evidenza

Finalmente domenica si sale in sella e si va col VEnTO!

La “Bike Riding for Parkinson Italy 2021” parte domenica 20 da Torino. 25 Parkinsonauti pedaleranno per una settimana lungo il PO fino a Venezia.

Finalmente ci siamo, domenica mattina dal parco del Valentino alle ore 9,00 la carovana in rosa, volutamente ispirata ai colori del giro d’Italia, si muoverà dal viale Virgilio area park Latteria Svizzera verso Venezia. Pedaleremo in memoria di Davide Lot, attraverso la pianura padana, sulla ciclovia VEnTO, che scorre in gran parte sugli argini del del fiume Po, 25 PARKINSONAUTI e vari amici che si uniranno sul percorso pedaleranno fino al 27 giugno data in cui è previsto il nostro arrivo a Venezia.

Attraverseremo campagne e città della nostra splendida Italia, che sta ritrovando tutta la sua vitalità dopo un anno e mezzo, incontrando sul percorso associazioni di ogni genere, autorità, amici e sportivi.

Un’idea nata durante il lockdown

Voi che leggete il blog ormai mi conoscete, per chi legge la prima volta sono Stefano Ghidotti, fondatore di Parkinson&Sport. Ad aprile 2020, durante il lockdown ho dato il via, sulla pagina Facebook dell’Associazione, alle interviste a colazione di “Prendo la levo e arrivo” e in una di queste ho parlato con Simone Masotti, un paziente Parkinson che grazie alla bicicletta ed ad un viaggio con amici aveva ritrovato il piacere di viaggiare nonostante la malattia. 

E’ nata subito un’ amicizia, e insieme abbiamo cominciato a sognare un viaggio in bici, che poi è diventato realtà. Attraversare l’Italia, alla ricerca  delle associazioni  che si occupano di Parkinson presenti sul percorso, allo scopo di  incontrare a ogni tappa i soci, i pazienti e i loro familiari, testimoniando, anche attraverso le nostre storie, l’importanza di sport e movimento per affrontare e rallentare i sintomi della malattia. 

Era nato così il progetto Bike riding for Parkinson’s Italy: in 3 anni vogliamo coprire tutta l’Italia, da nord a sud, da est a ovest e un’ isola. Anche se purtroppo, per una serie di motivazioni ed intoppi, Simone ha deciso di rinunciare al viaggio, il progetto aveva preso vita ed è continuato grazie alla collaborazione di tanti altri amici.

Nel 2020, in 10 PARKINSONAUTI abbiamo percorso l’Italia da Pavia a Roma lungo la via Francigena, in 9 giorni e 17 tappe per 790 km. totali e 12000 metri di dislivello. 
Ora, grazie a quell’esperienza vissuta insieme giorno per giorno e alla forza che ci ha dato sentirci una squadra, siamo diventati un gruppo di 22 amici PARKINSONAUTI che amano lo sport.

Quest’anno continueremo il nostro viaggio in bicicletta attraverso l’Italia e le sue magnifiche città, percorrendo la Ciclovia VenTo da Torino a Venezia in 15 tappe per 655 km. 

Continueremo ad  incontrare in ogni tappa un associazione, i suoi soci, i familiari, gli amici e i cittadini, per parlare attraverso i racconti dei protagonisti, della sindrome giovanile di Parkinson, la meno conosciuta e quella che ha ricadute più spiacevoli sulla vita delle persone che ne sono colpite. Di quanto lo sport e il movimento in generale siano importanti per affrontarla, mentre impariamo a conviverci nel modo migliore.

il nostro è un viaggio in bicicletta che vuole portare un chiaro e fermo messaggio di speranza a coloro che ne sono coinvolti: combattiamo il Parkinson attraverso lo sport.

La forza del gruppo

Ci abbiamo creduto con tutta la nostra forza e siamo stati premiati, le normative Covid saranno più morbide con noi, avremo tanto sole, forse anche troppo, ma ne siamo grati al cielo.

Con me, ogni giorno da febbraio, hanno lavorato meravigliosamente all’organizzazione di questa complessa manifestazione, dando sempre più forte il senso di questo incredibile gruppo, che ad ogni difficoltà si rafforza, Roberto Russo, Samantha Vizentin, Antonella Brunacci, Filippo Mion, Massimo Guzzi, Maurin Annalaura, Merosini Alfonso, Maria Grazia Piramidal ed oggi ci siamo, si parte!

Alla fine di questo articolo, chiudo il computer, preparo la valigia e da organizzatori diventeremo pedalatori per goderci lo splendido viaggio insieme a: Acciaro Alberto, Anesa Marco, Arancio Carmela, Baldi Simone, Bortoli Daniele, Bravin Dario, Cantarelli Gianni, Chiartano Silvano, Maldacea Giulio, Gualtieri Angelo, Negri Carlo, Pastori Grazia, Ramelli Marco, Rossi Stefano, Ruaro Stefano, Sgobazzi Roberto, Terribile Claudio e Vietti e Edgardo. 👉🏻 scopri tutte le loro storie qui

Accompagnati dall’immancabile Flavio Bonini e da altri 3 autisti che si sono messi generosamente a disposizione per alternarsi alla guida dei 3 mezzi che ci seguiranno da domenica, il gruppo dei Parkinsonauti – che purtroppo negli ultimi giorni ha visto la rinuncia, per motivi di salute di Carlo Calcagni, un compagno con cui tutti avremmo voluto pedalare – si godrà una settimana di sport e condivisione, due elementi potentissimi al servizio del nostro benessere psicofisico.

Pedaleremo in memoria di Davide Lot.

Era nato in provincia di Bergamo poco meno di 60 anni fa, il 2 luglio 1961 ad Alzano Lombardo, e aveva costruito altrove la sua grande carriera sportiva. Davide Lot è morto mercoledì 10 marzo a Monopoli (Bari) dove viveva con la famiglia, vinto a soli 59 anni dall’inesorabile morbo di Parkinson. Lascia la moglie Rosalba Carrieri, i figli Dario e Mauro, la sorella Deborah e tanti tifosi che l’hanno amato e stimato.

A Monopoli aveva giocato nei primi anni ’80 nella Tognana Basket, ma successivamente era assurto ai massimi livelli del basket nazionale in Sicilia e in particolare a Trapani, dove in tre anni era stato fra gli artefici della scalata della squadra locale sino alla serie A1: il primo quintetto dell’isola a riuscire nell’impresa. Giocò anche a Pordenone, Perugia e Alcamo. (foto di apertura).

A ricordare Davide a marzo sui social (attraverso la pagina “L’umiltà di chiamarsi Minors”, dedicata al basket minore) c’è la storia raccontata da Arturo Mascio, allenatore del Basket Venafro, che conobbe Davide durante un allenamento, vedendolo rinascere grazie all’amata pallacanestro.

Questa la testimonianza integrale, che vale davvero la pena di leggere.

Aprile 2002, mi squilla il cellulare. 

È Nicola.

«Artù, ho un paziente affetto da Parkinson giovanile, una brutta bestia da affrontare, che mi dice che da giovane è stato un buon giocatore di basket e mi chiede di portarlo in un palestra a vedere un allenamento e magari fare due tiri. Sta inguaiato assai, ma vorrei dargli questa gioia. Posso portartelo stasera in palestra?»

Ore 20.30: sto per iniziare l’allenamento della C2 di allora e vedo aprire la porta del palazzetto. 

Sorretto a spalla da 2 persone della Neuromed vedo entrare un signore attempato e mal messo, piegato su sé stesso, con scarpe AllStar d’annata senza lacci che penzolavano appesi al suo collo, calze lunghe vintage, pantaloncini ovviamente cortissimi e canotta sotto una felpa del glorioso Trapani Basket. 

Dalla porta d’ingresso alla prima panchina utile a bordo campo i tre ci mettono cinque minuti, con quello in pantaloncini, al centro, che arrancava a dir poco. Mi avvicino a loro, i due mi informano che il dottor Nicola Modugno sarebbe arrivato di lì a poco e mi lasciano lui, senza dirmi nulla. 

Con un po’ di imbarazzo mi presento, gli chiedo nome e che cosa volesse fare.
Mi farfuglia nome e cognome che non capisco, e mi fa segno di dargli qualche minuto per essere pronto. Pronto a cosa?!

Non si reggeva letteralmente in piedi, mi sembrava avesse più bisogno di un letto e di una flebo, e intanto stava cercando di infilare i lacci nelle scarpe ma il suo tremolio continuo ed incessante rendeva la cosa alquanto ardua. 

Per non mortificarlo gli faccio cenno che è tutto ok e intanto inizio il mio allenamento con la squadra, che ovviamente sapeva meno di me e si stava interrogando su chi potesse essere quel povero Cristo fuori dal campo.

Inizio il riscaldamento con un classico 4 angoli, esercizio che prevede 4 file di giocatori di cui 2 con palla in mano per fare dai e vai con le altre 2. Ad un certo punto vedo lui che piano piano si stava mettendo nella fila dei ricevitori sempre mezzo piegato su se stesso e tremolante dalla testa ai piedi. 

Immagino la scena con passaggio a lui, che mai avrebbe preso la palla, e denti che volano. Faccio segno a mio fratello Nicandro di abbinarsi con lui e di passargli la palla nel modo più lento possibile. Nicandro esegue con palla morbidissima…e qui inizia un’altra storia, magica, fantastica, quasi non credibile per chi quella sera non ebbe la fortuna e l’onore di esserci.

Appena la palla arriva nelle sue mani il suo corpo ha un sussulto, il tremolio si ferma, la schiena torna dritta facendoci vedere un atleta di 1.90m abbondanti, che ripassa la palla al nostro capitano in una maniera perfetta, una sassata vera e propria, come il manuale recita. Nicandro va a canestro, lui prende correttamente il rimbalzo e inizia a palleggiare e correre (!) verso l’altro lato del campo, passa la palla ad un altro giocatore, riceve il passaggio di ritorno, prende la palla e va a canestro saltando (!) verso il ferro e depositando la palla dolcemente nella retina.

Il dubbio mi assale: Nicola ha deciso di farmi un bello scherzetto, non può essere che quello che è entrato 20 minuti fa portato quasi a spalla da due uomini sia lo stesso che ora sta volando in campo, che piano piano inizia a fare canestro da ogni posizione, che sfida ridendo quelli più forti della squadra e li batte senza alcun problema. NON PUO’ ESSERE!

L’allenamento continua, io osservo lui che però, quando si ferma a bere, ritorna tremolante e claudicante. Per poi riprendere vigore e sicurezza appena torna in gioco, soprattutto con la palla in mano. Entra finalmente il Doc. Vedo che cerca il suo paziente tra le persone sedute a bordo campo e poi non trovandolo mi chiede dove fosse Davide e finalmente scopro il suo nome.

Io gli indico quel demonio che dall’altra parte del campo stava distruggendo il mio quintetto più forte, sempre col sorriso sulle labbra e con la lingua perennemente di fuori, con un’espressione che non dimenticherò mai e che ancora oggi, a distanza di quasi 20 anni, mi dà la pelle d’oca per tutto il corpo.

Modugno è incredulo, si commuove e mi fa: «Lo sapevo, lo sapevo, sta attivando i suoi schemi motori di base, sta usando la sua memoria cestistica e così la sua maledetta malattia viene per un attimo messa in panchina e lui torna quasi sano. Appena torna a fare cose non legate al basket come bere ecco che il Parkinson ricompare e il suo corpo regredisce. Incredibile!».

Finisce l’allenamento, 

Davide era un sorriso che camminava e contagiava tutti, pure il pallone stava ridendo e noi tutti eravamo di colpo entrati nel magico mondo di Davide Lot.

Quella notte feci fatica ad addormentarmi, smanettai sul web e trovai tutta la fantastica carriera di quel ragazzo adorabile che per circa un anno riempì la mia vita, e di tutti quelli che ebbero l’immane fortuna di incrociarlo in palestra o in giro tra Venafro e Pozzilli. (Arturo Mascio – Basket Venafro).

Partecipa all’evento nell’evento

Lo scorso anno, alla partenza da Pavia della Bike riding 2020, erano presenti esponenti del gruppo dirigenziale dell IRCCS, Istituto Neurologico Nazionale a Carattere Scientifico, Fondazione Mondino di Pavia, con cui collaboriamo dall’inizio della mia avventura e dove presta il suo operato il mio amico e neurologo Dr. Enrico Alfonsi. Ci eravamo lasciati con delle promesse che sono diventate collaborazioni e iniziative, come il “World Parkinson’s Day” dell’11 Aprile e ora nel nuovo “Progetto MOve ON by MOndino e ParkisON&Sport” nato nelle ultime settimane, che presenteremo lunedi 21 alle 17,45, durante l’evento organizzato presso l’Istituto Mondino in via Mondino a Pavia.

Programma:
Ore 17.45            Arrivo Parkinsonauti c/o Mondino e foto istituzionali

Ore 18.00            Saluti Istituzionali:

Prof. Livio Tronconi

 Introduzione al Progetto MOve ON by Fondazione Mondino

Ore 18.15           Sig. Stefano Ghidotti

Introduzione al Progetto MOve ON by Parkinson&Sport

Presentazione del docufilm “NON CI FERMERAI” e del PARKINSONAUTI TEAM

Ore 18.55            Prof. Pisani: Sport e Parkinson

Ore 19.05            Dr.ssa Minafra: Terapia riabilitative e sport

Ore 19.15            Interventi dal Pubblico

Ore 19.30            Aperitivo 

Per partecipare, inviate una mail all’indirizzo: bolla@bquadro-congressi.it, i posti sono limitati.

Pedala con noi

Aiutaci anche tu a spingere sui pedali, puoi farlo iscrivendoti subito QUI all’ associazione Parkinson&Sport, rinnovando QUI la tua iscrizione per l’anno in corso o attraverso un contributo, anche piccolo DONA ORA

Pedala con noi in una delle 8 tappe, guarda il programma, registra l’indirizzo di partenza della tappa che vuoi condividere con noi, puoi utilizzare la tua MTB o GRAVEL o BDC, muscolare o assistita, e fatti trovare 15 minuti prima dell’orario indicato, sarai il benvenuto.

Se decidi di unirti a noi inviaci una mail all’indirizzo info@parkinsonsport.com 

Vieni a salutarci

Vi invitiamo a venire a salutarci sia alla partenza che all’arrivo, in tutte l piazze che trovate nel programma, ma in particolare in Piazza Duomo a Milano, dove saremo martedi 22 tra le 11,30 e le 12,30, in Piazza Duomo a Crema lo stesso giorno tra le 18,00 e le 19,00, in Piazza Garibaldi a Zibello alle 16,30 di mercoledì 23 e all’arrivo al parco San Giuliano a Mestre, domenica 27 alle 12,30.

Hastag ufficiali #bikeride4parkita2021 #noncifermerai #diamociunamossa #malatidisport

La Bike riding for Parkinson Italy 2021 è patrocinata da:

Tutto ciò è possibile anche grazie ai nostri sponsor.

La nostra voglia di TRASFORMARE LA SFIGA IN SFIDA sarà la benzina per i nostri muscoli, ci siamo allenati e siamo pronti, ora diamoci una mossa e via come sempre tutti iensiem all’urlo “NON CI FERMERAI”

#bikeride4parkita2021 #diamociunamossa #noncifermerai #malatidisport

In evidenza

Tre Parkinsonauti al Deejaytri. Ma anche Vittoria, Marco e tutti gli altri.

AMICIZIA, ALLEGRIA E CONDIVISIONE sono le tre specialità del triathlon che tutti i PARKINSONAUTI praticano, anche senza allenamento, quando si ritrovano in occasione di eventi sportivi ai quali partecipa qualche atleta del PARKINSONAUTI TEAM.

Cosi è stato anche al Deejaytri, un weekend di inizio estate dove sole e pioggia si sono alternati, senza togliere energia e vitalità ai tanti amici che, anche lavorando insieme, hanno dato vita ad un altro momento da ricordare della storia della nostra associazione.

Tre atleti del PARKINSONAUTI TEAM, io, Stefano Ghidotti, Marco Ramelli e Roberto Ripani che, dopo il weekend dell’Italian Paratriathlon Series di Ostia che vi ho raccontato qui erano al via della gara di triathlon sprint ( 750 m. nuoto, 20 km. bicicletta e 5 km. di corsa) di domenica 6 giugno.

Per la cronaca, ad inserire un po’ di sano agonismo, anche se i tra gareggiano in categorie diverse, la classifica interna a visto prevalere il più giovane Roberto Ripani cat. M3 anni 50-54 su Ghidotti cat. M4 anni 55-59 e Ramelli cat M5 anni 60-64, a seguire le tre prestazioni, in ordine di arrivo.

Il protagonista del weekend, a cui vanno tutti i nostri complimenti, è Marco Ramelli che ha completato il suo secondo triathlon, senza intoppi, dopo ciò che gli era capitato ad Ostia per la muta stretta. Marco ha nuotato molto bene, pedalato con disinvoltura ed è arrivato sorridente sotto l’arco del traguardo con una corsa, nonostante i suoi problemi articolari, molto più sciolta della precedente partecipazione.

Una menzione speciale la voglio dedicare a Vittoria, nome che è tutto un programma: figlia di Roberto Ripani, che alla sua prima partecipazione ad un gara di triathlon ha subito conquistato la prima posizione di categoria. Complimenti, grande prova di carattere.

Nel gruppo di amici che hanno reso questo inizio di giugno memorabile c’era anche il mio grande amico Marco Lorenzi. Lui il Parkinson non c’e l’ha, infatti ci ha battuto tutti, e sono felice di essere stato colui che l’ha introdotto in questo mondo fantastico che è la Triplice. Grazie di esserci stato e complimenti, ci vediamo a settembre a Cervia.

Eravamo veramente in tanti, oltre agli atleti che si sono messi in gioco cambiando la storia di Parkinson&Sport, che quest’anno con la con la nascita del Parkinsonauti Team, può contare su una squadra che nel prossimo futuro si cimenterà in varie discipline sportive.

Voglio ringraziare i Parkinsonauti: Gianni Cantarelli per la preziosa collaborazione durante tutto il weekend e per il suo trattamento Shiatsu post gara che ha rimesso al mondo sia me che Marco, Roberto Russo mio compagno d’avventura sempre con me da due anni, Dario Bravin, Maria Grazia Pastori e Lorenzo Dallura intervenuti a fare il tifo.

Grazie anche a mia moglie Carolina, agli amici Massimo Guzzi con Simonetta, Maurilio Brini, Maurizio Musso con Katiuscia e Costanza, Luca Verzeri con Cristina e Roberta Curtoni, la nostra groupie.

L’urlo “NON CI FERMERAI” si alza sempre più forte, dalla prossima settimana saremo in 25 in bicicletta in giro per il nord Italia a farci sentire e vedere per la nostra grande avventura di quest’anno la “Bike riding for Parkinson Italy 2021”.

Un grosso grazie a tutti, e quest’anno sono veramente tantissimi, i nostri sponsor che ci permettono di trasformare in progetti reali i nostri sogni.

In evidenza

Ricomincio da Tri

Il prossimo weekend torna il Deejay Tri, e noi ci saremo.

Nel weekend del 5-6 giugno, dopo lo stop dello scorso anno, torna il Deejaytri e noi, triathleti e ascoltatori fedelissimi di RADIO DEEJAY, ONE NATION ONE STATION, ONE LOVE, grazie all’invito degli amici Andrea Rosa e Max Rovatti di Trio Events , ci saremo. Con tutto il nostro entusiasmo e il nostro gazebo di hospitality, nel cuore della festa, il Village dell’evento.

Ma questa volta a rappresentare l’ Associazione Parkinson&Sport (che conta 300 soci) saremo in 3 del PARKINSONAUTI TEAM: oltre a me Marco Ramelli e Roberto Ripani, come abbiamo fatto all’ Italian Paratriathlon Series di Ostia.

Due anni sono volati: il nostro progetto, iniziato nel 2018 con l’apertura di parkinsontriathlon.blog proprio durante il weekend del Deejaytri del 2019 celebrava il suo vero battesimo. Dopo il successo del blog e l’aumento delle persone con cui attraverso facebook, Instagram entravo in contatto, avevo fondato l’Associazione Parkinson&Sport. In quel magico weekend, raccontato in questi 3 articoli ( TRI LIKE A DEEJAY. Sabato con Deejay il progetto parte in grande stile. – Giorno 1 al DeejayTri, scopri com’è andata nel mio racconto!Giorno 2 al Deejay Tri, oggi tocca a me.), la nostra fantastica avventura aveva ufficialmente preso il via. Le persone presenti e lo sport erano stati la cornice perfetta di indimenticabili emozioni, come quella del video qui sotto.

Il ricordo è ancora vivissimo per me, per i miei amici e i miei familiari, che allora erano la mia squadra. Intendiamoci, continuano ad esserlo e alcuni di loro saranno presenti anche questa volta, ma ora la squadra è nata veramente e si chiama PARKINSONAUTI TEAM.

Una squadra multisport composta da atleti con la malattia di Parkinson, che hanno deciso di trasformare la sfiga in sfida affrontando a viso aperto, attraverso lo sport, questo ostacolo che la vita gli ha posto sul cammino. Lo fanno praticando triathlon, correndo, andando in bici da corsa e in MTB, nuotando, preparandosi a iniziare l’allenamento per tutte le altre specialità che faranno parte del programma sportivo dei Parkinson Games, che si disputeranno nell’agosto 2022 in Olanda ad Eindhoven, dove l’Italia sarà rappresentata proprio da loro.

Nel 2019 al Deejaytri iniziava il nostro viaggio, sabato e domenica potrai conoscere personalmente alcuni degli atleti del PARKINSONAUTI TEAM, ed anche gli altri progetti che stiamo portando avanti, uno per tutti la “Bike riding for Parkinson Italy 2021” l’emblema appunto del nostro viaggio insieme, che partirà il 20 giugno da Torino alla volta di Venezia.

Potrai decidere di sostenerci, come stanno già facendo tante aziende, o di entrarne a far parte attiva, se anche tu credi che l’atteggiamento più utile sia quello di urlare a gran voce, sempre e comunque, “NON CI FERMERAI!”

In evidenza

Italian Paratriathlon Series. Marco’s first time.

With our participation in this first IPS appointment we have paved the way: the first step towards the recognition of a specific category for people with Parkinson’s disease also in the Paralympic context.

It was a weekend of friendship, sport and willpower, elements that put together create magic. This time the magic pushed our great cuirassiere, now also a triathlete, Marco Ramelli to his personal goal, to complete the first triathlon. 

We at the PARKINSONAUTI TEAM are proud to be his teammates, because with this test Marco completes a phenomenal cycle. As a basketball player, in just over a year he first became a runner, participating last year in a half marathon in a relay race with me, then a duathlete, in April he participated in his first duathlon (5km. Run – 20km. Racing bike – 2.5 km.race).

In Ostia Lido he added the “Triplice” to his sports career, without forgetting that since he started with 10 kg endurance sports. have flown away, all for the benefit of his well-being.

My race / challenge this time was to accompany Marco, my “great friend with easy dots”. And upon arrival I can say that I have won it. It was exciting to see him cross the finish line with a smile on his face and raised arms, after having encouraged and supported him throughout the race.

But the Parkinsonauti Team, the Parkinson & Sport team lined up 3 athletes at the start, in addition to Marco and myself, at the starting line there was also Roberto Ripani from Macerata, mister T. & NT, the spearhead, the most fast of the group, the #celamettotutta man, creator of the Tremo & NonTemo group. I leave to them, who are the real protagonists of the weekend, the pleasure of telling the fantastic day of sport.


Roberto’s race

Saturday 22 May the Parkinsonauti patrol made up of me, Marco Ramelli, Stefano Ghidotti, Roberto Russo and Antonella Brunacci is already early in the morning in Ostia at the tourist port of Rome.

Today Marco and Stefano will debut in a paratriathlon competition of the IPS – Italian Paratriathlon Series circuit, thanks to the collaboration between Parkinson & Sport and Neal MacLeod of FITRI (Italian Triathlon Federation).

With our experience, lived day by day, we want to testify to all people with Parkinson’s disease, that sport improves our health, slows down the progression of symptoms and allows us to counteract depression, a sneaky symptom deriving from the lack of dopamine, which Parkinson’s patients often find themselves living with.

We do this in a sprint distance Paratriathlon race, which as for the age group includes the three fractions: 750 meters. swim, 20 Km. bike and 5 Km. run.

I prepare the transition area with everything I need and immediately I realize what parathletes are, they are not individual athletes, they are families, groups, companions and guides. Each paratriathlete is a team in itself, depending on the category to which they belong (we are in PTS5) they have all the specific equipment for the various disciplines.

Then the race begins, you can breathe a healthy competitive spirit, we are in a race and everyone must give his best and in the way that suits him best.

Two laps between the buoys for the swim fraction, luckily inside the port because the sea is impassable outside. As always, the swim fraction is the most demanding for me, I see my friend Marco suffer a little more than me, he probably pays for the first use of the wetsuit, the new skin is not exactly congenial to him, Stefano as a good coach escorts him and spurs.

I get out of the water and off to the saddle for a multilap of 8 laps, with the wind always strong, in the straight in favor of the wind it goes like missiles but when we are against the wind it is really hard, you have to be careful even in the curves and on the round with the crosswind , the bike swerves as if in convulsions .

In the various passages it is nice to hear the kids cheering on their dad as he whizzes by on his bike, helping him keep track of the laps to avoid mistakes that could cost him disqualification.

Eight laps and we return to the transition area, I leave the bike to start racing. In the meantime, a little for the rolling start, a little for the category characteristics, we are all mixed up and everyone is giving their all. The setting of the marina is beautiful, the impetuous wind today is the master, hissing through the trees and the tops of the moored boats, it seems the song of the sirens.

In the running part the sun by now high increases the fatigue, luckily the wind helps us as it crashes the waves on the rocks when passing on the outer pier, raising spray above us that give us a bit of refreshment. On the second of the two laps the fatigue is felt, now I am in sight of the arc on the finish line, which gives me the impetus for the last meters and for the arrival with the arms in the sky, which frees all the joy and adrenaline .

I see my friend Marco who, like me, is suffering a little from the heat, here he is with Stefano who accompanied him, he is about to achieve his goal, to finish the first triathlon. The judges give me permission to be able to join them in the last meters and so the triumphal finish is for all Parkinson’s patients.

Alone or in a team we can really decide to do great things, such as overcoming fear, isolation, shame, we are not only our disease, of course that is there but it is always us and we can continue to govern our life at the same time. best of our ability like anyone else.

We have finished for an hour and the effort is already forgotten, the great satisfaction remains for having made it. Leaving the competition area already rises the desire to leave again, to show that you do not want to give it to Mr. Park, and you want to do it together with all the friends who, despite encountering more or less demanding obstacles, do not stop, indeed they know how to transform difficulties into strengths.

See you at the next appointment with the Paratriathlon, I Tremo & NonTemo and as always #celamettotutta.


Marco’s race

On Saturday a dream came true that until recently seemed unthinkable. When you are part of a team and have teammates by your side, you can overcome yourself and your fears.

At the beginning of May Stefano told me that on the 22nd at the port of Rome we would make our debut in the first paratriathlon race in the history of the PARKINSONAUTI TEAM. I immediately activated myself to find a swimming pool and return to swim after 6 months of forced detention. I did a couple of distance tests, I felt ready and able to do the 750 meters of the swim leg.

It was the first experience in a competition, and also the first time I swam with a wetsuit. I started convinced and perhaps at a too high pace, so much so that after the first mark I found myself in trouble, in the throes of a breathing crisis that did not allow me to swim freestyle until the end of the fraction.

Only my determination and the support of Stefano, who remained by my side throughout the fraction while using all the known styles, breaststroke, backstroke, sailor and even the dead in some moments, allowed me to get out of the water.

The most is done I tell myself, but the 20 km of bikes were not a walk, considering the strong wind, even here Stefano, who continues to escort me, does his part by encouraging me repeatedly.

We arrive together at the transition area to leave the bike and start the fraction of 5 km of running, it’s time to bite the bullet and give it all. The route winds on the breakwater of the tourist port of Rome, the waves, caused by the strong wind that hit the breakwaters, occasionally create a refreshing and suggestive shower that strikes us and makes us feel even happier.

We travel the last 2 km together with great emotion, while Roberto Ripani is added to us, the third athlete of the PARKINSONAUTI TEAM patrol who, having completed his race, waited for us to cross the finish line together with high arms and a big smile . on the lips despite the fatigue.

I am proud of myself, and I want to thank Stefano Ghidotti who helped me realize this dream: a little with the carrot and sometimes even with the stick, metaphorically speaking, he managed to make me swim, pedal and run and shut up to save breath. Without him, his advice, his example, his trust, I wouldn’t have made it.

A big thank you also goes to Roberto Russo, who is always there to encourage and help us, to the strong, fast and friendly Roberto Ripani and to the generous and enthusiastic Antonella Brunacci who has been elected my personal assistant at the races.

I hid from everyone the tears of joy and the emotion I felt immediately after the arrival, also generated by that drop in tension you feel when you realize you have realized a dream.

A moment of weakness that didn’t last long because my mind immediately went to DEEJAYTRI in two weeks in Milan, where I want to do much better, because the dream is now a reality.

As always “YOU WILL NOT STOP US”


The Rome expedition was a success, when we move as a group we go back like kids on vacation. Two fun and very intense days, 15 hours on the PARKINSONAUTO, in which Marco and I competed for driving with “you look tired, do you want me to drive”. Dinner in company with a lot of Passerina – do not fantasize, it’s about wine – the night spent all together, including bikes, in a large apartment in Lido di Ostia.

Are you still having strange thoughts? We were all together, yes, but there were an infinite series of rooms, complete with antiquated and antique furniture enriched with cabinets and drawers full of old abandoned objects. All on the 5th floor with an automatic door and gate opening and closing system, which next time we let ourselves be accompanied by a locksmith or Diabolik, in short, we had fun doing what we like and make us feel good, sport.

There will be many other occasions this year, the PARKINSONAUTI TEAM race calendar is full of commitments.

It starts again on 5-6 June from the Idroscalo in Milan, for the Radio Deejay triathlon weekend. We will all be there, with our reception gazebo right in the center of the party, the Deejay Village, again 3 athletes competing in a sprint triathlon on Sunday morning, we are waiting for you to cheer.

Then at the end of June, from 20 to 27 the “Bike riding for Parkinson Italy 2021” 23 Parkinsonauts by bicycle from Turin to Venice, in a week that will once again make the history of our Association.

It is because we have Parkinson’s and consequently we struggle to stay still, the news of the last hour is the participation of the PARKINSONAUTI TEAM in the Triathlon of Crema on 17 July. With the collaboration of the La Tartaruga di Crema Association and Annalaura Maurin of Rock Steady Boxing Crema Gerundo, we will be present with our welcome gazebo. Also on that date is expected the debut in the Triathlon of two other determined and courageous PARKINSONAUTI, who as always loudly say “YOU WILL NOT STOP US”

In evidenza

Italian Paratriathlon Series. La prima volta di Marco.

Con la nostra partecipazione a questo primo appuntamento IPS abbiamo aperto la strada: il primo passo verso il riconoscimento di una categoria specifica per le persone con la malattia di Parkinson anche in ambito paralimpico.

E’ stato un weekend all’insegna dell’amicizia, dello sport e della forza di volontà, elementi che messi insieme creano magie. La magia questa volta ha sospinto il nostro grande corazziere, ora anche triathleta, Marco Ramelli fino al suo personale traguardo, completare il primo triathlon. Noi del PARKINSONAUTI TEAM siamo fieri di essere suoi compagni di squadra, perché con questa prova Marco completa un ciclo fenomenale. Da giocatore di basket, in poco più di un anno si è trasformato dapprima in runner, partecipando lo scorso anno ad una mezza maratona in staffetta con me, poi in duathleta, ad aprile ha partecipato al suo primo duathlon (5km. corsa – 20km. bicicletta da corsa – 2,5 km. corsa).

Ad Ostia lido ha aggiunto la “Triplice” alla sua carriera di sportivo, senza dimenticare che da quando ha iniziato con gli sport di endurance 10 kg. sono volati via, il tutto a vantaggio del suo benessere.

La mia gara/sfida questa volta era accompagnare Marco, il mio “grande amico dai puntini facili”. E all’arrivo posso dire di averla vinta. È stato emozionante vederlo tagliare il traguardo con il sorriso sulle labbra e le braccia alzate, dopo averlo spronato e supportato per tutta la gara.

Ma il Parkinsonauti Team, la squadra di Parkinson&Sport schierava alla partenza ben 3 atleti, oltre a Marco e al sottoscritto, al nastro di partenza c’era anche Roberto Ripani da Macerata, mister T.&N.T, la punta di diamante, il più veloce del gruppo, il #celamettotutta man, ideatore appunto del gruppo Tremo&NonTemo. Lascio a loro, che sono i veri protagonisti del weekend, il piacere del racconto della fantastica giornata di sport.


La gara di Roberto

Sabato 22 Maggio la pattuglia di Parkinsonauti formata da me, Marco Ramelli, Stefano Ghidotti, Roberto Russo e Antonella Brunacci è già di buon mattino ad Ostia presso il porto turistico di Roma.

Oggi io Marco e Stefano esordiremo in una gara di paratriathlon del circuito IPS – Italian Paratriathlon Series, questo grazie alla collaborazione nata tra Parkinson&Sport e Neal MacLeod della FITRI ( Federazione Italiana Triathlon).

Con la nostra esperienza, vissuta giorno per giorno, vogliamo testimoniare a tutte le persone con la malattia di Parkinson, che lo sport migliora la nostra salute, rallenta il progredire dei sintomi e ci permette di contrastare la depressione, un sintomo subdolo derivante dalla carenza di dopamina, con cui spesso i malati di Parkinson si trovano a convivere.

Facciamo questo in una gara di Paratriathlon distanza sprint, che come per gli age group prevede le tre frazioni: 750 mt. swim, 20 Km. bike e 5 Km. run.

Preparo la zona cambio con tutto l’occorrente e subito mi accorgo di che pasta sono i parathleti, non sono singoli atleti, sono famiglie, gruppi, accompagnatori e guide. Ogni paratriatleta è in se una squadra, a seconda della categoria di appartenenza (noi siamo in PTS5) ha tutta un’attrezzatura specifica per le varie discipline.

Poi inizia la gara, si respira un agonismo sano, siamo in una gara ed ognuno deve dare il suo meglio e nel modo a lui più congeniale.

Due giri tra le boe per la frazione swim, per fortuna dentro al porto perché fuori il mare è impraticabile. Come sempre la frazione swim per me è la più impegnativa, vedo l’amico Marco soffrire un po’ più di me, probabilmente paga il primo utilizzo della muta, la nuova pelle non gli è proprio congeniale, Stefano da buon coach lo scorta e lo sprona.

Esco dall’acqua e via in sella per un multilap di 8 giri, con il vento sempre gagliardo, nel rettilineo a favore di vento si va come missili ma quando siamo controvento è proprio dura, c’è da stare attenti anche nelle curve e sulle rotonde con il vento laterale, la bici sbanda come se fosse in preda alle convulsioni.

Nei vari passaggi è bello sentire i ragazzini che incitano il loro papà mentre sfreccia in bici intano che lo aiutano a tenere il conteggio dei giri per evitargli errori che potrebbero costargli la squalifica.

Otto giri e si rientra in zona cambio, lascio la bici per partire di corsa. Nel frattempo un po’ per il rolling start un po’ per le caratteristiche di categoria, siamo tutti mischiati ed ognuno sta dando il massimo. La cornice del porto turistico è bellissima, il vento impetuoso oggi la fa da padrone, sibila tra gli alberi e le cime delle barche ormeggiate, sembra il canto delle sirene.

Nella frazione di corsa il sole ormai alto fa aumentare la fatica, per fortuna ci aiuta il vento che nel passaggio sul molo esterno schianta le onde sugli scogli alzando spruzzi sopra di noi che ci donano un po’ di refrigerio. Al secondo dei due giri di corsa la fatica si fa sentire, ormai sono in vista dell’arco sulla finish line, che mi da lo slancio per gli ultimi metri e per l’arrivo con le braccia al cielo, che libera tutta la gioia e l’adrenalina.

Vedo l’amico Marco che come me sta soffrendo un po’ il caldo, eccolo insieme a Stefano che lo ha accompagnato, sta per ottenere il suo obiettivo, concludere il primo triathlon. I giudici mi accordano il permesso di poterli affiancare negli ultimi metri e così l’arrivo trionfale è per tutti i malati di Parkinson.

Da soli o in squadra possiamo veramente decidere di fare grandi cose, come superare la paura, l’isolamento, la vergogna, non siamo solo la nostra malattia, certo quella c’è ma siamo sempre noi e possiamo continuare a governare la nostra vita al meglio delle nostre possibiltà come chiunque altro.

Abbiamo finito da un’ora e la fatica è già dimenticata, rimane la grande soddisfazione per avercela fatta. Nel lasciare il campo gara già ti sale la voglia di ripartire, di dimostrare che non vuoi darla vinta a Mr. Park, e vuoi farlo insieme a tutti gli amici che, pur incontrando ostacoli più o meno impegnativi non si fanno fermare, anzi sanno trasformare le difficoltà in punti di forza.

Arrivederci al prossimo appuntamento con il Paratriathlon, io Tremo&NonTemo e come sempre #celamettotutta.


La gara di Marco

Sabato si è realizzato un sogno che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Quando fai parte di una squadra e hai i compagni al tuo fianco, puoi superare te stesso e le tue paure.

All’inizio di maggio Stefano mi ha detto che il 22 al porto di Roma avremmo esordito nella prima gara di paratriathlon della storia del PARKINSONAUTI TEAM. Subito mi sono attivato per trovare una piscina e tornare a nuotare dopo 6 mesi di fermo forzato. Ho fatto un paio di test sulla distanza, mi sentivo pronto e in grado di percorrere i 750 metri della frazione di nuoto.

Era la prima esperienza in una gara, ed anche la prima volta che nuotavo con la muta. Sono partito convinto e forse a un ritmo troppo alto, tant’è che dopo la prima boa mi sono trovato in affanno, in preda a una crisi di respirazione che non mi ha permesso di nuotare a stile libero fino alla fine della frazione.

Solo la mia determinazione e il supporto di Stefano, che è rimasto al mio fianco per tutta la frazione mentre utilizzavo tutti gli stili conosciuti, rana, dorso, marinaio e anche il morto in alcuni momenti, mi hanno permesso di uscire dall’acqua.

Il più è fatto mi dico, ma i 20 km di bici non sono stati una passeggiata, considerando il forte vento, anche qui Stefano, che continua a scortarmi, fa la sua parte incitandomi ripetutamente.

Arriviamo insieme alla zona cambio per lasciare la bicicletta e iniziare la frazione di 5 km di corsa, è il momento di stringere i denti a dare tutto. Il percorso si snoda sulla diga foranea del porto turistico di Roma, le onde, causate dal forte vento che si abbattono sui frangiflutti, ogni tanto creano una doccia rinfrescante e suggestiva che ci colpisce e ci fa sentire ancora più felici.

Percorriamo insieme con grande emozione gli ultimi 2 km, mentre si aggiunge a noi anche Roberto Ripani il terzo atleta della pattuglia del TEAM dei PARKINSONAUTI che, completata la sua gara, ci ha aspettato per tagliare insieme il traguardo a braccia alte e con un grande sorriso sulle labbra nonostante la fatica.

Sono orgoglioso di me, e voglio ringraziare Stefano Ghidotti che mi ha aiutato a realizzare questo sogno: un po’ con la carota ed a volte anche col bastone, metaforicamente parlando, è riuscito a farmi nuotare, pedalare e correre e stare zitto per risparmiare fiato. Senza di lui, i suoi consigli, il suo esempio, la sua fiducia, non ce l’avrei fatta.

Un grosso grazie va anche a Roberto Russo, sempre presente ad incitarci e aiutarci, al forte veloce e simpatico Roberto Ripani e alla generosa ed entusiasta Antonella Brunacci eletta a mia assistente personale alle gare.

Ho nascosto a tutti le lacrime di gioia e l’emozione che ho provato subito dopo l’arrivo, generati anche da quel calo di tensione che provi quando capisci di aver realizzato un sogno.

Un’attimo di debolezza durato poco perchè subito la mente è andata al DEEJAYTRI fra due settimane a Milano, dove voglio fare molto meglio, perché il sogno ora è realtà.

Come sempre “NON CI FERMERAI”


La spedizione di Roma è stato un successo, quando ci muoviamo in gruppo torniamo come ragazzi in vacanza. Due giorni divertenti e molto intensi, 15 ore sulla PARKINSONAUTO, in cui io e Marco ci siamo disputati la guida a colpi di “mi sembri stanco, vuoi che guidi io”. Cena in compagnia con tanto di Passerina – non fantasticare, si tratta di vino – la notte passata tutti insieme, bici comprese, in un grande appartamento del Lido di Ostia.

Stai ancora facendo pensieri strani? Eravamo tutti insieme si ma c’erano una serie infinita di camere, con tanto di arredamento vetusto e antico arricchito da vetrinette e cassetti pieni di vecchi oggetti abbandonati. Il tutto al 5° piano con un sistema automatico di apertura e chiusura delle porte e del cancello, che la prossima volta ci facciamo accompagnare da un fabbro o da Diabolik, insomma ci siamo divertiti facendo ciò che ci piace e ci fa stare bene, lo sport.

Ci saranno tante altre occasioni quest’anno, il calendario gare del PARKINSONAUTI TEAM è ricco di impegni.

Si riparte il 5-6 giugno dall’Idroscalo di Milano, per il weekend di triathtlon targato Radio Deejay. Saremo tutti li, con il nostro gazebo di accoglienza proprio nel centro della festa, il Deejay Village, di nuovo 3 atleti in gara in un triathlon sprint la domenica mattina, ti aspettiamo a fare il tifo.

Poi a fine giugno, dal 20 al 27 la “Bike riding for Parkinson Italy 2021” 23 Parkinsonauti in bicicletta da Torino a Venezia, in una settimana che di nuovo farà la storia della nostra Associazione.

È siccome abbiamo il Parkinson e di conseguenza fatichiamo a stare fermi, la novità dell’ultima ora è la partecipazione del PARKINSONAUTI TEAM al Triathlon di Crema del 17 luglio. Con la collaborazione dell’Associazione la Tartaruga di Crema e di Annalaura Maurin di Rock Steady Boxing Crema Gerundo, saremo presenti con il nostro gazebo di accoglienza. Inoltre in quella data è previsto l’esordio nel Triathlon di altri due PARKINSONAUTI determinati e coraggiosi, che come sempre a tutta voce affermano “NON CI FERMERAI”

In evidenza

BIKE RIDE: LA SECONDA VOLTA I PARKINSONAUTI RADDOPPIANO

Lo scorso anno alla “Bike riding for Parkinson Italy 2020” eravamo 10 PARKINSONAUTI in bicicletta, quest’anno saremo 23. Tra un mese la partenza, Torino sabato 19 giugno il ritrovo e la cena di saluto alla città, domenica mattina ore 9 taglio del nastro e partenza ufficiale, sulla Ciclovia Vento direzione Venezia.

Produciamo benessere pedalando

Giorno per giorno, grazie alle esperienze condivise con un numero sempre più grande di persone, abbiamo iniziato a dare alla parola benessere un significato più ampio. Lo chiameremo Benessere condiviso. È fatto di energia, salute, vitalità, entusiasmo, intraprendenza, curiosità, generosità, il tutto in armonia con le persone e l’ambiente intorno a noi.

Tutto ciò che abbiamo vissuto insieme nel 2020 e in questa prima parte del 2021, nonostante la pandemia, ha generato il mio benessere, ma anche e sopratutto quello di altri. Tanti altri, che in questo tempo, anche grazie allo sport, hanno cambiato la percezione della loro realtà quotidiana, modificando il loro atteggiamento rispetto alla malattia e producendo il loro benessere.  

Lo scorso settembre eravamo in 10 Parkinsonauti + 1 a fare un viaggio in bicicletta, la “Bike riding for Parkinson Italy 2020” da Pavia a Roma sulla via Francigena. Un viaggio indimenticabile che ci ha portato fino dentro le mura del Vaticano, per essere ricevuti personalmente da Papa Francesco, dopo che il suo saluto a tutti gli ammalati di Parkinson del mondo era andato in mondovisione durante l’Angelus di quella radiosa domenica di settembre.

I ricordi e le testimonianze di quella fantastica avventura, che ha cambiato la vita di tutti quelli che vi hanno preso parte, sono raccolti nel docufilm “NON CI FERMERAI” che puoi trovare sul canale youtube di Parkinson&Sport

Dal 20 al 27 giugno per la “Bike riding for Parkinson Italy 2021” attraverseremo in bici l’Italia da est a ovest, sulla Ciclovia Vento, da Torino a Venezia, e a pedalare saremo 23.

Samantha Vizentin, Antonella Brunacci, Carmela Arancio, Grazia Pastori, Roberto Russo, Marco Ramelli, Daniele Bortoli, Carlo Negri, Alberto Acciaro, Simone Baldi, Stefano Rossi, Angelo Gualtieri, Edgardo Vietti, Roberto Sgobazzi, Stefano Ruaro, Alberto Rinaldi, Alfonso Merosini, Gianni Cantarelli, Carlo Calcagni, Dario Bravin, Stefano Ghidotti, Marco Anesa, Massimiliano Bracco.

Ci accompagneranno:

  • Un grande amico e Parkinsonauta ad honorem che pedalerà con noi, Massimo Guzzi, la nostra guida sul percorso e meccanico tuttofare al seguito.
  • L’insostituibile Flavio Bonini, responsabile del team mezzi di supporto, con il camper della sua Azienda Noleggio Camper Bollino Blu di Bedizzole BS.
  • Grazie alla generosa collaborazione di Serianna Perosini saremo scortati per tutto il percorso dagli Angeli in moto

Si sono già uniti al progetto, dandoci un generoso aiuto, tantissimi amici e importanti aziende da tutta Italia che ringraziamo.

Stiamo lavorando per ottenere il patrocinio di Associazioni, Regioni e Comuni, nella speranza che la modifica delle normative Covid nel prossimo mese ci permetta di organizzare incontri con le Associazioni che incontreremo sul territorio.

Amiamo lo sport e ogni anno, con i nostri viaggi in bicicletta, attraversiamo l’Italia per testimoniare quanto sia importante per generare benessere e rallentare i sintomi della malattia.

ll TEAM dei PARKINSONAUTI debutta nel Paratriathlon.

Ma la nostra attività si muove anche in altre direzioni, quest’anno a preso il via una collaborazione con la FITRI ( Federazione Italiana Triathlon) in cui sono coinvolto direttamente e di cui sono molto orgoglioso.

A dicembre dello scorso anno tutto è iniziato con questa dichiarazione di intenti.

Io sottoscritto Stefano Ghidotti, fondatore e Presidente dell’associazione Parkinson&sport, sono a manifestare la volontà di sottoscrivere, con la FITRI, Federazione Italiana Triathlon, una convenzione collaborativa con la finalità di promuovere l’attività sportiva del triathlon presso i malati di Parkinson.

Siamo disponibili a stabilire una convenzione per lavorare con il vostro Ente per l’attribuzione agli atleti con Parkinson, di una categoria che permetta loro di partecipare a manifestazioni nazionali ed internazionali di Paratriathlon, con l’obiettivo futuro di ottenere l’accesso a tutti gli sport paralimpici, con la possibilità di qualificarsi per le Paralimpiadi).

Dopo l’elezione del nuovo consiglio avvenuta a Roma il 15 marzo scorso, a cui ho preso parte, che ha visto l’amico Riccardo Giubilei assumere la carica di presidente, sono stato inserito nella commissione medica che si occupa anche dell’attribuzione delle categorie per l’iscrizione alle gare di Paratriathlon.

Sono molto felice di questo importante sviluppo. Quando ho iniziato nel 2018 ero l’unico triathleta con il Parkinson che lo dichiarava pubblicamente. Quest’anno altri 5 Parkinsonauti hanno scelto di diventare triathleti e grazie a questa collaborazione, ci potremo iscrivere nella categoria PTS5 nelle gare di Paratriathlon in Italia.

Sabato 22 maggio il debutto a Ostia lido, io, Marco Ramelli e Roberto Ripani saremo schierati alla partenza della gara di Paratriathlon Sprint ( 750 m. swim – 20 km. bike – 5 km. run)

Questo sarà il nostro body da gara di quest’anno, per noi è allo stesso tempo il costume da supereroe e la corazza da PARKINSONAUTA.

Ogni volta che lo indossiamo ci ricordiamo che stiamo dicendo a gran voce “NON CI FERMERAI”

In evidenza

The answers we all await are here.

In the videos taken from the World Parkinson Day 2021. In the interesting interviews we find confirmations, news and hopes, an open window on our future.

On April 11,  the world has celebrated the  World Parkinson’s Day.  The association  Parkinson & Sport  and the  Italian Committee Associations Parkinson  joined forces for  Movement to the Cure , an event designed to enrich  visions and innovative horizons  international debate on Parkinson’s, on the  tools to deal with it and on the possibilities of treatment. 

The event took place on two macro-themes  that acted as a leitmotif in the two hours of live broadcast hosted by  Well TV , conducted by Francesca Mori and  myself , with simultaneous translation Ita-Eng-Ita – and enriched by the testimonies offered by the interventions of guests in the studio and connected from around the world.

The program of the event and the guests are here https://bit.ly/WorldParkinsondayItaly

L o sport to overcome the limit.

The  sports  and  physical activity  play an important role in  contrast to the symptoms of Parkinson’s disease  improves  body balance , the  flexibility and ease of movements,  but mainly bring obvious benefits to the mind,  increasing self-awareness  and their abilities, reducing stress and  stimulating a good mood.

Doing sports stimulates us to  measure ourselves with ourselves and with our limits.  For those who have to deal with Parkinson’s every day  , sport is a faithful ally to slow down the course of the disease . On these issues we listened to doctors, presidents of associations and sportsmen who, with their interventions, gave interesting indications and recounted experiences that opened a window on the future.

The digital opportunity

This year, marked by the  drama of the pandemic , is teaching us to react, to find quick and easy ways to stay close. The period we are going through is accustoming people, even the less experienced,  to the use of telematic and online tools . What at first appeared, especially  for the elderly,  as a discomfort, an obstacle, a problem has now turned into the opportunity to communicate with extreme ease, in any place and at any time.

One month after the event we unpacked all the interventions to facilitate listening. When you listen to all the guest interventions separately, you will notice that there are the answers to the questions that we ask ourselves every day, that we look for on the web from sources that we often don’t even know .

Questions like :

  • What are the causes of Parkinson ‘s disease?
  • What can we do to minimize the progression of symptoms?
  • Where are we with research?
  • Will we have the cure , when?
  • How do the associations operate and what do they propose ?
  • What can we do to help them in their actions?
  • How can the technological tools available to us help us?
  • When it comes to the familiarity of Parkinson’s disease , what is meant?
  • How can physical activity and sport help us?

Guests of the “Science and Research” area:

Prof. Antonio Pisani – Italy


His speech talks about juvenile Parkinson’s, new scientific discoveries, hopes, which are increasingly real, of having a cure in a short time. He tells us about his work at the Casimiro Mondino Neurological Institute in Pavia, a health facility specialized in the assistance and rehabilitation of Parkinson’s patients, where together with a team of professionals he opened a clinic dedicated to young patients.https://www.youtube.com/embed/nPXLA7zRIgs?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

Prof. Bastiaan Bloem – Holland


In his speech, prof. Bloem, focuses on three fundamental points concerning the importance of physical activity to slow down the onset of Parkinson’s symptoms. It clearly defines the quantity and quality of this physical exercise to obtain evident and lasting benefits, both physically and cognitively.https://www.youtube.com/embed/GmnD_BP3OMo?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&start=156&wmode=transparent

Prof. Michael Okun – United States

In his speech, Prof. Okun focuses on the 4 points of PACT (Prevent – Support the cause – Take care – Develop new treatments) to improve and make the battle against Parkinson’s disease more efficient. It tells us about new scientific certainties regarding the causes of the onset of the disease and what we can do immediately to reverse the course. He urges us to unite and all become activists by uniting for one goal, to create a strong and invincible army.https://www.youtube.com/embed/p1Jff6UwpVU?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

Dr. Giulio Deangeli – Italy

Dr. Giulio Deangeli, who in 2020 achieved a world record obtaining 4 degrees in 4 months, tells us how he did it, and why he chose Parkinson’s research as his professional field of action.https://www.youtube.com/embed/Nzo77aAd-xQ?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

Ruud Overes, founder and president of Parkinson2beat

In his speech, the founder and president of the Dutch association Parkinson2beat, the country from which Ruud Overes a friend of the Parkinsonaut speaks, tells us about how he copes with the disease. He shows us the surprising results of an important scientific test carried out on him before and after a bicycle trip across Europe.https://www.youtube.com/embed/chKTnCESJjY?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

Guests of the “Associative Life” area:

Founder of the Fresco Parkinson Institute Foundation, Avv. Paolo Fresco – Italy

In his exciting and amazing story, the lawyer. Paolo Fresco, founder of the Fresco Parkinson Institute Foundation, tells us about his love story and life in the company of his beloved Marlene, his wife, struck by parkinsonism in the last years of his life, to which he is still dedicating all the its energies.https://www.youtube.com/embed/J64HvOhlKa0?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

President of the Italian Parkinson Committee, Giulio Maldacea. .- Italy


In his speech, the president of the Italian Parkinson Associations Committee, Giulio Maldacea, tells us how WIKIPARKY TV was born during the lockdown. The telemedicine portal of the Italian Parkinson’s Committee, which has made it possible to reach and support directly in their homes, thousands of families with Parkinson’s, who have found themselves abandoned in time of need, with online lessons in physiotherapy, speech therapy, nutrition, shiatsu, coaching, cantotherapy etc.https://www.youtube.com/embed/rfG7pr1sO1w?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

President of Parkinson Italy Giangi Milesi – Italy


The president of Parkinson Italia, Giangi Milesi, talks to us about the “Don’t call me disease” campaign and the importance of being able to involve young patients in association activities. Finally, remember the importance of World Parkinson’s Day.https://www.youtube.com/embed/NgWzztT5_PE?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

Director of the Fresco Parkinson Foundation, Dr. Daniele Volpe. – Italy


In his speech, Physiatrist Dr. Daniele Volpe, director of the Fresco Parkinson Foundation and of the Villa S.Margherita clinic in Vicenza, tells us about the foundation’s activities in Italy and in the United States, emphasizing the importance of working together to achieve common goals.https://www.youtube.com/embed/6lt3LvLVktk?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

Guests of the “Sport and movement” area

Colonel Carlo Calcagni – Italy

Never give up. It is the life philosophy of Colonel Carlo Calcagni. The medals he wears on his chest are enough to explain the military’s past: international missions in Turkey, Albania, Bosnia and Herzegovina. Always on the pitch, for better or for worse. In 2002 he was diagnosed with various pathologies, including some parkinsonisms, and three years after confirmation: illnesses dependent on the cause of service. Always a sportsman, Il Colonel is now the Paralympic World Championhttps://www.youtube.com/embed/5jTkVBhrjQk?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

Fitri, Italian Triathlon Federation, Avv. Neil Mac Leod – Italy

In his speech, Avv. Neil tells us about the project he is following for us, which will allow us to obtain the classification to be able to participate in the Paratriathlon competitions and be classified as parathletes, the first step towards the Paralympics.https://www.youtube.com/embed/3SLEZDbrbzc?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

The Alinker, Carlo Pittis – Italy

In his speech, Carlo Pittis tells us how “The Alinker” allows him to overcome the difficulties he encountered in his challenge to a disease which, until he discovered this conceptually innovative aid to movement, no longer allowed him to walk independently. Carlo is the Italian importer of “The Alinker” that thanks to your generous donations, we have made available to Katia Bessi, a Parkinson’s patient with significant mobility difficulties.https://www.youtube.com/embed/UrJ7kqBMzXg?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

I want to thank the friends who collaborated in the realization and success of the event: Massimo Plebani and the collaborators of MYM Group, Ignazio Baresi and all the staff of Well TV, Francesca Mori, Maurilio Brini, Barbara Sorrentino, Alessandro Carboni, Silvia Brigoli , Giulio Maldacea, Daniele Bortoli, Carlo Negri.

And the companies that support us and have made it possible:

SEE YOU AT WORLD PARKINSON DAY 2022

In evidenza

Le risposte che tutti noi aspettiamo sono qui.

Nei video tratti dal World Parkinson Day 2021. Nelle interessanti interviste troviamo conferme, novità e speranze, una finestra aperta sul nostro futuro.

L’11 aprile in tutto il mondo si è celebrato il World Parkinson’s Day. L’associazione Parkinson&Sport e il Comitato Italiano Associazioni Parkinson hanno unito le forze per Movement to the Cure, un evento pensato per arricchire con visioni e orizzonti innovativi il dibattito internazionale sul Parkinson, sugli strumenti per affrontarlo e sulle possibilità di cura. 

L’evento si è svolto su due macrotemi che hanno fatto da filo conduttore nelle due ore di diretta ospitate da Well Tv, condotte da Francesca Morida me, con la traduzione simultanea Ita-Eng-Ita – e arricchite dalle testimonianze offerte dagli interventi degli ospiti in studio e collegati dal mondo.

Il programma dell’evento e gli ospiti sono qui https://bit.ly/WorldParkinsondayItaly

Lo sport per superare il limite.

Lo sport e l’attività motoria giocano un ruolo fondamentale nel contrasto ai sintomi della malattia di Parkinson: migliorano l’equilibrio del corpo, la flessibilità e la scioltezza dei movimenti, ma soprattutto portano benefici evidenti alla mente, aumentando la consapevolezza di sé e delle proprie capacità, riducendo lo stress e stimolando il buon umore.

Fare attività sportiva ci stimola a misurarci con noi stessi e con i nostri limiti. Per chi ogni giorno deve fare i conti con il Parkinson lo sport è un fedele alleato per rallentare il corso della malattia. Su questi temi abbiamo ascoltato medici, presidenti di Associazioni e sportivi che con i loro interventi hanno dato interessanti indicazioni e raccontato esperienze che hanno aperto una finestra sul futuro.

L’opportunità digitale

Questo anno, segnato dal dramma della pandemia, ci sta insegnando a reagire, a trovare modi semplici e veloci per restare vicini. Il periodo che stiamo attraversando sta abituando le persone, anche le meno esperte, all’utilizzo degli strumenti telematici e online. Quello che in prima battuta appariva, specialmente per i più anziani, come un disagio, un ostacolo, un problema si è trasformato oggi nell’opportunità di comunicare con estrema facilità, in ogni luogo e in ogni momento.

Ad un mese dall’evento abbiamo spacchettato tutti gli interventi per facilitarne l’ascolto. Quando riascolterete separatamente tutti gli interventi degli ospiti, noterete che ci sono le risposte alle domande che tutti i giorni ci poniamo, che cerchiamo sul web da fonti che spesso nemmeno conosciamo.

Domande come:

  • Quali sono le cause della malattia di Parkinson?
  • Cosa possiamo fare per ridurre al minimo l’avanzare dei sintomi?
  • A che punto siamo con la ricerca?
  • Avremo la cura, quando?
  • Come si muovono e cosa propongono le associazioni?
  • Cosa possiamo fare noi per aiutarle nelle loro azioni?
  • Come ci possono aiutare gli strumenti tecnologici di cui disponiamo?
  • Quando si parla di familiarità della malattia di Parkinson, cosa si intende?
  • In che modo l’attività motoria e lo sport possono esserci d’aiuto?

Gli ospiti dello spazio “Scienza e Ricerca”:

Prof. Antonio Pisani – Italia


Nel suo intervento si parla del Parkinson giovanile, delle nuove scoperte scientifiche, delle speranze, che sono sempre più reali di avere una cura in tempi brevi. Ci racconta del suo lavoro presso l’Istituto Neurologico Casimiro Mondino di Pavia, una struttura sanitaria specializzata nell’ assistenza e riabilitazione dei pazienti Parkinson, dove insieme ad un team di professionisti ha aperto un ambulatorio dedicato proprio ai pazienti giovani.

Prof. Bastiaan Bloem – Olanda


Nel suo intervento il prof. Bloem, pone l’attenzione su tre punti fondamentali che riguardano l’importanza dell’attività fisica per rallentare l’insorgenza dei sintomi del Parkinson. Definisce con chiarezza la quantità e la qualità di tale esercizio fisico per ottenere dei benefici evidenti e duraturi, sia a livello fisico che cognitivo.

Prof. Michael Okun – Stati Uniti

Nel suo intervento il Prof. Okun pone l’attenzione sui 4 punti del PACT (Prevenire – Sostenere la causa – Prendersi cura – Sviluppare nuovi trattamenti) per migliorare e rendere più efficiente la battaglia contro la malattia di Parkinson. Ci parla di nuove certezze scientifiche riguardanti le cause dell’insorgenza della malattia e di cosa possiamo fare da subito per invertire la rotta. Ci esorta a unirci e divenire tutti attivisti unendoci per un solo obiettivo, creare un forte e invincibile esercito.

Dott. Giulio Deangeli – Italia

Il Dott. Giulio Deangeli, che nel 2020 ha conseguito un record mondiale ottenendo 4 lauree in 4 mesi, ci racconta come ha fatto, e perchè ha scelto come suo campo d’azione professionale la ricerca sul Parkinson

Ruud Overes, fondatore e presidente di Parkinson2beat

Nel suo intervento, il fondatore e presidente dell’associazione olandese Parkinson2beat, paese da dove ci parla Ruud Overes un amico Parkinsonauta, ci racconta di come affronta la malattia. Ci mostra i sorprendenti risultati di un importante verifica scientifica, fatta su di lui, prima e dopo un viaggio in bicicletta attraverso tutta l’Europa.

Gli ospiti dello spazio “Vita Associativa”:

Fondatore della Fondazione Fresco Parkinson Institute, Avv. Paolo Fresco – Italia

Nel suo emozionante e stupefacente racconto, l’Avv. Paolo Fresco, fondatore della Fresco Parkinson Institute Foundation, ci racconta della sua storia d’amore e di vita in compagnia dell’amata Marlene, sua moglie, colpita da un parkinsonismo negli ultimi anni della sua vita, alla quale sta dedicando ancora oggi tutte le sue energie.

Presidente del Comitato Italiano Parkinson, Giulio Maldacea. .- Italia


Nel suo intervento il presidente del Comitato Italiano Associazioni Parkinson, Giulio Maldacea, ci racconta come durante il lockdown è nato WIKIPARKY TV. Il portale di telemedicina del Comitato Italiano Ass. Parkinson, che ha permesso di raggiungere e supportare direttamente nelle loro case, migliaia di famiglie con Parkinson, che si sono trovate abbandonate nel momento della necessità, con lezioni online di fisioterapia, logopedia, nutrizione, shiatsu, coaching, cantoterapia etc.

Presidente Parkinson Italia Giangi Milesi -Italia


Il presidente di Parkinson Italia, Giangi Milesi, ci parla della campagna “Non chiamatemi morbo” e dell’importanza di riuscire a coinvolgere i pazienti giovani nelle attività associative. Infine ricorda l’importanza della giornata mondiale del Parkinson.

Direttore della Fondazione Fresco Parkinson Foundation, Dott. Daniele Volpe. – Italia


Nel suo intervento il Fisiatra Dott. Daniele Volpe, direttore della Fresco Parkinson Foundation e della clinica Villa S.Margherita di Vicenza, ci racconta delle attività della fondazione in Italia e negli Stati Uniti, mettendo l’accento sull’importanza di lavorare uniti al raggiungimento di obiettivi comuni.

Gli ospiti dell spazio “Sport e movimento”

Colonnello Carlo Calcagni – Italia

Mai arrendersi. È la filosofia di vita del colonnello Carlo Calcagni. Le medaglie che porta sul petto sono sufficienti a spiegare il passato di questo militare: missioni internazionali in Turchia, Albania, Bosnia Erzegovina. Sempre sul campo, nel bene e nel male. Nel 2002 gli vengono diagnosticate diverse patologie, tra cui alcuni parkinsonismi, e tre anni dopo la conferma: malattie dipendenti da causa di servizio. Sportivo da sempre, Il Colonnello oggi è campione mondiale paraolimpico

Fitri, Federazione Italiana Triathlon, Avv. Neil Mac Leod -Italia

Nel suo intervento, l’Avv. Neil ci racconta del progetto che sta seguendo per noi, che ci permetterà di ottenere la classificazione per poter partecipare alle gare di Paratriathlon ed essere classificati come paratleti, il primo passo verso le paralimpiadi .

The Alinker, Carlo Pittis – Italia

Nel suo intervento, Carlo Pittis, ci racconta come “The Alinker” gli permette di superare le difficoltà che ha incontrato nella sua sfida ad un malattia che, fino quando ha scoperto questo ausilio al movimento concettualmente innovativo, non gli permetteva più di camminare indipendentemente. Carlo è l’importatore italiano di “The Alinker” che anche grazie alle vostre generose donazioni, abbiamo messo a disposizione di Katia Bessi, una paziente Parkinson con importanti difficoltà motorie.

Voglio ringraziare gli amici che hanno collaborato alla realizzazione e al successo dell’evento: Massimo Plebani e i collaboratori di MYM Group, Ignazio Baresi e tutto lo staff di Well TV, Francesca Mori, Maurilio Brini, Barbara Sorrentino, Alessandro Carboni, Silvia Brigoli, Giulio Maldacea, Daniele Bortoli, Carlo Negri.

E le aziende che ci supportano e lo hanno reso possibile:

ARRIVEDERCI AL WORLD PARKINSON DAY 2022

In evidenza

PARKINSONAUTI TEAM Together we go further, Join us.

The PARKINSONAUTI TEAM is the new ambitious and fantastic dream that we want to realize in 2021.  Turning it into reality is another exciting journey, which we have undertaken together with friends who are already part of it.

Samantha Vizentin, Antonella Brunacci, Katia Bessi, Carmela Arancio, Anna Amitrano, Cecilia Ferrari, Grazia Pastori, Roberto Russo, Marco Ramelli, Daniele Bortoli, Carlo Negri, Alberto Acciaro, Simone Baldi, Giuseppe Scaglioso, Stefano Rossi, Angelo Gualtieri, Edgardo Vietti , Roberto Sgobazzi, Stefano Ruaro, Roberto Ripani, Alberto Rinaldi, Guido Molinari, Filippo Mion, Alfonso Merosini, Gianni Cantarelli, Carlo Calcagni, Dario Bravin.

It all started almost for fun, when in 2017 I had the diagnosis of Parkinson’s , I decided that I had to be the one to defend my body from the attack of the disease .

In what way?

Practicing even more sports than I had ever done in my entire life. The world of sport immediately proved very generous with me, in a few months, I realized that what was happening to me could be an opportunity both for me and for my friends Parkinsonauts, who contacted me day after day to ask for information and participate in our activities. 

Thus was born Parkinson & Sport, a non-profit social promotion association, founded in November 2018 by the current president Stefano Ghidotti, 59 years old Triathlete with Parkinson’s disease since 2017, which today has almost 300 members, with the purpose of:


Witness

the importance of physical activity to counteract the symptoms of Parkinson’s disease. 

With training, the muscle fibers become more elastic, fl exible and resistant, improving agility, balance and ease of movement.

Running and playing sports stimulates the production of neurotransmitters, such as Endorphins, Serotonin and Dopamine, which fight depression, anxiety and reduce stress by increasing well-being. 

These e ff ects, which are positive for everyone, are providential for Parkinson’s sufferers, who suffer from movement di culty and a tendency to depression. 

Physical activity with its neuroprotective and neurostimulatory e ff ect helps to keep symptoms under control and slows the course of the disease.

To promote

among the community of people affected by Parkinson’s disease, which are still estimated to be in the order of 4 / 500,000 in Italy, including many young people between 30 and 50 years old, participation in recreational, sporting, competitive activities, related to movement and to sport.

Aggregate

competitive sportsmen in a multisport team, THE PARKINSONAUTI TEAM, favor their participation in national and international events, triathlon, duathlon, running, biking and swimming with the colors of the association.

To organize

competitive and non-competitive sports recreational events, dedicated to people with Parkinson’s and also to any other similar neurodegenerative diseases or motor disabilities.

To represent

during these races, with our stand, PARKINSONTRIATHLON our presence.

To communicate

telling about our activities to involve new friends, stimulating emulation by example, through our blog and our social channels.

Parkinson Sport facebook page , Parkinson_Sport Instagram account , Parkinson Sport Youtube channel


In 2018 and 2019 I participated in various sprint and Olympic triathlons and involved other Parkinsonauts sportsmen to participate in other sporting events.

Among these, thanks to the resources collected and made available by the Parkinson & Sport Association, the “New York Marathon” run with Alfonso Ruocco and Edoardo Leotta , also Parkinsonauts, the ” 12 hours Cycling Marathon” in the Monza racetrack, with a mixed team of patients and caregivers.

I also took part in the crossing of the Strait of Messina by swimming with 4 friends Parkinsonaute Ferrari Cecilia, Emanuela Olivieri, Marina Agrillo and the late Marisa Sivo . 

In these years we have created the conditions, now is the time , the :

“PARKINSONAUTI TEAM” 

A multisport team in the colors of the Parkinson & Sport association whose athletes will participate in triathlons, paratriathlons, cross-country cycling, marathons, swim crossings, to affirm more and more that sport is good for everyone.

In August 2022 we will represent Italy at the 2nd edition of the Parkinson Games , an international event that will take place in Eindhoven in the Netherlands.

We have already applied to host them in 2023 in Italy.

Moving towards the cure

We are the spark of a movement that involves many friends with Parkinson’s disease, who are finding the motivation to go out every day to walk, run, swim or ride a bike. 

Because moving is good for everyone , but it is necessary for those who, like us, are affected by a neurodegenerative disease for which there is currently no cure. 

OUR VISION IS: WE WILL HAVE THE CARE!

THE MISSION IS: TO ACCOMPANY THAT MOMENT, AS MUCH FRIENDS AS POSSIBLE, KEEPING IN SHAPE THROUGH MOVEMENT AND SPORT.

Paratriathlon and Paralympics

The project has started with the responsible body, to have athletes with Parkinson’s assigned the category that allows them to participate in national and international Paratriathlon events. With the aim of gaining access to all Paralympic sports for the future. The dream is to give an athlete from the PARKINSONAUTI TEAM the opportunity to represent us all qualifying for the Paralympics .

Join us!

Do you want to be part of it?

Do you have Parkinson’s disease?

Are you already a competitive sportsman or are you training to become one?

Send us an email at: info@parkinsonsport.com 

Tell us when and how you got the diagnosis, how you are coping with the disease also thanks to sport, your sporting history and your next competitive sporting goals.

Decide now not to postpone any longer and JOIN us to TURN THE BAD INTO CHALLENGE and continue to live your life to the fullest.

It’s our motto from day one, we will shout it even louder for every new friend who joins the team like you.

In evidenza

PARKINSONAUTI TEAM Insieme andiamo più lontano, Unisciti a noi.

Il PARKINSONAUTI TEAM è il nuovo ambizioso e fantastico sogno che vogliamo realizzare nel 2021.  Trasformarlo in realtà è un altro viaggio entusiasmante, che abbiamo intrapreso insieme agli amici che già ne fanno parte.

Samantha Vizentin, Antonella Brunacci, Katia Bessi, Carmela Arancio, Anna Amitrano, Cecilia Ferrari, Grazia Pastori, Roberto Russo, Marco Ramelli, Daniele Bortoli, Carlo Negri, Alberto Acciaro, Simone Baldi, Giuseppe Scaglioso, Stefano Rossi, Angelo Gualtieri, Edgardo Vietti, Roberto Sgobazzi, Stefano Ruaro, Roberto Ripani, Alberto Rinaldi, Guido Molinari, Filippo Mion, Alfonso Merosini, Gianni Cantarelli, Carlo Calcagni, Dario Bravin.

Tutto è iniziato quasi per gioco, quando nel 2017 ho avuto la diagnosi del Parkinson, ho da deciso che dovevo essere io a difendere il mio corpo dall’attacco della malattia.

In che modo?

Praticando ancora più sport di quello che avevo sempre fatto in tutta la mia vita. Il mondo dello sport si è dimostrato subito molto generoso con me, in pochi mesi, ho capito che quello che mi stava capitando poteva essere un’opportunità sia per me, che per gli amici Parkinsonauti, che giorno dopo giorno mi contattavano per chiedere informazioni e partecipare alle nostre attività. 

Cosi è nata Parkinson & Sport, un associazione di promozione sociale non a scopo di lucro, fondata nel Novembre 2018 dall’attuale presidente Stefano Ghidotti, 59 anni Triathleta con la malattia di Parkinson dal 2017, che ad oggi conta quasi 300 soci, con lo scopo di:


Testimoniare

l’importanza dell’attività fisica per contrastare i sintomi della malattia di Parkinson. 

Con l’allenamento le fibre muscolari diventano più elastiche, flessibili e resistenti, migliorando agilità, equilibrio e scioltezza dei movimenti.

Correre e fare sport, stimola la produzione di Neurotrasmettitori, come le Endorfine, la Serotonina e la Dopamina, che combattono la depressione, l’ansia e riducono lo stress aumentando il benessere. 

Questi effetti, positivi per chiunque, sono provvidenziali per i malati di parkinson, che soffrono di difficoltà di movimento e tendenza alla depressione. 

L’attività fisica col suo effetto Neuroprotettivo e neurostimolatore, aiuta a tenere i sintomi sotto controllo e rallenta il decorso della malattia.

Promuovere

presso la comunità di persone colpite dalla malattia di Parkinson, che a tuttora in Italia sono stimate nell’ordine di 4/500.000, tra cui tanti giovani tra 30 e i 50 anni, la partecipazione ad attività ludico, sportive, agonistiche, legate al movimento e allo sport.

Aggregare

sportivi agonisti in una squadra multisport, IL PARKINSONAUTI TEAM, favorirne la partecipazione a manifestazioni nazionali ed internazionali, di triathlon, duathlon, running, bike e nuoto con i colori dell’associazione.

Organizzare

eventi ludico sportivi agonistici e no, dedicati a persone con il Parkinson ed anche ad altre eventuali malattie neurodegenerative simili o disabilità motorie.

Rappresentare

durante queste gare, con il nostro stand, PARKINSONTRIATHLON la nostra presenza.

Comunicare

raccontando le nostre attività per coinvolgere nuovi amici, stimolando l’emulazione attraverso l’esempio, attraverso il nostro blog e i nostri canali social.

Pagina facebook Parkinson Sport, Account Instagram Parkinson_Sport, canale Youtube Parkinson Sport


Nel 2018 e nel 2019 ho partecipato a vari triathlon sprint e olimpici e coinvolto altri sportivi Parkinsonauti a partecipare ad altre manifestazioni sportive.

Tra queste, grazie alle risorse raccolte e messe a disposizione dall’Associazione Parkinson&Sport, la “Maratona di New York” corsa con Alfonso Ruocco e Edoardo Leotta, anche loro Parkinsonauti, la “12 ore Cycling Marathon” nell’autodromo d Monza, con una squadra mista di pazienti e caregivers.

Ho inoltre preso parte  all’attraversamento dello Stretto di Messina a nuoto con 4 amiche Parkinsonaute Ferrari Cecilia, Emanuela Olivieri, Marina Agrillo e la compianta Marisa Sivo

In questi anni Abbiamo creato i presupposti, ora è il momento, nasce il:

“PARKINSONAUTI TEAM” 

Una squadra multisport con i colori dell’associazione Parkinson&Sport i cui atleti parteciperanno a gare di triathlon, paratriathlon, granfondo in bicicletta, maratone, traversate a nuoto, per affermare sempre più forte che lo sport fa bene a tutti.

Nel mese di agosto del 2022 rappresenteremo l’Italia alla 2° edizione dei Parkinson Games, manifestazione internazionale che si svolgerà ad Eindhoven in Olanda.

Ci siamo già candidati per ospitarle nel 2023 in Italia.

In movimento verso la cura

Siamo la scintilla di un movimento che coinvolge tanti amici con la malattia di Parkinson, che  stanno ritrovando le motivazioni per uscire tutti i giorni a camminare, correre, nuotare o fare una pedalata. 

Perché muoversi fa bene a tutti, ma è necessario per chi, come noi, è colpito da una malattia neurodegenerativa per la quale per ora non esiste una cura. 

LA NOSTRA VISION È: AVREMO LA CURA!

LA MISSION È: ACCOMPAGNARE A QUEL MOMENTO, PIÙ AMICI POSSIBILE,  MANTENENDOCI IN FORMA  ATTRAVERSO IL MOVIMENTO E LO SPORT.

Paratriathlon e Paralimpiadi

È partito il progetto con l’ente preposto, per far attribuire agli atleti con Parkinson, la categoria che permetta loro di partecipare a manifestazioni di Paratriathlon nazionali ed internazionali. Con l’obiettivo di ottenere l’accesso a tutti gli sport Paralimpici per il futuro. Il sogno è di dare la possibilità ad un atleta del PARKINSONAUTI TEAM di rappresentarci tutti qualificandosi per le Paralimpiadi.

Unisciti a noi!

Desideri farne parte?

Hai la malattia di Parkinson?

Sei già uno sportivo agonista o ti stai allenando per diventarlo?

Inviaci una mail all’indirizzo: info@parkinsonsport.com 

Raccontaci quando e come hai avuto la diagnosi, come stai affrontando la malattia anche grazie allo sport, la tua storia sportiva e i tuoi prossimi obiettivi agonistico sportivi.

Decidi ora di non rimandare oltre e UNISCITI a noi per TRASFORMARE LA SFIGA IN SFIDA e continuare a vivere appieno la tua vita.

È il nostro motto dal primo giorno,  lo grideremo ancora più forte per ogni nuovo amico, che come te entra a far parte della squadra.

In evidenza

World Parkinson Day, Parkinsonauti in tv e in gara.

Mentre tutto il mondo del Parkinson celebrava il “World Parkinson Day”, nel 200° anniversario della nascita di James Parkinson, Marco Ramelli e Roberto Ripani, due rappresentanti del Parkinsonauti Team, erano impegnati nella prima gara dell’anno ed anche della storia del Team, il 4° Duathlon sprint Citta di Foligno, memorial Danilo Pascucci

È stato un grande successo, tra TV, canali social e la piattaforma, centinaia di persone hanno seguito il programma e i collegamenti con gli ospiti da tutto il mondo. Nei prossimi giorni creeremo per ogni ospite e argomento un contenuto video in entrambe le lingue, per facilitarne la visione.

Noi PARKINSONAUTI l’abbiamo vissuta cosi, alternando Parkinson & Sport, seguendo l’evento che avevamo programmato la mattina su Well TV che potete rivedere, qui in italiano e qui in inglese e incitando a distanza i nostri atleti che si preparavano a disputare la loro prima gara del 2021.

Per Marco era la seconda partecipazione ad una gara di endurance, dopo la staffetta alla maratona di Romeo e Giulietta, a  Verona lo scorso febbraio 2020, l’ultima manifestazione sportiva a cui abbiamo preso parte appena prima del lockdown.

Mentre Roberto Ripani, Parkinsonauta triathleta, fondatore del gruppo T.& N.T. è ormai un habitué dei campi gara della FITRI.

Il racconto di Marco

È emozionante per me, ancora oggi a distanza di qualche giorno, ripensare a tutte le emozioni di una giornata così importante. Voglio raccontarvi dell’impegno e della determinazione che ho messo in campo per preparare la mia prima gara ufficiale di duathlon distanza sprint: 5 km run, 20 km. bike, 2,5 run.

Io vengo dal nuoto, ho iniziato a andare in bicicletta da un anno e la corsa non è proprio la mia specialità preferita, il mio punto d’arrivo saranno le gare di triathlon, dove l’acqua iniziale mi darà maggiore piacere, ma da qualche parte bisogna iniziare, allora eccomi qui a Foligno.

La preparazione

Sono salito su un bici da corsa 2 mesi fa, dopo essermi sottoposto ad un test di valutazione funzionale da Alberto Schivardi, il coach di noi parkinsonauti. Da quel giorno seguo un programma di allenamento specifico per i miei obiettivi e le mie caratteristiche, abbinato ad un piano alimentare specifico studiato per me dal dott. Ferrigno. Da quando mi alleno con costanza i risultati sono stati da subito evidenti per me ed anche per le mie ginocchia, nell’ultimo anno ho perso quasi 15 kg. La mia forza di volontà, la voglia di arrivare e la certezza che la preparazione mi ha dato, sono stati fondamentali per condurmi fino alla linea di partenza.

Lo spirito del Parkinsonauti Team

Il resto lo hanno aggiunto i miei compagni di avventura, Roberto con la sua esperienza mi ha aiutato nei preparativi dei materiali, delle procedure, fino alla commovente sorpresa finale che vi racconto più avanti e Antonella, con la sua dolcezza mi ha incitato e sostenuto, oltre a trasformarsi per l’occasione in cineoperatrice, documentando la giornata di sport e amicizia.

Stiamo dando tutti il meglio di noi, per confermare che i parkinsonauti possono veramente fare tutto, dobbiamo continuare a volerlo fino in fondo, e per questo essere uniti fa la differenza. A Foligno si è presentata la squadra compatta del Parkinsonauti Team di Parkinson&Sport, con Roberto Ripani del gruppo T.& N.T. e la moglie Patrizia, io, Marco Ramelli ed Antonella.

La gara

La gara è stata molto dura, tutta col vento in faccia, io ho dato tutto nei primi 5 km. di corsa e in bicicletta, poi mi sono trovato nella frazione finale di corsa senza benzina.

E qui la squadra ha fatto il miracolo: Roberto, il mio compagno e mentore di questa impresa sportiva, che mi aspettava dopo aver finito brillantemente la sua gara, ha spogliato la giacca a vento che lo proteggeva dal freddo e si è rimesso a correre. Con il permesso dei giudici di gara, che ringraziamo per l’affetto dimostrato nei confronti dei parkinsonauti, abbiamo fatto il giro finale insieme, incitati da tutti fino al taglio del traguardo. 

Questi sono i parkinsonauti, magari non ci siamo mai incontrati prima, ma se si tratta di aiutare un compagno in difficoltà ci facciamo altri 2,5 km di corsa senza pensarci troppo. Sui social ricevevamo incitamento e supporto dagli altri compagni del gruppo che, con Stefano Ghidotti, partecipavano al World Parkinson Day.

Questo sono io, nonostante un dolore al polpaccio sinistro sin dal secondo chilometro, in barba al freddo e al vento che sembrava soffiare sempre contro, non ho mai preso in considerazione, nemmeno per un attimo, l’ipotesi di fermarmi. Sono arrivato 4° di categoria su 6 e 130° su 173 iscritti.Sono orgoglioso e felice di essere arrivato in fondo, dietro a me altri 43 non sono arrivati o addirittura nemmeno partiti.

Abbiamo finito con una festa preparata per noi, nel bagagliaio dell’auto, da Patrizia e Antonella, causa misure anticovid non c’erano né tavoli né sedie, ne caffè caldo, ne tantomeno docce, ma i dolci da tutta Italia portati da Roberto ed Antonella erano buonissimi. 

Per me, lo scorso anno, il duathlon era un sogno, ora che l’ho raggiunto, ho capito ancora più chiaramente che i sogni possono diventare realtà, tutte le volte che lo vuoi veramente.

Il Parkinson poi già lo sa, NON CI FERMERÀ, mai!

Il racconto di Roberto

Ad una settimana di distanza è ancora forte l’emozione vissuta nel partecipare al 4° Duathlon Città di Foligno memorial Danilo Pascucci con colori del gruppo T.& N.T. Con l’amico e atleta del PARKINSONAUTI TEAM Marco Ramelli, con il supporto di mia moglie Patrizia e della grintosissima Antonella, che non si spaventa di fronte a niente, abbiamo portato la nostra testimonianza, proprio l’11 Aprile nel giorno del World Parkinson Day.

Il mio primo Duathlon è andato cosi:

Partenza al buio, era la prima esperienza in questa specialità. Nella prima frazione ho cercato di tenere il passo senza forzare troppo, tenendo un atteggiamento conservativo, la gara era ancora lunga.

Poi sono salito in bici e mi sono detto: “20 Km li ho senza problemi! “ E così testa bassa e giù gambe a tutta fino all’arrivo in zona cambio con le gambe un po’ legnose, tanto da temere di non riuscire a vedere il traguardo.

Poi ho raccolto le forze e con determinazione sono partito per la frazione finale, poco alla volta i quadricipiti si son sciolti, 2,5 km non sono tantissimi e a fine gara mi sono detto che forse potevo spingere un po’ di piú.

Il nostro messaggio

Il Parkinson colpisce anche i giovani, lo sport è di grande aiuto, la nostra presenza nei campi di gara di Triathlon e Duathlon d’ora in avanti vorrà affermare questo importante concetto. Io e Marco ci siamo buttati con coraggio in questo duathlon anche con questa finalità, oltre che per divertirci.

L’amico Dario Daddo Nardone, speaker dell’evento e i giudici di gara, ci hanno supportato per tutta la giornata, e così abbiamo avuto modo di lasciare, a chi ci ha visto faticare lungo il tracciato, il nostro messaggio. Anche se la vita ti fa uno sgambetto e ti trovi a terra, puoi sempre decidere di rialzarti, magari con l’aiuto di qualcuno che ti tende la mano, perché la condivisione è un grande valore, INSIEME si va più lontano.

L’appuntamento con il TEAM dei PARKINSONAUTI è per il prossimo evento questa volta TRIATHLON per curarci facendo sport INSIEME.

State connessi, altri appuntamenti sportivi aspettano il Parkinsonauti Team e noi saremo pronti a raccontarveli.

In evidenza

World Parkinson Day Italy 2021 Here’s how to follow us

Sunday 11 April, on Sky channel 810 from 10 to 13 and in rerun from 22 to 01.

Here from 10.00 to 13.00 WorldParkinsonday

And also on the web at the same times, click on the links below.

On the Parkinson Sport Facebook page
https://www.facebook.com/parkinsonetriathlon.blog , you will find the event, click and you can choose in which language to listen.

On the Parkinson Sport YouTube channel
https://youtube.com/channel/UCGYBvVwaaqa3fuDqNUbzkbQ , you will find the two versions in Italian and English.

Live streaming https://www.welltv.eu/it/diretta-live only in Italian

Participate too! Become the protagonist of the Event by sharing it in full on your page or profile.
Comment and interact with guests from around the world.

Simultaneous translation Ita-Eng-Ita.
Leads in the studio: Francesca Mori

From 12 to 13.00 the absolute preview of the docufilm “YOU WILL NOT STOP US” emotions and images from the “Bike riding for Parkinson Italy 2020”

find out more about the event  https://bit.ly/WorldParkinsondayItaly

Thanks to those who helped make this day possible.

WorlParkinsonDay #movementtothecure #parkinsonsport

In evidenza

World Parkinson Day Italy 2021 Ecco come seguirci

Domenica 11 Aprile, sul canale 810 di Sky dalle 10 alle 13 e in replica dalle 22 alle 01.

Qui dalle 10,00 alle 13,00 WorldParkinsonday

Ed anche sul web con gli stessi orari, clicca sui link che trovi qui sotto.

Sulla pagina Facebook di Parkinson Sport
https://www.facebook.com/parkinsonetriathlon.blog, troverai l’evento, clicca e potrai scegliere in che lingua ascoltare.

Sul canale YouTube di Parkinson Sport
https://youtube.com/channel/UCGYBvVwaaqa3fuDqNUbzkbQ, troverai le due versioni in Italiano e in inglese.

In Diretta streaming https://www.welltv.eu/it/diretta-live solo in Italiano

Partecipa anche tu! Diventa protagonista dell’Evento condividendolo per intero sulla tua pagina o il tuo profilo.
Commenta e interagisci con gli ospiti da tutto il mondo.

Traduzione simultanea Ita-Eng-Ita.
Conduce in studio: Francesca Mori

Dalle 12 alle 13,00 l’anteprima assoluta del docufilm “NON CI FERMERAI” emozioni e immagini dalla “Bike riding for Parkinson Italy 2020”

scopri di più sull’evento 👉🏻 https://bit.ly/WorldParkinsondayItaly

Grazie a chi ha contribuito a rendere possibile questa giornata.

WorlParkinsonDay #movementtothecure #parkinsonsport

Ecco

In evidenza

Domenica 11 Aprile 2021 World Parkinson Day In movimento verso la cura

Un motto che riassume in sé una forte volontà di cambiamento. Ascolteremo: dall’Italia il Prof. Antonio Pisani, dall’Olanda il Prof.Bastian Bloem, dagli Stati Uniti il Prof. Michael Okun, da Firenze l’Avv. Paolo Fresco e tanti altri ospiti che ci diranno la loro sulla necessità di guardare il Parkinson da un punto di vista nuovo e inedito: vivere la malattia come una sfida, come un percorso personale e collettivo da affrontare con spirito di squadra e con un approccio attivo. L’obiettivo è cercare gli strumenti per migliorare sempre di più la qualità di vita dei pazienti, dei loro caregivers e prepararli nel miglior modo alle nuove prospettive terapeutiche. 

Il primo passo da compiere è scardinare un luogo comune.  Il Parkinson non è una malattia della senilità, si stima che in Italia ne soffrano circa 400mila persone, tra cui molti giovani. È a loro che chiediamo di uscire, di affacciarsi alla vita e di seguirci. La strada verso la cura ci aspetta.

World Parkinson Day – Parkinsonauti, movement to the cure.

Con il patrocinio di: Ministero delle Disabilità, EPDA European Parkinson’s Disease Association, Fondazione Fresco Parkinson Institute Italia Onlus, Confederazione Parkinson Italia OnlusFondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale IRCCS.

Domenica 11 aprile 2021 Ore 10 – 13 e in replica ore 22-01, sul canale 810 del bouquet di Sky e della TV satellitare in tutta Europa.

In diretta streaming su WellTv.eu/it/diretta-live 

In diretta su Facebook pagina di Parkinson Sport e sul canale Youtube di Parkinson Sport

Traduzione simultanea Ita-Eng-Ita. Conduce in studio: Francesca Mori

scopri di più qui: World Parkinson Day

Nelle due ore condotte da: Francesca Mori e Stefano Ghidotti, fondatore e presidente di Parkinson&Sport, con la traduzione simultanea Ita – Eng – Ita, grazie alle testimonianze offerte dagli interventi degli ospiti collegati dall’Italia e dal mondo.

Scopri qui tutti gli ospiti e il programma dell’Evento, con loro tratteremo anche:

Il Parkinson giovanile

L’aver incontrato la malattia in questo periodo della loro vita, in cui il lavoro, le relazioni sociali, la creazione di una famiglia e dei figli sono centrali. Queste fasi pongono i pazienti di fronte a una serie di domande e di problemi che si riflettono sulla loro condizione di malati che continuerà nel tempo. Un tempo molto lungo, in cui abbiamo capito di poter esercitare il nostro sostegno positivo, coinvolgendoli in attività sportive e di condivisione sociale, che proponiamo come associazioni, saranno con noi i Parkinsonauti Daniele Bortoli e Carlo Negri.

La scelta di aggregare amici attraverso lo sport nasce anche in relazione a questo scopo. Creare una comunità di riferimento per i giovani che permetta loro di interagire e socializzare con i loro coetanei. Lo scopo è generare nuovi obiettivi condivisi, volti anche a spostare l’attenzione dalla malattia verso nuovi progetti e  speranze, che li aiuteranno a superare paure e difficoltà.

Una nuova immagine del Parkinson

La forza delle immagini è, nell’era dei social e della tecnologia, una risorsa potentissima che possiamo utilizzare a nostro favore per generare, nell’immaginario delle persone, una nuova figura che si accenda nella mente quando viene nominata la malattia di Parkinson. 

Una persona giovane, che fa sport e vive con gioia tutti i momenti della sua vita nonostante la malattia. Che si muove fiduciosa verso il suo futuro, impegnandosi per mantenere il suo corpo al meglio della forma fisica, attraverso una stile di vita sano e vitale, consapevole che questo gli permetterà di godere dei benefici della cura appena sarà disponibile.

Presenteremo i progetti in atto e quelli del futuro.

Parkinsonauti Team

Il Parkinson non è un marchio di fabbrica genetico. Il Parkinson è un pianeta. E il Parkinsonauta è colui che con curiosità lo esplora per scoprirne gli angoli più bui e remoti e scovarne le bellezze, i paesaggi luminosi.

Parkinsonauti Team è il nuovo progetto di Parkinson&Sport: una squadra multisport – ciclismo, corsa e nuoto – che potrà competere a livello agonistico nelle granfondo in bicicletta, nelle gare podistiche, nel nuoto, triathlon e paratriathlon.

L’idea è ribadire il proprio impegno nella promozione dello sport come terapia naturale e come forte elemento di condivisione. Questa è la mission principale dell’associazione Parkinson&Sport, che negli ultimi tre anni ha portato i suoi atleti a partecipare in manifestazioni importanti: la maratona di New York, la 12 Ore Cycling Marathon di Monza, la traversata a nuoto del lago d’Iseo e dello Stretto di Messina.

Parkinson Games 2022/2023

Nel 2022 il Parkinsonauti Team sarà a rappresentare il nostro Paese ai Parkinson Games di Eindhoven, Olanda, un evento che riunisce atleti con Parkinson provenienti da tutta Europa in un grande momento di sport e aggregazione. In questi mesi Parkinson&Sport e il Comitato Associazioni Parkinson stanno lavorando con una rete di partner internazionali per realizzare un sogno: portare l’edizione 2023 della manifestazione in Italia.

L’accordo con Fitri.

Grazie alla collaborazione della Fitri (Federazione Italiana Triathlon), il Parkinsonauti Team sta lavorando per acquisire la categoria specifica per partecipare alle gare di paratriahtlon e poter accedere così ai campionati, in Italia e all’estero. 

Bike riding for Parkinson Italy 2021

Nella “Bike Riding for Parkinson Italy 2020” dieci Parkinsonauti sono partiti, in bicicletta, da Pavia per raggiungere Piazza San Pietro e arrivare puntuali all’appuntamento con Papa Francesco. Un viaggio di 800 km in 17 tappe –raccontato in un docufilm che andrà in onda, in anteprima assoluta mondiale, durante la trasmissione – lungo la via Francigena, per dimostrare ancora una volta la forza dello sport nel contrastare l’avanzare della malattia.

Bike Riding for Parkinson Italy torna anche nel 2021 con un nuovo itinerario: questa volta sul tracciato di Vento, la ciclovia che collega Torino a Venezia, e con una squadra di Parkinsonauti che si è più che raddoppiata, saremo 25.

Durante l’Evento, anche grazie alla tua donazione, raccoglieremo fondi per:

The Alinker, per muoversi ad altezza di sorriso.

Da oggi fino al 18 Aprile, le donazione che riceveremo su questo sito http://bit.ly/DonaperAlinker saranno destinate all’acquisto di un Alinker che metteremo a disposizione di un paziente Parkinson che ne ha bisogno. Sarà una sorpresa che sveleremo a voi ed anche a lui/lei, Domenica 11 Aprile.

The Alinker è la rivoluzionaria walking bike per migliorare la qualità della vita di chi ha difficoltà di mobilità e superare i pregiudizi sulla disabilità.

Alinker è una bici da passeggio senza pedali, una “walking bike” a tre ruote progettata per tutti coloro che vogliono rimanere attivi, continuare ad avere una vita sociale, fare ciò che amano e vivere al massimo delle loro possibilità, muovendosi ad altezza di sorriso.

Per informazioni visitate il sito www.thealinker.it e i social Facebook e Instagram @the_alinker_italia

Stiamo lavorando per preparare altre divertenti sorprese per una “Giornata Mondiale del Parkinson” totalmente nuova e diversa.

Vi aspettiamo, mettetevi comodi, ma non troppo, state come sempre pronti a muovervi, perchè il nostro motto è “NON CI FERMERAI!”

In evidenza

PARKINSONAUTI DI TUTTO IL MONDO, IN MOVIMENTO!

Il Comitato italiano Associazioni Parkinson e Parkinson&Sport, in collaborazione con MYM group di Massimo Plebani e WellTV Channel presentano:

World Parkinson Day – Parkinsonauti, movement to the cure.

Con il patrocinio di: EPDA European Parkinson’s Disease Association, Fondazione Fresco Parkinson Institute Italia Onlus, Confederazione Parkinson Italia Onlus, Fondazione Mondino Istituto Neurologico Nazionale IRCCS.

Domenica 11 aprile 2021 Ore 10 – 13 e in replica ore 21-23, sul canale 810 della TV satellitare e del bouquet di Sky in tutta Europa.

In diretta streaming su WellTv.eu/it/diretta-live – In diretta su Facebook pagina di Parkinson Sport e sul canale Youtube di Parkinson Sport

Traduzione simultanea Ita-Eng-Ita. Conduce in studio: Francesca Mori

scopri di più qui: World Parkinson Day

L’11 aprile in tutto il mondo si celebra il World Parkinson’s Day. L’associazione Parkinson&Sport e il Comitato Italiano Associazioni Parkinson uniscono le forze per Movement to the Cure, un evento pensato per arricchire con visioni e orizzonti innovativi il dibattito internazionale sul Parkinson, sugli strumenti per affrontarlo e sulle possibilità di cura. 

Non un webinar, non una riunione zoom, non una lectio magistralis, ma un momento creato e pensato da noi pazienti per stare insieme divertendoci, per aprire una finestra su un futuro diverso, con obiettivi e speranze finalmente nuovi, in movimento verso la cura.

Due ore, dalle 10 alle 12, che vi terranno incollati allo schermo con una regia da show televisivo. A seguire vi presenteremo, in anteprima mondiale il docufilm “NON CI FERMERAI” emozioni, racconti e paesaggi dalla “Bike riding for parkinson Italy 2020” il viaggio in bicicletta, di 10 Parkinsonauti, lungo l’Italia attraverso la Via Francigena, da Pavia a Roma fino in piazza S.Pietro da Papa Francesco.

Sport e Comunicazione

Sono i due i macrotemi che faranno da filo conduttore nelle due ore di diretta condotte da: Francesca MoriStefano Ghidotti, fondatore e presidente di Parkinson&Sport, con la traduzione simultanea di  Manola Savoldi – e arricchite dalle testimonianze offerte dagli interventi degli ospiti in studio e collegati dal mondo.

Lo sport per superare il limite

Lo sport e l’attività motoria giocano un ruolo fondamentale nel contrasto ai sintomi della malattia di Parkinson: migliorano l’equilibrio del corpo, la flessibilità e la scioltezza dei movimenti, ma soprattutto portano benefici evidenti alla mente, aumentando la consapevolezza di sé e delle proprie capacità, riducendo lo stress e stimolando il buon umore.

A livello scientifico, sono ormai evidenti i benefici dell’attività sportiva sul benessere psico-fisico. Cosi come si rivelano fondamentali le attività sportive proposte ai pazienti colpiti dal Parkinson giovanile, per creare condivisione stimolandoli ad uscire allo scoperto, per strapparli dall’isolamento e dai rischi della depressione, per una diagnosi che tende a spingerli a sentirsi già anziani.

Ne parleremo con neurologi e ricercatori che avremo in collegamento: dall’Italia il Prof. Antonio Pisani, dall’Olanda il Prof. Bastian Bloem, dagli Stati Uniti il Prof. Michael Okun, dall’Inghilterra il Dott. Giulio Deangeli.

Fare attività sportiva ci stimola a misurarci con noi stessi e con i nostri limiti. Per chi ogni giorno deve fare i conti con il Parkinson lo sport è un fedele alleato per rallentare il corso della malattia. Ne parleremo con medici e sportivi che incroceranno esperienze e pareri nella prima parte della trasmissione, durante la quale saranno presentati i progetti che Parkison&Sport e il Comitato Italiano Associazioni Parkinson hanno messo in programma per il prossimo biennio.

Tra gli ospiti sportivi avremo in collegamento: il Colonnello Carlo Calcagni, l’Avvocato Neil Mac Leod, l’imprenditore Carlo Pittis e in studio i Parkinsonauti Carlo Negri e Daniele Bortoli.

La comunicazione digitale è un’opportunità

Questo anno, segnato dal dramma della pandemia, ci sta insegnando a reagire, a trovare modi semplici e veloci per restare vicini. Il periodo che stiamo attraversando sta abituando le persone, anche le meno esperte, all’utilizzo degli strumenti telematici e online. Quello che in prima battuta appariva, specialmente per i più anziani, come un disagio, un ostacolo, un problema si è trasformato oggi nell’opportunità di comunicare con estrema facilità, in ogni luogo e in ogni momento.

La seconda parte di Movement to the cure si soffermerà proprio su questi aspetti, svelando le potenzialità del digitale e le possibilità che ci offre nella cura e nell’assistenza ai malati di Parkinson e ai loro caregivers.

Scopriremo quali sono i progetti in atto e le nuove proposte, delle più importanti associazioni italiane ed internazionali, direttamente dai racconti dei loro fondatori e dirigenti che avremo in collegamento: dall’Italia il Dott. Daniele Volpe, l’Avv. Paolo Fresco, Giangi Milesi, Giulio Maldacea e dall’Olanda Ruud Overes.

The Alinker, per muoversi ad altezza di sorriso.

Da oggi fino al 18 Aprile, le donazione che riceveremo su questo sito http://bit.ly/DonaperAlinker saranno destinate all’acquisto di un Alinker che metteremo a disposizione di un paziente Parkinson che ne ha bisogno. Sarà una sorpresa che sveleremo a voi ed anche a lui/lei, Domenica 11 Aprile.

The Alinker è la rivoluzionaria walking bike per migliorare la qualità della vita di chi ha difficoltà di mobilità e superare i pregiudizi sulla disabilità.

Alinker è una bici da passeggio senza pedali, una “walking bike” a tre ruote progettata per tutti coloro che vogliono rimanere attivi, continuare ad avere una vita sociale, fare ciò che amano e vivere al massimo delle loro possibilità, muovendosi ad altezza di sorriso.

Per informazioni visitate il sito www.thealinker.it e i social Facebook e Instagram @the_alinker_italia

Stiamo lavorando per preparare altre divertenti sorprese per una “Giornata Mondiale del Parkinson” totalmente nuova e diversa.

Vi aspettiamo, mettetevi comodi, ma non troppo, state come sempre pronti a muovervi, perchè il nostro motto è “NON CI FERMERAI!”

In evidenza

World Parkinson Day Italy.

Un’idea che viene da molto lontano, dall’amico Giulio Maldacea, presidente del Comitato Italiano Associazioni Parkinson. Ed è nata dopo il successo di due iniziative nate dalle associazioni che presiediamo: la “Bike riding for Parkinson Italy 2020” una fantastica avventura in bicicletta dello scorso settembre che ha portato 10 Parkinsonauti da Pavia a Roma e di Wikiparky.TV la piattaforma di telemedicina nata durante il lockdown, che ha permesso di raggiungere e aiutare nelle loro case migliaia di famiglie con Parkinson. Parlando con Giulio abbiamo capito che coinvolgere in nuove attività i giovani pazienti, allargare le collaborazioni e i confini dà ottimi risultati cosi abbiamo stabilito gli obiettivi su cui lavorare da li in avanti.

Cosi è nata l’idea di organizzare l’edizione ltaliana del World Parkinson Day, la giornata mondiale del Parkinson, promossa in tutto il mondo. In questo momento storico che vede tutto il mondo combattere un unico grande nemico, può essere una buona occasione per unire le forze e allargare il raggio d’azione, avviando nuove collaborazioni e progetti internazionali, consapevoli di essere all’alba di grandi cambiamenti.

Il World Parkinson’s Day si celebra il giorno 11 aprile. L’associazione Parkinson&Sport e il Comitato Italiano Associazioni Parkinson uniscono le forze per Movement to the Cure, un evento pensato per arricchire con visioni e orizzonti innovativi il dibattito internazionale sul Parkinson, sugli strumenti per affrontarlo e sulle possibilità di cura. 

Sport e comunicazione

Questi sono i due temi che faranno da filo conduttore nelle due ore di diretta ospitate da Well Tv (canale 231 del digitale terrestre 810 satellitare in tutta europa) – e in live streaming sulle piattaforme digitali delle due associazioni – condotte da me insieme a Francesca Mori, con la traduzione simultanea di  Manola Savoldi – e arricchite dalle testimonianze offerte dagli interventi degli ospiti in studio e collegati dal mondo.

Lo sport per superare i limiti

Lo sport e l’attività motoria giocano un ruolo fondamentale nel contrasto ai sintomi della malattia di Parkinson: migliorano l’equilibrio del corpo, la flessibilità e la scioltezza dei movimenti, ma soprattutto portano benefici evidenti alla mente, aumentando la consapevolezza di sé e delle proprie capacità, riducendo lo stress e stimolando il buon umore.

Fare sport ci stimola a misurarci con noi stessi e con i nostri limiti. Per chi ogni giorno deve fare i conti con il Parkinson l’attività motoria è un fedele alleato per rallentare il decorso della malattia. Ne parleremo con neurologi, ricercatori, fisiatri e sportivi che incroceranno esperienze e pareri nella prima parte della trasmissione. Nel prosieguo della trasmissione, saranno presentati i progetti che Parkinson&Sport e il Comitato Italiano Associazioni Parkinson hanno messo in programma per il prossimo biennio.

La comunicazione digitale come opportunità

Questo anno di pandemia ci sta insegnando a reagire, a trovare modi semplici e veloci per restare vicini. Tutti, anche i meno esperti, si sono abituati all’utilizzo degli strumenti telematici e online. Quello che in prima battuta appariva, specialmente per i più anziani, come un problema si è trasformato oggi nell’opportunità di comunicare con estrema facilità, in ogni luogo e in ogni momento.

La seconda parte di Movement to the cure si soffermerà proprio su questi aspetti, evidenziando le potenzialità del digitale e le possibilità che ci offre nella cura e nell’assistenza ai malati di Parkinson e ai loro caregivers.

Una nuova immagine del Parkinson

La forza delle immagini è, nell’era dei social e della tecnologia, una risorsa potentissima che possiamo utilizzare a nostro favore per generare, nell’immaginario delle persone, una nuova figura che si accenda nella mente quando viene nominata la malattia di Parkinson. 

Una persona giovane, che fa sport e vive con gioia tutti i momenti della sua vita nonostante la malattia. Che si muove fiduciosa verso il suo futuro, impegnandosi per mantenere il suo corpo al meglio della forma fisica, attraverso una stile di vita sano e vitale, consapevole che questo gli permetterà di godere dei benefici della cura appena sarà disponibile.

In anteprima mondiale, il docufilm “NON CI FERMERAI”

Nell’ultima parte del programma, interamente tradotto in simultanea in lingua inglese, presenteremo il docufilm realizzato dagli amici di Bike TV, durante il viaggio attraverso paesaggi italiani tra i più spettacolari al mondo, sulla via Francigena tra Lombardia, Emilia, Toscana e Lazio. Rivivremo le fatiche e le emozioni di un esperienza indimenticabile che ci ha cambiato la vita.

Hashtag ufficiali dell’Evento: #worldparkinsonday2021 #movementtothecure

Scopri di più,clicca https://bit.ly/WorldParkinsondayItaly

In evidenza

THE PROTECTIVE ECOLOGY OF THE HUMAN BEING IN 2021

Will this be a winning weapon against COVID19?

These days I heard the term protean for the first time and it intrigued me very much, so much so that I was looking for its meaning and using it as a starting point for reflection and a resolution for 2021.

Protean: Able to suddenly assume or reveal very different aspects or attitudes, to adapt, to integrate with the environment and the reality in which it finds itself.

Proteus, Greek God

Having found its meaning, I wondered if developing this capacity in 2021 can be a contribution, if implemented personally, as a response to the global health crisis we are experiencing.

Physical activity as a defense against the Coronavirus

Considering that; the world we live in is in continuous and ever faster change, that our enemy to be defeated at this moment, the ferocious and sneaky Coronavirus , is changeable, can we say that, today more than ever, being protean is a good feature? 

The resilience that has been one of the most sought-after features for years has now had its day, it is no longer enough to fall and get up again quickly re-proposing the same shape.

Now at every fall it is useful to be able to analyze, before getting up, the reason for the fall, to understand in what context it occurred, what skills to implement in order to change one’s behavior to prevent it from happening again, each fall corresponds to an improved adaptation .

Mens sana in corpore sano

The global crisis we are experiencing, has made it clear for the first time, in a rather clear and unequivocal that that healthy mind in a healthy body is not only important for each of us individually, but you can directly reflect on ‘global balance is not only health but also economic and social .

He threw him in the face in an unequivocal and equal way for everyone, taking away our freedom of movement , the possibility of having social relations and satisfying our pleasures.

The discomfort that we are all experiencing, without geographical, economic or social distinctions, for such a prolonged time, acts as a very powerful lever of pain that forces us to truly reflect on what behaviors must be adopted, immediately, to reduce the possibility of finding ourselves again in the same condition.

The thing to think about is the fact that we are all paying a very high price, in terms of personal freedom , to defend the weakest categories, the elderly and the immunosuppressed. 

We are forced to give up living to ease the pressure on the health system which, unprepared for a similar emergency, is unable to provide assistance to everyone, and which has had to divert resources from other categories of sick people, who have certainly not disappeared in the meantime. 

We all know that, especially in Italy where health care is guaranteed, public health has a very high cost in the economic balance of the country and a cascade for the tax burden of people and productive activities. 

But if until now we have thought that helping to develop the economy would be enough, the situation we are experiencing tells us that it is not enough, even the richest and most socially developed countries are suffering the same crisis. 

Contribution to the new world

So what can we do personally, what are we willing to put in place today to contribute to a better world , already from 2021, to be left to our children, which decreases the risk of finding ourselves tomorrow in another crisis like this. 

new concept of ecology is born that combines respect for the environment and nature, respect for ourselves, for our body, because we have learned that being fit and having a reactive immune system allows us to respond better to the attack of a disease, whatever it is.

Now more than ever we are all soldiers of the same army , we are all fighting the same battle, any unprepared subject can put the whole species at risk. 

Correct lifestyle

correct and healthy lifestyle is the answer that we can all give immediately, at no additional cost and in no time. 

Going out for physical activity , exposing yourself to sunlight, getting up from your desk or sofa, and walking even just for half an hour a day gives immediate results , it makes the difference that we can appreciate already after 7 days. 

Better still if in addition to physical activity, you decide to change your incorrect habits , perhaps by quitting smoking, reducing alcohol and sugars, adopting a healthy and balanced diet, resting the right amount and dedicating time to yourself and your family. .

A new lifestyle, ecological for you and at the service of a wider and more important good, for an ecology that starts with us but is also oriented towards others.

People who play sports regularly have a much more reactive immune system, I can personally guarantee that, I do sports continuously and I haven’t had a flu or other illness for at least… I don’t even remember it.

In fact, there are numerous scientific studies that highlight a positive influence of physical activity on the immune system , especially if practiced consistently and without excesses.

In fact, it is known that regular physical activity, with the right duration and intensity, helps to improve the body’s immune response.

Open window

Sportsmen tend to run a very low risk of contracting infections or exposing themselves to contagions, compared to people who do not play sports. I know you are wondering why athletes like Ronaldo, Pellegrini, Rossi and many others fell ill with coronavirus?

Why then should you start playing sports at this risk?

There is an explanation, it is called “Open Window” and it is certainly not a good excuse to delay. It is scientifically proven that the function of the immune system is temporarily impaired after a session of high intensity and prolonged activity.

It therefore exists at this time precisely called “Open Window” during which we are more exposed to external attacks, at the risk of infections.

There is no well-defined length of time for this open window , it is in relation to the general health conditions of the person himself, generally ranging from 3 to 72 hours following a particularly intense workout. Clearly the risk increases if after such training you share spaces with other people such as changing rooms and showers.

So what should we do? 

The advice is not to turn healthy activity into a risk. Physical activity must be proportioned according to the current state of form of each of us. Suddenly turning into athletes would be a risk to our health, better and more functional is a gradual increase in intensity, letting us be followed by a professional, from the moment we decide to set ourselves ambitious goals.

To explain how the degree of health is related to the amount of exercise, we can keep in mind the “J curve”. This is a curve that is outlined on a graph that compares the risk of infection with the quantity (and quality we add) of physical activity.

You may notice that moderate exercise reduces the risk of respiratory infection, because it has beneficial effects on immune function. Conversely, if you practice intense and prolonged physical exercises, which our body is not used to supporting, the immune defenses are lowered and the risk of contracting respiratory tract infections is therefore increased.

2021 will be a year of great changes, our personal reality will be a continuous adaptation to the succession of events , day by day we will have to look at the statistics to generate an answer.

The vaccine , which we are starting to use is our weapon to attack the enemy, the immune system are our defenses, building them high and resistant is our first goal .

In evidenza

PARALIMPIADI: IL PRIMO PASSO È FATTO

Sì, sono felicissimo, ma lo voglio dire chiaro, e voglio dirlo ora che ho capito che l’obiettivo è a portata di mano. Questo è solo il primo passo, il nostro obiettivo finale è partecipare alle paralimpiadi, non solo nel paratriathlon ma in tutte le specialità.

Quando, quattro anni fa, ho avuto la diagnosi del Parkinson non avrei mai immaginato che oggi sarei stato qui a scrivere di questo importante obiettivo raggiunto.

E nemmeno un anno dopo, quando ho iniziato a lavorare sul blog, quello da cui vi sto parlando ora, avrei creduto che con il mio lavoro e con quello dei miei compagni Parkinsonauti saremmo arrivati a cambiare la storia della partecipazione degli atleti con disabilità come la nostra alle gare di paratriathlon.

L’arrivo della primavera di questo 2021, che sarà denso di importanti novità, è coinciso con l’annuncio del primo traguardo raggiunto. La FITRI, Federazione Italiana Triathlon, ha annunciato che il lavoro che abbiamo iniziato qualche mese fa con il prezioso aiuto di Neil Mac Leod, che voglio ringraziare infinitamente, ha dato il primo risultato positivo.

Questa la sua intervista di gennaio 2021 dove raccontiamo del progetto.


La Federazione Italiana Triathlon riconosce da tempo tra le proprie categorie sportive atleti con limitazioni funzionali causate dalla malattia di Parkinson, alcuni dei quali gareggiano già attivamente ma, in virtù di tale accordo collaborativo, l’intervento di entrambe le realtà diventerà ancora più incisivo. 

La FITRI concederà il patrocinio morale alle singole iniziative promozionali inerenti il triathlon ed il paratriathlon poste in essere da APS Parkinson&Sport, che potrebbero anche sfociare in un contest dedicato agli atleti affetti dalla malattia di Parkinson. APS Parkinson&Sport, da parte sua, supporterà la promozione della disciplina del paratriathlon presso i propri associati.

Molto soddisfatti dell’accordo che gioverà al Paratriathlon italiano ed allo sviluppo della cultura sportiva tra le persone con disabilità il Presidente della Federazione Luigi Bianchi, il Presidente dell’APS Parkinson&Sport Stefano Ghidotti nonché il Project Manager del Settore Paratriathlon Neil Andrew MacLeod che ha seguito le fasi propedeutiche alla sottoscrizione dello stesso.

Importante passo in avanti per il Paratriathlon italiano, è stata approvata in Consiglio Federale una convenzione operativa tra la FITRI e “Parkinson&Sport”, associazione di promozione sociale con lo scopo di testimoniare l’importanza dell’attività fisica per contrastare i sintomi della malattia di Parkinson ed altre malattie neurodegenerative simili.


Qui trovi il comunicato ufficiale.

Rimani connesso con le antenne ben alzate, nelle prossime settimane sarò felice di raccontarti di nuove importanti novità che stanno nascendo, come i fiori di questa primavera.

La squadra Multisport dei Parkinsonauti, il:

La “Bike riding for Parkinson Italy 2021” da Torino a Venezia

L’evento sorpresa che stiamo preparando per la “Giornata mondiale del Parkinson” dell’11 Aprile

La nuova veste TV delle interviste di “Prendo la levo e arrivo”

La nuova ParkinsonAUTO che circolerà dalla prossima settimana.

NON CI FERMERAI È SEMPRE PIÙ FORTE IL NOSTRO MOTTO!

In evidenza

L’ECOLOGIA PROTEIFORME DELL’ESSERE UMANO NEL 2021

Sarà questa un arma vincente contro il COVID19?

In questi giorni ho sentito il termine proteiforme per la prima volta e mi ha molto incuriosito, tanto da cercarne il significato e utilizzarlo come spunto per una riflessione e un proposito per il 2021.

Proteiforme: Capace di assumere o rivelare improvvisamente aspetti o atteggiamenti diversissimi, per adattarsi, integrarsi all’ambiente e alla realtà in cui si trova.

Proteus, Dio Greco

Trovato il suo significato, mi sono domandato se sviluppare questa capacità nel 2021 può essere un contributo, se messo in atto personalmente, come risposta alla crisi sanitaria mondiale che stiamo vivendo.

L’attività fisica come difesa dal Coronavirus

Considerando che; il mondo in cui viviamo è in continuo e sempre più veloce cambiamento, che il nostro nemico da sconfiggere in questo momento, il feroce e subdolo Coronavirus, è mutevole, possiamo dire che, oggi più che mai, essere proteiformi è una buona caratteristica? 

La resilienza che da anni spopola tra le caratteristiche più ricercate, ormai ha fatto il suo tempo, non è più sufficiente cadere e rialzarsi riproponendo velocemente la stessa forma.

Ora ad ogni caduta è utile saper analizzare, prima di rialzarsi, il motivo della caduta, capire in che contesto è avvenuta, quali capacità implementare per poter modificare i propri comportamenti per evitare che possa ricapitare, ad ogni caduta corrisponde un adattamento migliorativo.

Mens sana in corpore sano

La crisi mondiale che stiamo vivendo, ci ha fatto capire per la prima volta, in modo piuttosto evidente e inequivocabile che il detto Mens sana in corpore sano non è importante solo per ognuno di noi singolarmente, ma si può riflettere direttamente sull‘equilibrio globale non solo sanitario ma anche economico e sociale.

Ce lo ha sbattuto in faccia in modo inequivocabile e uguale per tutti, togliendoci la libertà di movimento, la possibilità di avere rapporti sociali e di soddisfare i nostri piaceri.

Il disagio che stiamo vivendo tutti, senza distinzioni geografiche, economiche o sociali, per un tempo cosi prolungato, agisce come una leva del dolore molto potente che ci obbliga a riflettere veramente su quali devono essere i comportamenti da adottare, nell’immediato, per ridurre la possibilità di ritrovarci ancora nella stessa condizione.

Il dato su cui riflettere è il fatto che tutti stiamo pagando un prezzo altissimo, in termini di libertà personali, per difendere Ie categorie più deboli, gli anziani e gli immunodepressi. 

Siamo costretti a rinunciare a vivere per alleggerire la pressione sul sistema sanitario che, impreparato ad un emergenza simile, non riesce a dare assistenza a tutti, e che ha dovuto distogliere risorse dalle altre categorie di ammalati, che nel frattempo non sono certo sparite. 

Tutti sappiamo che, soprattutto in Italia dov’è l’assistenza sanitaria è garantita, la salute pubblica ha un costo altissimo nel bilancio economico del paese e a cascata per la pressione fiscale delle persone e delle attività produttive. 

Ma se fino ad ora abbiamo pensato che contribuire a sviluppare l’economia sarebbe bastato, la situazione che stiamo vivendo ci dice che non è sufficiente, anche i paesi più ricchi e socialmente più evoluti stanno soffrendo la stessa crisi. 

Contributo al nuovo mondo

Cosa possiamo fare dunque personalmente, cosa siamo disposti a mettere in atto oggi per contribuire ad un mondo migliore, già dal 2021, da lasciare ai nostri figli, che diminuisca il rischio di ritrovarci un domani in un altra crisi come questa. 

Nasce un nuovo concetto di ecologia che unisce al rispetto per l’ambiente e la natura, il rispetto per noi stessi, del nostro corpo, perché abbiamo imparato che essere in forma ed avere un sistema immunitario reattivo ci permette di rispondere meglio all’attacco di una malattia, qualsiasi essa sia.

Ora più che mai siamo tutti soldati dello stesso esercito, stiamo tutti combattendo la stessa battaglia, ogni soggetto impreparato può mettere a rischio tutta la specie. 

Stile di vita corretto

Uno stile di vita corretto e sano è la risposta che tutti possiamo dare da subito, senza costi aggiuntivi e in un tempo zero. 

Uscire a fare attività motoria, esporsi alla luce del sole, alzarsi dalla scrivania o dal divano, e camminare anche solo per mezz’ora al giorno da dei risultati immediati, fa la differenza che possiamo apprezzare già dopo 7 giorni. 

Meglio ancora se oltre all’attività motoria, deciderai di modificare le tue abitudini scorrette, magari smettendo di fumare, diminuendo gli alcolici e gli zuccheri, adottando un alimentazione sana ed equilibrata, riposando il giusto e dedicando del tempo a te stesso e alla tua famiglia.

Uno stile di vita nuovo, ecologico per te e al servizio di un bene più ampio e importante, per un  ecologia che parte da noi ma orientata anche agli altri.

Le persone che fanno sport regolarmente hanno un sistema immunitario molto più reattivo, ve lo posso garantire personalmente, faccio sport con continuità e non ho un influenza o altre malattie da almeno… non me lo ricordo nemmeno.

Sono numerosi gli studi scientifici infatti che evidenziano un’influenza positiva dell’attività fisica sul sistema immunitario, soprattutto se praticata con costanza e senza eccessi.

È noto infatti che un’attività fisica regolare, con la giusta durata e intensità, aiuta a migliorare la risposta immunitaria dell’organismo.

Open window

Tendenzialmente gli sportivi corrono un rischio molto basso di contrarre infezioni o di esporsi a contagi, rispetto a soggetti che non praticano sport. So che vi starete chiedendo come mai atleti come Ronaldo, Pellegrini, Rossi e tanti altri si sono ammalati di coronavirus?

Perché allora voi dovreste iniziare a fare sport correndo questo rischio?

C’è una spiegazione, si chiama “Open Window” e non è certamente una buona scusa per rimandare. È dimostrato scientificamente che la funzionalità del sistema immunitario viene temporaneamente meno dopo una sessione di attività ad alta intensità e prolungata.

Esiste quindi in questo momento detto appunto “Open Window” durante il quale siamo più esposti ad attacchi esterni, al rischio di infezioni.

Non c’è un tempo ben definito di durata di questa finestra aperta,  è in relazione alle condizioni generali di salute della persona stessa, in genere varia dalle 3 alle 72 ore successive ad un allenamento particolarmente intenso. Chiaramente il rischio aumenta se dopo tale allenamento si condividono spazi con altre persone tipo gli spogliatoi e le docce.

Quindi come ci dobbiamo comportare? 

Il consiglio è di non trasformare l’attività salutare in un rischio. L’attività fisica va proporzionata in base alla stato di forma attuale di ognuno di noi. Trasformarsi improvvisamente in atleti sarebbe un rischio per la nostra salute, meglio e più funzionale è un graduale incremento dell’intensità, facendoci seguire da un professionista, dal momento in cui decidessimo di darci degli obiettivi ambiziosi.

Per spiegare come il grado di salute sia legata alla quantità di esercizio fisico , possiamo tenere presente la “curva J “. Questa è una curva che si delinea su di un grafico che mette a rapporto il rischio di infezione con la quantità (e qualità aggiungiamo noi) di attività fisica.

Potete notare come l’esercizio moderato riduca il rischio di infezione respiratoria, perchè ha effetti benefici sulla funzione immunitaria. Viceversa se si praticano esercizi fisici intensi e prolungati, che il nostro organismo non è abituato a sostenere, si abbassano le difese immunitarie e si aumenta il rischio di contrarre perciò infezioni del tratto respiratorio.

Il 2021 sarà un anno di grandi cambiamenti, la nostra realtà personale sarà un continuo adattamento al succedersi degli eventi, giorno per giorno dovremo guardare alle statistiche per generare una risposta.

Il vaccino, che stiamo iniziando ad utilizzare è la nostra arma per attaccare il nemico, il sistema immunitario sono le nostre difese, costruirle alte e resistenti è il nostro primo obiettivo.

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COME L’ATTIVITÀ FISICA COSTRUISCE IL NOSTRO BENESSERE, DAI MUSCOLI AL CERVELLO. 2° Parte

Lo sport ha effetti potentissimi sulla nostra salute e sul benessere psicofisico. Abbiamo cominciato a parlarne settimana scorsa nella 1° parte Ora voglio raccontarvi come lo sport, compagno di una vita, come leggete nella mia storia, mi aiuta ad affrontare il viaggio da “Se mi fermo mi raggiunge . Nell’ultimo mese ho ricominciato ad allenarmi in maniera continuativa e corretta, e i benefici sono stati immediati. Ma la storia nasce prima, una decina di anni fa.

Nell’estate del 2010, stimolato dal mio amico Bobo Passirani, plurimaratoneta, decisi che nell’anno dei miei cinquant’anni avrei fatto la mia prima maratona.

con Bobo alla mia terza maratona

A quei tempi giocavo a tennis un paio di volte la settimana, correvo saltuariamente senza seguire nessuna tabella di allenamento, giusto per avere fiato per le partite. A quel punto però le cose cambiavano.

Fin dalla preparazione della prima maratona decisi di affidarmi ad un professionista. A cinquant’anni iniziare a correre 3/4 volte la settimana senza un criterio poteva portare a problemi e infortuni.

E infatti. La prima cosa che Alberto Schivardi, il coach che mi sono scelto, mi disse era che dovevo reimparare a correre (se volete iniziare a correre con continuità leggete l’articolo).

Poi dal 2014, quando ho iniziato con il triathlon, ogni anno prima di cominciare la preparazione mi sottopongo al test funzionale per la corsa, per la bicicletta e per il nuoto.

La valutazione funzionale

Con questa pratica è possibile capire come il corpo dell’atleta si adatta a diverse intensità di sforzo fisico. Test specifici misurano l’andamento e la variazione dei parametri fisiologici (frequenza cardiaca, concentrazione di acido lattico) durante lo sforzo fisico.
Per gli sport di endurance come il triathlon ( nuoto, ciclismo, corsa) la valutazione funzionale per determinare i valori limite – detti anche ‘le soglie’ (aerobica e anaerobica) – e i ritmi di allenamento è un passaggio fondamentale per una corretta programmazione di allenamenti e gare.

La soglia aerobica (SA) è livello di intensità al quale si produce tutta l’energia necessaria attraverso il sistema ossidativo. Sino a questo livello esiste equilibrio tra produzione e smaltimento dell’acido lattico, quindi non vi è accumulo. Il substrato energetico usato sono i lipidi, cioè i grassi.

A intensità superiori a quella della SA c’è un aumento della concentrazione di acido lattico (AL) nel sangue senza però subire un calo nella prestazione. Il substrato energetico, man mano che l’intensità aumenta, si arricchisce di glucidi (carboidrati ) perché possono fornire energia molto rapidamente.

Aumentando ancora l’intensità di esercizio ci si avvicina alla soglia anaerobica (SAN). E’ quella zona di intensità in cui inizia l’intervento del sistema energetico anaerobico lattacido (per sopperire alla quota di energia richiesta, che il sistema aerobico non riesce a soddisfare) e oltre la quale si perde totalmente la possibilità di smaltire acido lattico e si procede all’accumulo dello stesso nei muscoli, con un calo della prestazione entro pochi minuti. Il substrato energetico sono esclusivamente glucidi.

Per convenzione fino a qualche anno fa si stabilivano queste zone a 2 mmol/lt e 4mmol/lt. Ogni individuo è diverso dall’altro, anche solo per la tolleranza all’acido lattico (a causa dell’individualità della composizione di fibre muscolari) e la presenza di enzimi predisposti al suo smaltimento.

Gli studi scientifici più recenti definiscono queste soglie come delle “zone”. Ad oggi, con variazioni individuali che il tecnico deve saper attribuire, sono state rettificate cosi:
Soglia Aerobica tra i 2 e i 2,5 mmol/lt
Soglia Anaerobica trai 4 e i 6 mmol/lt
A livello scientifico sono riconosciuti diversi protocolli di test ma solo alcuni, per praticità, ripetibilità e attendibilità dei risultati sono i più usati.

Nel ciclismo l’utilizzo dei misuratori di potenza ha completato la ormai accreditata frequenza cardiaca in relazione all’acido lattico.
Nella corsa, l’unione di frequenza cardiaca e velocità in relazione all’acido lattico mantengono la loro validità da sempre, anche loro oggi completate dalla misurazione della potenza di spinta al suolo grazie ai misuratori di potenza al piede.
In queste ultime due discipline il protocollo di Mader a scalini da 4 minuti con aumenti di 50watts su cicloergomentro e 1-1,5km/h a 0,5 % di pendenza fissa su tapis roulant sono i test più diffusi, i più pratici e in più accreditati.
Questi test saranno poi confrontati con test sul “campo” come un test di 20min all out in bicicletta in salita per stabilire la potenza critica e un test di corsa su distanze ripetute in pianura per stabilire il passo critico.

Alberto, nel mio caso, ha deciso di optare per l’esecuzione dei seguenti test:

Nuoto:
Differenziale 200mt-100mt per determinare il passo di massimo consumo di ossigeno (B2 codice andatura) per 100mt e dal quale poi calcolare tutte le altre andature.

Ciclismo:
Test di Mader su propria bicicletta con ciclomulino elettronico (certificato 1% errore potenza imposta) con partenza da 50 watts e incrementi di 50 watts ogni 4min fino al raggiungimento di almeno 4mmol/lt e un delta lattato >1mmol/lt rispetto al precedente prelievo.
Segue test di confronto con propria bicicletta con power meter, in salita regolare, per 20min al massimo possibile.

Corsa:
Test di Mader su tapis roulant a inclinazione fissa 1%, partenza a velocità ridotta, simile a quella di riscaldamento e incremento di 1km/h ogni 4min fino al raggiungimento di almeno 4mmol/lt e un delta lattato >1mmol/lt rispetto al precedente prelievo.
Segue test su strada su distanze ripetute da stabilire ( 2km, 3km…)

A raccolta dati effettuata vengono creati i ritmi di allenamento delle singole discipline ( fondo lento, lungo , medio, soglia, vo2max) e il programma di allenamento personalizzato per me.

E ora come sto andando?

In tutte le discipline di endurance, i parametri principali per essere in grado di sviluppare una performance, degna di essere chiamata tale, sono la quantità, la costanza e la qualità degli allenamenti.

Prendiamo in esame gli ultimi 2 anni, attraverso i dati raccolti grazie alla piattaforma Training Peaks. Questa applicazione, largamente utilizzata per la condivisione, tra atleta e preparatore, del programma di allenamento multisport, fornisce al professionista tutti i dati necessari per tenere sotto controllo le performance, permettendogli di apportare modifiche ed aggiustamenti e di fare valutazioni analitiche dettagliate.

Insieme ad Alberto abbiamo potuto notare che nel 2019 ho sviluppato dei grandi volumi di allenamento e delle ottime performance, mentre nel 2020, per mancanza di gare ed obiettivi causa Covid, ho avuto un calo del volume generale e ho sviluppato delle performance più basse.

Questo ovviamente è dovuto anche all’avanzare della malattia, che nei momenti in cui abbassiamo la guardia diminuendo l’attività fisica, si prende degli spazi più ampi.

Nonostante ciò, avendo fatto un importante lavoro in bicicletta per preparare il viaggio verso Roma, la capacità prestazionali generali sono rimaste comunque degne di nota. Infatti tra il 2019 e il 2020 la potenza di Soglia, cioè la capacità di resistere nel tempo per un’ora ad una data potenza, in bicicletta, è rimasta pressoché invariata e questo ha generato dei vantaggi anche nella corsa, anche se la mia percezione era di una facilità di corsa molto più bassa.

Ciò che è interessante è che la bicicletta richiede una capacità coordinativa minore rispetto alla corsa, in quanto il movimento è vincolato dai pedali. Questa facilità può essere utile per chi ha delle difficoltà importanti, vero è che smettere di fare ciò che ci riesce difficile è un modo per permettere alla malattia di limitarci, mentre continuare a sforzarci anche nelle attività che ci risultano più difficili, può essere un buon modo per combattere l’avanzare dei sintomi.

Dunque con questa convinzione, quello che ho deciso di fare per afrontare il 2021 con determinazione, è stato ricominciare con maggiore impegno al di la della situazione Covid19, ponendomi mentalmente dei traguardi importanti, senza preoccuparmi se saranno confermati o cancellati.

Non succedeva di allenarmi con la stesso impegno, determinazione e rispetto del programma, da giugno del 2019 quando, dopo sei mesi di preparazione specifica per il mio primo Triathlon Medio, avevo patito l’esperienza del ritiro nella prima ed unica gara che non ho portato a termine.

Il risultato è stato che, in 40 giorni di impegno costante sono tornato a correre distanze, che non riuscivo più a correre, dalla, maratona di new york del 2019 , senza camminare per qualche centinaio di metri, per riprendere fiato, al massimo ogni 2 km.

Ieri ho corso per 16 km senza fermarmi e di questo sono veramente felice. Come ho fatto?

Ho ricominciato da zero partendo da una valutazione funzionale che ha ridefinito il nuovo punto di partenza.

Questo mi ha permesso di liberarmi dall’idea che dovessi correre per forza alle mie velocità. Invece nel riprendere da zero, piano piano ho ritrovato la facilità di corsa che credevo di aver perso per sempre, e con essa anche la fiducia in me stesso e nelle scelte che ho fatto.

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HOW PHYSICAL ACTIVITY BUILDS OUR WELL-BEING, FROM MUSCLES TO THE BRAIN.

Dopamine, BDNF, movement and sports: what you need to know. 1st part

‘molecular pharmacy ‘ just for us, totally natural and km. zero, always at our disposal, without side effects and at no cost. This is the first specific and important benefit of sport on our health. A fundamental therapeutic action to combat Parkinson’s.

We can no longer ignore it , science says it and RUUD OVERES , our guest at the interview with “I take the lever and I arrive” at 9 pm after dinner on Thursday 28-01 also told us, which I invite you to review.https://www.youtube.com/embed/KIMTDLoIs5Y?version=3&rel=1&showsearch=0&showinfo=1&iv_load_policy=1&fs=1&hl=it-IT&autohide=2&wmode=transparent

Sport determines the production of hormones and neurotransmitters , including dopamine , which are very powerful for our psychophysical well-being, and also creates a regenerative stimulus of brain cells, which responds to sport by producing the neurotrophic factor BDNF , that is brain i.e. derived neurotrophic factor, a growth factor that allows the brain to develop as if it were a muscle.

The decrease in BDNF levels is associated with neurodegenerative diseases with neuronal loss, such as Parkinson’s disease, Alzheimer’s disease, multiple sclerosis and Huntington’s disease. In addition to the neuroprotective effect, BDNF also plays an important role in energy homeostasis.

Physical activity, exercise, sports activity.

The evident and numerous benefits of physical activity make the difference in our life, generating important effects on our psychophysical well-being : but we must be clear that they are not the same thing and must be addressed with the right approach to get all the benefits. Let’s see what the differences are.

Physical activity or movement: according to the World Health Organization,  physical activity  means “any effort exerted by the musculoskeletal system that results in a consumption of energy higher than that in conditions of rest”

In our daily life, movement is about everything we do to survive, from personal hygiene, to walking, even just sitting or getting up from the sofa is considered physical activity.

Physical exercise: it is the planned and intentional attempt, specifically intended for improving physical fitness and health . It can include activities such as brisk walking, cycling, aerobic exercise, and even active hobbies such as gardening.

Sport activity: refers to physical activity that involves structured and unstructured competitive situations, and refers to a number of attributes such as endurance, mobility and strength, related to the ability to practice physical activity.

Physical exercise and sporting activity require, as structured, planned, repetitive and intentional movements , the application of the principles of training, the scientific method, the modulation and control of the parameters of quality, quantity and intensity of the stimulus .

By  sports training we mean the process of physiological adaptation   to the physical effort of  the human body  made by the athlete  to improve their  sports performance . In other words, practicing sports in an organized way   to express the best performances in a competition – or even just for one’s own psychophysical well-being  .

As part of a correct sports training it is important to define the objectives we intend to achieve , in order to correctly structure the training in terms of specificity, gradualness, progression and continuity .

This is why the correct and most useful choice for the purpose is to rely on a professional who, starting from a certain data regarding the current physical condition, determined through the functional evaluation test , structures the personalized training program that takes into account all these aspects, including the recovery phases.

Thursday 4 February in the 36th episode of the interviews of “I TAKE LEVO E ARRIVO”, on our YouTube channel Parkinson & Sport we will host my athletic trainer ALBERTO SCHIVARDI , a great and generous friend, my travel companion in this adventure from day one, who follows me providing me, in addition to his training, also AS2O his gym.

We will see how we set up the specific work on me, talking about the concepts of gradualness and progression, which combined with continuity and recovery, create the conditions for obtaining the desired results.

In the continuation of this article, we will see – through the data we have been recording since 2014 – if and how my body’s response has changed since the arrival of Parkinson’s and how we have overcome moments of difficulty.

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COME L’ATTIVITÀ FISICA COSTRUISCE IL NOSTRO BENESSERE, DAI MUSCOLI AL CERVELLO.

Dopamina, BDNF, movimento ed attività sportiva: quello che c’è da sapere. 1°Parte

Una ‘farmacia molecolare‘ solo per noi, totalmente naturale e a km. zero, sempre a nostra disposizione, senza effetti collaterali e a costo zero. Questo è il primo specifico e importante beneficio dello sport sulla nostra salute. Una azione terapeutica fondamentale per combattere il Parkinson.

Non lo possiamo più ignorare, lo dice la scienza e ce lo ha detto anche RUUD OVERES, il nostro ospite dell’intervista do “Prendo la levo e arrivo” alle 21 dopo cena di giovedi 28-01 che vi invito a rivedere.

Lo sport determina la produzione di ormoni e neurotrasmettitori, tra cui la dopamina, potentissimi per il nostro benessere psicofisico, inoltre crea uno stimolo rigenerativo delle cellule del cervello, che risponde allo sport producendo il fattore neurotrofico BDNF, cioe brain-derived neurotrophic factor, un fattore di crescita che permette al cervello di svilupparsi come se fosse un muscolo.

La diminuzione dei livelli di BDNF è associata a malattie neurodegenerative con perdita neuronale, come il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer, la sclerosi multipla e la malattia di Huntington. Oltre all’effetto neuroprotettivo, il BDNF gioca inoltre un ruolo importante nell’Omeostasi energetica.

Attività fisica, esercizio fisico, attività sportiva.

Gli evidenti e numerosi benefici dell’attività fisica, fanno la differenza nella nostra vita, generando importanti effetti sul nostro benessere psicofisico: ma dobbiamo avere chiaro che non sono la stessa cosa e vanno affrontati con il giusto approccio per trarne tutti i vantaggi. Vediamo quali sono le differenze.

Attività fisica o movimento: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per attività fisica si intende “qualunque sforzo esercitato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un consumo di energia sup