di Fulvio Pasotti

Stanotte ho riposato come non mi succedeva da tempo e alle 5,45 ero giĆ in piedi, si fa per dire, quasi in piedi… Diciamo che non ero più sdraiato, posizione anche questa, che, per chi soffre della malattia di Parkinson, non ĆØ sempre comoda.
La realtĆ ĆØ che che i piedi poggiavano a terra, ma tra me, seduto sul bordo del letto e il pavimento, cāerano le mie gambe, che invece stavano ancora sonnecchiando.
La sveglia per loro solitamente suona un poā più tardi, quando arriva la scarica di Levodopa fornita dallāassunzione dei primi farmaci della giornata.
La sfida del risveglio
Che si ripete ogni giorno da qualche annetto, non ĆØ sempre la stessa, a volte ĆØ regolare e va via senza intoppi, altre volte mi sorprende con effetti speciali e per alzarmi devo giocare il jolly, quello di giochi senza frontiere, comunque sono sempre necessari tempo, concentrazione e allenamento.
Oggi a scandire il ritmo della mia giornata, non sarĆ solo lāefficacia dei farmaci, ma contribuirĆ a fornirmi un boost di energia una forte motivazione.
Oggi vivrò una giornata da atleta.
Infilo la mia maglietta āNON CI FERMERAIā ed ecco la magia, mi guardo allo specchio e sono carico, sento che oggi gira bene, salto in macchina e con lāentusiasmo di un giovanotto la mia giornata ha inizio.

Direzione Pavia, un team multidisciplinare di specialisti, guidati dal Dr. Roberto De Icco e dal Dr. Federico Bighiani, mi aspetta allā Istituto Neurologico Nazionale a Carattere Scientifico, Fondazione Mondino per partecipare al:
āPROGETTO MOVE-ONā
Un progetto nato nel 2020, durante la cena di saluto alla cittĆ di Pavia, alla vigilia della partenza della 1° āBike riding for Parkinson Italyā, dallāincontro tra il gruppo dei ciclisti Parkinsonauti e Il prof. Fabio Blandini, al tempo direttore scientifico del Mondino, anche lui grande sportivo,

Quella sera Il Prof. Blandini, entusiasta dellāiniziativa e incalzato dal nostro presidente Stefano Ghidotti, che giĆ dal giorno in cui lāaveva fondata, puntava allāavvio di una collaborazione tra lāAss. Parkinson&Sport e lāIstituto, strappò un si allāallora CEO dellāIstituto Prof. Livio Tronconi, sul fatto che avremmo fatto qualcosa insieme.
Da quella sera di settembre del 2020 sono passati 3 anni, sono cambiati direttori, medici e professori, i Parkinsonauti sono transitati dal Mondino altre 2 volte.

Ma quel si, ĆØ rimasto nella memoria di Stefano, che con la sua ostinazione e anche con un poā di faccia tosta, rinnovando mail e messaggi a chi si succedeva al quarto piano del Mondino, ha trovato chi, credendo nel progetto si ĆØ impegnato per scrivere un protocollo di sperimentazione.
Valutazione omnicomprensiva
CosƬ, dalla collaborazione tra Parkinson&Sport e la Fondazione Mondino di Pavia, ĆØ nato il āProgetto MOVE-ONā che finalmente ha preso il via nellāautunno del 2022, con lāobbiettivo di valutare in maniera omnicomprensiva l’impatto benefico dell’attivitĆ fisica nella malattia di Parkinson.

A questo scopo sono state analizzate le differenze riguardo gli aspetti motori e non motori, tra una popolazione di soggetti affetti da Malattia di Parkinson abituati a regolare esercizio fisico, ed una popolazione di pazienti Parkinson sedentari.
In questi mesi sono stati raccolti dati e campioni di 14 soggetti totali, di cui 9 sono Parkinsonauti.
Di seguito sono ricapitolate nel dettaglio le analisi a cui ciascun soggetto viene sottoposto durante il progetto di studio:
- 1) Neuroinfiammazione: differenze nellāespressione di citochine pro-infiammatorie nel sangue (IL-6, IL-10, IL-1 beta, IL-4, IL-17a, TNF-alpha)
- 2) Differenza nei livelli di espressione delle proteine appartenenti alla via metabolica di Nrf2, che è uno dei sistemi antiossidanti più importanti del nostro organismo. Anche questa analisi è effettuata su campione ematico.
- 3) Differenze in parametri spazio-temporali del cammino, registrati con gait analysis inerziale.
- 4) Differenze in test clinici funzionali e biomarcatori funzionali di tolleranza allāesercizio (ad es. massimo consumo dāossigeno, cinetica del consumo dāossigeno, soglia anaerobica ventilatoria) tramite test incrementale massimale e test a carico costante.
- 5) Differenza riguardo gli aspetti psicologici e del dolore. Tramite questionari e colloquio con neuropsicologa.
- 6) Scale neuropsicologiche tarate e standardizzate sulla popolazione italiana per valutare il diverso profilo cognitivo oltre che differenze allāinterno dei vari domini cognitivi: memoria, attenzione/working memory, linguaggio, funzioni esecutive e abilitĆ visuospaziali.
- 7) Valutazione neurologica clinica.
Dopo la pioggia torna sempre il sereno
Sulla strada incontro un forte temporale che mi costringe a rallentare la marcia, conoscendo il Parkinson e i suoi rallentamenti, parto sempre con un buon margine di vantaggio.
Infatti arrivo in anticipo, e la fortuna che oggi ĆØ dalla mia, dopo la pioggia mi regala lo spettacolo, sempre emozionante, di un arcobaleno.

La fame comincia a farsi sentire, a causa del prelievo mi ĆØ stato chiesto di essere digiuno.
Su questo fronte sono ben organizzato, da tempo sono consapevole che, un corretto regime alimentare, cosi come la gestione oculata del timing di assunzione di farmaci e cibo, concorrono a fronteggiare meglio i sintomi della malattia di Parkinson.
Cappuccio e brioche
Vengo ricevuto dal personale infermieristico che mi accompagnano dal Dott. Bighiani.
Prima fase, partiamo col prelievo di sangue, seguito da una serie di domande sullāesordio della malattia e sulla terapia farmacologica.
Mentre rispondo devo impegnarmi a fondo per stare concentrato, i miei pensieri tendono ad andare al bar a far colazione, ho giĆ concordato con il dott. Bighiani una colazione al bar, cappuccio e brioche.
Mi sento un atleta
Nonostante lo sgarro mi sento bene, il cambio di routine che spesso mi manda in crisi non si fa sentire, oggi sono un atleta.

Seconda fase, vengo preso in carico dal team che si occupa delle valutazioni sportive.
Mi accompagnano al piano interrato in una palestra laboratorio, mi mettono un elastico sul collo del piede sinistro, quello colpito dalla malattia, mi attaccano ad un apparecchio per misurare la pressione, mi riempiono di elettrodi tanto che mi sembra di essere il gigante del film comico Frankenstein Jr.
SI – PUO – FAREEEEE!
Sono sdraiato su un lettino con i piedi penzoloni e mi chiedono di fare un esercizio che consiste nellāandare in estensione con la parte inferiore della gamba.

Ormai sono entrato nella parte, mentre ce la metto tutta, nei miei pensieri sto urlando, come Gene Wilder il protagonista del film: SI – PUO – FAREEEEE!
Poi mi fanno salire sulla cyclette e, oltre agli elettrodi, mi viene chiesto di indossare una maschera, attraverso la quale respiro, che misura il VO2 MAX, (volume massimo, espresso in millilitri, di ossigeno consumato nel sangue al minuto per kg. di peso), mentre pedalo a ritmo sostenuto, senza interruzioni.

Sudore e fatica
Finito di sudare e fare fatica, ĆØ il momento del colloquio con la psicologa per la valutazione della qualitĆ della vita, della capacitĆ della memoria e degli esercizi di logica.
Ma ancora non ĆØ finita, abbiamo ancora una serie di esercizi tra cui la valutazione del cammino, che di solito ĆØ il mio punto debole, ma oggi sono un atleta e non mi ferma nessuno!

Partendo da seduto su una sedia, devo alzarmi e camminare fino ai birilli segnaposto, girargli intorno e ritornare a sedermi.
Zero problemi
Faccio tutto con sicurezza ed equilibrio, anche il giro della rotonda ĆØ ok, cammino sciolto con postura dritta e senza stop, alla seconda prova mi sento come se mi fossi qualificato per le finali mondiali, lo stesso succede anche per tutti gli altri esercizi di mobilita, oggi zero problemi.

Anche dopo quasi 20 anni di Parkinson, e nonostante sia un attento osservatore della mia realtà , non ho ancora capito perché alcune volte sono sciolto e veloce nei movimenti, altre contratto e teso, o bloccato.
Per esperienza diretta, sono certo che il movimento mi aiuta, che lāesercizio ļ¬sico aerobico mi sblocca e mi toglie i dolori.
La bicicletta al posto della sedia a rotelle
A riprova di questo, e lo dico con grande gioia e a volte anche stupore, la carrozzina da parecchio tempo giace nel baule della mia auto, non mi ricordo il tempo di usarla ed ĆØ una soddisfazione toglierla solo per caricare la mia bicicletta.

Sono consapevole che ogni Parkinson ĆØ differente dallāaltro, che ĆØ una malattia subdola, che la notte le mie gambe hanno una vita propria fatta di scatti e crampi.
On e Off
So anche che ci saranno giorni buoni e giorni meno buoni, che quando sono in off tutto è più difficile.

Anche solo respirare o stare in piedi, azioni che normalmente non richiedono nemmeno la mia attenzione, in quei momenti diventano sfide molto faticose.
Credo fermamente che la costanza nellāallenamento e lāesercizio ļ¬sico quotidiano, siano i presupposti fondamentali per generare un miglior livello di benessere psicofisico.
Correre per rallentare
Ć uno strano paradosso dover correre per rallentare la malattia, ma per me funziona. Dopo una giornata come questa, la parola dāordine non può essere che MOVE-ON!

Desidero ringraziare lo staff della Fondazione Mondino per la gentilezza e la professionalitĆ .


