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Nella calza della Befana, 60 anni e tanti ricordi.

Oggi era la giornata della “Befana Happyrun”, la corsa/camminata a scopo benefico organizzata da Vivi Palazzolo – AssComm San Fedele di Palazzolo in collaborazione con AS2O e Parkinson&Sport, cancellata a causa della pandemia

Così come è successo nel 2019, quando nacque la prima edizione, anche quest’anno la gara sarebbe stata in concomitanza con il mio compleanno e il ricavato, sarebbe andato alla associazione Parkinson&Sport che ho fondato e presiedo dal 2018.

Annullata!

Purtroppo, come sta capitando per tante altre manifestazioni, si è ritenuto prudentemente di annullarla.

È così sfumata la fortunata coincidenza che mi avrebbe permesso di avere vicino a me tanti amici, arrivati nella mia amata Città per partecipare alla manifestazione. 

Con loro avevo immaginato di festeggiare la giornata del mio 60º compleanno, che al contrario, purtroppo, non è stato rimandato al prossimo anno.

Brindisi ai ricordi.

Mi ero immaginato di brindare insieme in una piazza in festa, con un po’ di musica e qualche minuto a disposizione per raccontare dei ricordi dei miei sessant’anni vissuti a Palazzolo, tanti dei quali molto legati proprio a Piazza Roma, dove la manifestazione doveva avere luogo.

Mi spiace che non sarà cosi, ma non voglio ricordare i miei 60 anni con rabbia per ciò che non è stato. Noi tutti in questo periodo cosi sfidante, abbiamo imparato a essere felici apprezzando quello che possiamo avere. 

Perciò io voglio vivere comunque l’atmosfera della festa, immaginando di essere con voi stamattina in piazza Roma, a brindare, sorridente, mentre dopo avervi raccontato i miei ricordi, vi avrei abbracciato tutti, ringraziandovi per aver scelto di essere li con me a festeggiare facendomi gli auguri.

La mezzanotte in piazza

Il primo ricordo, visto il periodo, riguarda la vigilia di Natale, Piazza Roma era un appuntamento fisso. 

Ci si trovava tutti per gli auguri, prima e dopo la messa di mezzanotte, tra luci e albero, presepio e zampognari, fiaccolata dei canoisti sull’Oglio e alpini che distribuivano panettone e vin brulè, oppure per i più freddolosi a brindare nei bar pieni di gente.

Chierichetto con polpacci di ferro

La parrocchia di Santa Maria Assunta, la stessa dove per anni, da adolescente, infilavo tonaca e cotta e diventavo chierichetto, tra incenso, navicella, turibolo, campane, cero pasquale e la lettura della passione la domenica di Pasqua.

La Piazza era la terra di mezzo tra le discese e le salite dei rioni alti di Palazzolo.

Nel lungo periodo in bicicletta dell’adolescenza, per andare dal rione Mura ai rioni Riva o Calci, o si accettava di faticare, o la si evitava passando dal ponte ferroviario del Cividino, che chiamavamo passerella. Io porto ancora oggi i segni di quel periodo, sempre in 2 in bicicletta, i polpacci ipersviluppati.

Tutto girava li intorno

In piazza e dintorni erano concentrati, comune, ospedale, chiesa, scuole, pizzerie e bar, fermata dei mezzi pubblici e addirittura distributori di carburante.

Ricordo la domenica sera alla Pizzeria da Gianni, sotto i portici, dove poi per tanti anni c’è stata la pizzeria Tony, e ora c’e il Rocker’s Pub. Ci andavo con mio papà a prendere la pizza d’asporto, cotta nel forno elettrico dentro delle teglie di metallo di colore grigio/nero.

Ma in piazza c’era anche La Pizzeria Isola, in fondo al parcheggio davanti al comune, che allora era sterrato bianco, senza semaforo ne parchimetri.

Il ponte sul fiume Oglio

Si la Piazza per noi era tutta quell’area che si estendeva da via SS. Trinità, zona chiesa delle suore fino alla salita dell’Ospedale, dal bar Acli all’inizio del Lungo Oglio fino all’inizio delle salite, sotto la Torre del Popolo. 

L’unico ponte transitabile dalle auto e dalle moto, era il ponte romano. Il traffico nei 2 sensi era regolato da un semaforo interminabile, con 3 punti stop, uno in piazza sull’angolo del Bar Centrale, l’altro in via Garibaldi sull’angolo dell’attuale farmacia Cottinelli e un terzo sul lungo Oglio, vicino al Bar Acli.

Quello stesso ponte romano che, durante l’estate, diventa il trampolino per i tuffi nell’Oglio, un immagine che ogni volta che la vedo, mi riporta indietro di 50 anni. Ancora oggi, come noi allora, gruppi di ragazzi in costume da bagno, dal Kayak club, allora era la Rosta, scendono verso la piazza, a piedi nudi, per andare a lanciarsi nel fiume dal ponte o dalla passerella pedonale.

Partenze e migrazioni

In Piazza Roma, a 15 anni, scendevo a piedi la mattina alle 6,15 per prendere il pullman che mi portava a Bergamo prima e a Brescia poi, negli anni della scuola.

Nelle fredde e buie mattine d’inverno, al bar della Vedova c’era già chi sorseggiava un bicchiere di bianco o di grappa. Mentre nella panetteria a fianco, in vetrina, facevano capolino, dolci irresistibili, le Fiamme e le Chiavi di Violino al cioccolato.

Dai 14/15 anni in avanti ho vissuto gli spostamenti delle compagnie da un bar all’altro della Piazza. Dall’Acli di Gabriele, alla Speranza di Fausto, fino al Centrale di Mario e Angelo.

Insieme alle compagnie che migravano in massa, si spostavano anche i problemi di circolazione delle moto prima e delle macchine poi. Ricordo partenze e arrivi di massa, con parcheggi selvaggi nello spazio del distributore Agip proprio in centro alla piazza.

Santa Lucia

In piazza c’erano anche il negozio di giocattoli e di ottica della Ginetta Canevari, la mamma di Daniela Spada, la mia prima fidanzata, tra i 15 e i 20 anni. 

In quel negozio pieno di giocattoli all’inverosimile, ho ricordi di splendide vigilie di Santa Lucia. Passata ormai l’età in cui, per non farmi vedere, stavo nascosto dietro le tende ad aspettarla, il 12 dicembre aiutavo Daniela e le commesse, vendendo e impacchettando giocattoli fino a tarda ora.

Ci guadagnavamo la pizza tutti insieme e la mancia, in un atmosfera bellissima dove si mischiavano, la stanchezza e la soddisfazione per aver svuotato gli scaffali.

Al 28 e 29

Piazza Roma 28 per tanti anni è stato l’indirizzo della Paltours, l’agenzia di viaggi di mio fratello Marco e di Papà. Mentre il 29 lo era della Lineasorriso, il mio laboratorio Odontotecnico, dove spesso la sera lavoravo.

Fuori gli amici si ritrovavano al bar Centrale, a volte succedeva che venissero a farmi compagnia, altre a chiamarmi prima di partire per la serata.

Negli anni della Lineasorriso ho vissuto gli infiniti mesi di viabilità vietata per le varie, non mi ricordo nemmeno quante, ripavimentazioni di tutta la piazza. 

La prima volta

In piazza ho visto per la prima volta Carolina, che oggi è mia moglie e mamma di nostra figlia Benedetta. Da qualche tempo, tra noi ragazzi, si era sparsa la notizia di avvistamenti di una bellissima ragazza, che i girava per il paese in bicicletta con un cagnolino nel cestino della bici.

Un pomeriggio di un sabato d’estate del 1998 siamo in zona bar Centrale, da lontano noto una ragazza che pedala su una bicicletta scura, con uno yorkshire nel cestino. Capelli mossi dal vento, canottiera, spalle scoperte, abbronzatissima e con dei leggins a strisce bianche e nere, un vero schianto, ho ancora negli occhi il suo portamento fiero e sorridente.

Io c’ero

Ricordo i giorni dell’inondazione del 1992, quando il fiume Oglio aveva rotto gli argini tra la parrocchia e il ponte romano. Il fiume scorreva nel centro della Piazza, invadendo case e tutto ciò che trovava sulla sua strada, e tornava nel suo letto oltre il macello in via SS. Trinità.

Uno dei ricordi più recenti della mia vita in piazza Roma è proprio legato alla giornata della Befana HappyRun del 2019, trovate qui il racconto e qui tutte le foto della giornata.

E anche lui

Ricordo che era una fredda giornata di sole, scaldata dalla presenza de tanti amici, quando ancora abbracci e strette di mano erano il modo per creare vicinanza e contatto. E ricordo questa bellissima foto di mio padre Francesco nella sua amata Palazzolo.

Dal 2008 svolgo la mia attività di odontotecnico a Bergamo, in BV Lab, ospite di Stefano Bonacina, collega, grande imprenditore e buon amico. La sua Azienda, lo scorso anno ha compiuto 40 anni.

In Piazza Roma ora ci vengo raramente, ma ad ogni passaggio, guardandomi intorno, rivedo facce e momenti della mia vita. Immagini di ricordi per cui posso dirmi felice di essere nato e vissuto a Palazzolo e fortunato per essere qui oggi a raccontarlo, nel giorno del mio 60° compleanno, con tanti amici e tutta la mia famiglia intorno a me.