ROBERTO TORNA IN SELLA, SETTE ANNI DOPO

Cosi cantava negli anni 80 Riccardo Cocciante. L’impresa sportiva di Roberto Russo, vista da fuori può anche essere sembrata una passeggiata in bicicletta, di domenica mattina con una amica al fianco fischiettando una canzone.

Per noi soci di Parkinson&Sport e amici di Robi è stata una giornata tra le più importanti, tra i nostri scopi più nobili e che ci rendono maggiormente felici c’è quello di essere il mezzo che permette di ritornare, o iniziare, a fare movimento e a praticare sport, a una persona con una malattia come la nostra.

A051C313-16D2-4B83-BCED-D32E41F13AC5_1_201_a.jpeg

Per Roberto è stata una cavalcata splendida tra le colline della Valtenesi e la sua rinascita atletico-sportiva, ha messo tutte le sue energie in ciò che stava facendo, ha trovato un altro alleato per la sua battaglia contro i sintomi e la progressione della malattia di Parkinson.

Questo il racconto della sua domenica mattina, “Passeggiando in bicicletta”.

Sindrome giovanile di Parkinson


“Quando mi diagnosticarono la sindrome giovanile di Parkinson smisi ogni attività sportiva…mai errore fu più grande! Decisi di mettere da parte lo sport che amavo tanto, in particolare proprio la Mountain bike.

Circa un anno fa, dopo 7 anni di inattività, grazie a Stefano Ghidotti, presidente di Parkinson&Sport, ho ritrovato la mia passione e capito che proprio lo sport poteva essere un valido alleato per tenere testa a Mr Park, mi si è aperto un mondo! Ho cominciato a pensare, perché non provare a partecipare a una gara?

AA50D8EB-B2F3-4790-9ED8-68D1768E2823.jpeg

Qualche mese fa ho ripreso ad allenarmi, a fare km. aumentando sempre un po’ giorno dopo giorno, fino ad arrivare al mio abbiettivo, 30 Km.

Duathlon della Valtenesi

Un mese fa mi si presenta un occasione ghiotta, il Duatlhon della Valtenesi a staffetta si svolgerà proprio nel mio paese di adozione, Calvagese della Riviera! Con entusiasmo ne parlo a Stefano, il quale mi dice che gli piace l’idea e mi lascia carta bianca per organizzare il tutto. Contatto gli organizzatori,  Ilario Antonioli e Matteo Salodini, che con entusiasmo accettano di ospitare il nostro gazebo e la squadra.

Comincio ad allenarmi subito sul percorso della gara, tutti i giorni con il sole e con la pioggia, nelle mie uscite cado anche alcune volte, fortunatamente senza conseguenze, se non quelle di essere finito nel fango e di ritornare a casa sporco e stanco, ma felice. Quello che era più importante è che ogni giorno che passava mi sentivo meglio.

Ero cosi preso dall’entusiasmo che mi sono allenato anche il giorno prima della gara, nonostante mi fosse stato sconsigliato. Volevo essere sicuro di conoscere il tracciato metro per metro e siccome aveva piovuto molto, volevo sapere anche dove avrei trovato le pozzanghere più insidiose. Così assieme al mio amico Claudio, mi sono fatto tre giri completi, arrivando a casa distrutto.

6D6E26D4-8D04-42E9-8C61-1FB39FDAEAC5.jpeg

Finalmente arriva il gran giorno, Parkinson&sport si presenta alla partenza con due squadre, una composta da me e Stefano e l’altra da due fantastiche atlete, Annalaura Maurin, caregiver del papà Marino, e la sua inseparabile amica di tante gare, l’ultima il mezzo Ironman di Cervia del settembre scorso, Anna Maria Plizzari.

Io e Annalaura pedaleremo sul percorso della mountain bike, Stefano e Anna Maria correranno la parte podistica, la gara si snoda tra il paese e le splendide colline della Valtenesi, affacciate sul Lago di Garda.

D.O.S.E. Dopamina, Ossitocina, Serotonina, Endorfine.

Ancora faccio fatica a crederci, sono io il protagonista stavolta, sono in pista! Non potete immaginare la mia emozione alla partenza avevo il cuore che batteva a mille, l’adrenalina e la dopamina scorrevano a fiumi, prima della partenza io e Annalaura ci siamo abbracciati e caricati producendo ossitocina ed endorfina in abbondanza, insomma ero carico come una molla.

8A0F0EED-6CEA-4B53-9B6F-89B8924A157D_1_201_a.jpeg

3.2.1. partiti! Ci scappa subito il primo errore da principiante, spingo un rapporto troppo lungo e nei primi metri pedalo a fatica fino quando capisco che devo agire sul cambio e tutto si aggiusta. La distanza da percorrere e di km 14 su due giri, il tracciato è su sterrato ondulato, la pioggia dei giorni precedenti ha reso il percorso fangoso.

Al primo giro tutto bene, pedalo e me la godo, con me Annalaura e Francesco (addetto al controllo fine corsa) che mi danno la carica. Al secondo giro le cose cambiano, sono meno reattivo e anche un po stanco, forse i tre giri del giorno prima no sono stati una buona idea, scivolo e cado in una pozzanghera, mi rialzo ma non riesco più a pedalare per il troppo fango.

Mi fermo, sento che sto perdendo fiducia in me stesso, non ritrovo nemmeno la mia grinta, sono sul punto di rinunciare. A questo punto diventano fondamentali i miei compagni, Francesco gentilmente mi rifocilla con un succo alla pera che bevo con piacere, Annalaura continua ad incitarmi, mi da consigli e mi tranquillizza mentre mi aspetta pazientemente, la sua carica e l’assistenza di Francesco mi rinfrancano, ritrovo la motivazione ad andare avanti.

La mia amica, Marisa Sivo corre in mio aiuto. 

F51CD89C-7302-4470-B76F-F28A65B10220_1_201_a

In quel momento mi sono detto voglio farcela, mi viene in aiuto un altra amica, Marisa Sivo, mi torna in mente una sua frase: “Solo chi ha tenacia può farcela”. Così riprendo la bici e ripartiamo alla volta del traguardo, anche pensando a Stefano e Anna che ci staranno aspettando, con gli altri amici, per dare loro il testimone. Al cambio siamo solo noi, le altre squadre hanno quasi tutte già completato la gara ma non importa, diamo il chip ai nostri compagni, che partono in quarta e in poco meno di mezz’ora sono all’arrivo felici.

Ho provato una grande soddisfazione nell’arrivare alla fine del percorso, mi sentivo fiero di quello che avevo fatto, sono arrivato ultimo ma il messaggio che ci eravamo prefissati era arrivato.

Mr PARKINSON, NON CI FERMERAI!” La malattia non può e non cambierà la nostra vita. Ragazzi che emozione sentire la vita addosso, che gioia infinita! Fantastica l’accoglienza  che abbiamo ricevuto all’arrivo, lo sport abbatte tutte le barriere!

Grazie,! Grazie! Grazie!

Desidero fortemente ringraziare tutto lo staff di Duathon Valtenesi , per aver preso a cuore la nostra iniziativa. Ringrazio Claudio per avermi accompagnato in allenamento e fornito la bicicletta. Un grazie speciale a Maria, mi è sempre vicina e mi supporta ogni volta che organizzo qualcosa. Grazie ai miei compagni Annalaura, Anna e Stefano, insieme ci siamo proprio divertiti.

Grazie allo sport, da quando ho ripreso ad andare in bici sto meglio, le mie mani sono più ferme e io sono più sereno.”


Grazie alla VITA, quando le sorridiamo, lei ci ripaga con momenti di pura gioia.