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Finalmente domenica si sale in sella e si va col VEnTO!

La “Bike Riding for Parkinson Italy 2021” parte domenica 20 da Torino. 25 Parkinsonauti pedaleranno per una settimana lungo il PO fino a Venezia.

Finalmente ci siamo, domenica mattina dal parco del Valentino alle ore 9,00 la carovana in rosa, volutamente ispirata ai colori del giro d’Italia, si muoverà dal viale Virgilio area park Latteria Svizzera verso Venezia. Pedaleremo in memoria di Davide Lot, attraverso la pianura padana, sulla ciclovia VEnTO, che scorre in gran parte sugli argini del del fiume Po, 25 PARKINSONAUTI e vari amici che si uniranno sul percorso pedaleranno fino al 27 giugno data in cui è previsto il nostro arrivo a Venezia.

Attraverseremo campagne e città della nostra splendida Italia, che sta ritrovando tutta la sua vitalità dopo un anno e mezzo, incontrando sul percorso associazioni di ogni genere, autorità, amici e sportivi.

Un’idea nata durante il lockdown

Voi che leggete il blog ormai mi conoscete, per chi legge la prima volta sono Stefano Ghidotti, fondatore di Parkinson&Sport. Ad aprile 2020, durante il lockdown ho dato il via, sulla pagina Facebook dell’Associazione, alle interviste a colazione di “Prendo la levo e arrivo” e in una di queste ho parlato con Simone Masotti, un paziente Parkinson che grazie alla bicicletta ed ad un viaggio con amici aveva ritrovato il piacere di viaggiare nonostante la malattia. 

E’ nata subito un’ amicizia, e insieme abbiamo cominciato a sognare un viaggio in bici, che poi è diventato realtà. Attraversare l’Italia, alla ricerca  delle associazioni  che si occupano di Parkinson presenti sul percorso, allo scopo di  incontrare a ogni tappa i soci, i pazienti e i loro familiari, testimoniando, anche attraverso le nostre storie, l’importanza di sport e movimento per affrontare e rallentare i sintomi della malattia. 

Era nato così il progetto Bike riding for Parkinson’s Italy: in 3 anni vogliamo coprire tutta l’Italia, da nord a sud, da est a ovest e un’ isola. Anche se purtroppo, per una serie di motivazioni ed intoppi, Simone ha deciso di rinunciare al viaggio, il progetto aveva preso vita ed è continuato grazie alla collaborazione di tanti altri amici.

Nel 2020, in 10 PARKINSONAUTI abbiamo percorso l’Italia da Pavia a Roma lungo la via Francigena, in 9 giorni e 17 tappe per 790 km. totali e 12000 metri di dislivello. 
Ora, grazie a quell’esperienza vissuta insieme giorno per giorno e alla forza che ci ha dato sentirci una squadra, siamo diventati un gruppo di 22 amici PARKINSONAUTI che amano lo sport.

Quest’anno continueremo il nostro viaggio in bicicletta attraverso l’Italia e le sue magnifiche città, percorrendo la Ciclovia VenTo da Torino a Venezia in 15 tappe per 655 km. 

Continueremo ad  incontrare in ogni tappa un associazione, i suoi soci, i familiari, gli amici e i cittadini, per parlare attraverso i racconti dei protagonisti, della sindrome giovanile di Parkinson, la meno conosciuta e quella che ha ricadute più spiacevoli sulla vita delle persone che ne sono colpite. Di quanto lo sport e il movimento in generale siano importanti per affrontarla, mentre impariamo a conviverci nel modo migliore.

il nostro è un viaggio in bicicletta che vuole portare un chiaro e fermo messaggio di speranza a coloro che ne sono coinvolti: combattiamo il Parkinson attraverso lo sport.

La forza del gruppo

Ci abbiamo creduto con tutta la nostra forza e siamo stati premiati, le normative Covid saranno più morbide con noi, avremo tanto sole, forse anche troppo, ma ne siamo grati al cielo.

Con me, ogni giorno da febbraio, hanno lavorato meravigliosamente all’organizzazione di questa complessa manifestazione, dando sempre più forte il senso di questo incredibile gruppo, che ad ogni difficoltà si rafforza, Roberto Russo, Samantha Vizentin, Antonella Brunacci, Filippo Mion, Massimo Guzzi, Maurin Annalaura, Merosini Alfonso, Maria Grazia Piramidal ed oggi ci siamo, si parte!

Alla fine di questo articolo, chiudo il computer, preparo la valigia e da organizzatori diventeremo pedalatori per goderci lo splendido viaggio insieme a: Acciaro Alberto, Anesa Marco, Arancio Carmela, Baldi Simone, Bortoli Daniele, Bravin Dario, Cantarelli Gianni, Chiartano Silvano, Maldacea Giulio, Gualtieri Angelo, Negri Carlo, Pastori Grazia, Ramelli Marco, Rossi Stefano, Ruaro Stefano, Sgobazzi Roberto, Terribile Claudio e Vietti e Edgardo. 👉🏻 scopri tutte le loro storie qui

Accompagnati dall’immancabile Flavio Bonini e da altri 3 autisti che si sono messi generosamente a disposizione per alternarsi alla guida dei 3 mezzi che ci seguiranno da domenica, il gruppo dei Parkinsonauti – che purtroppo negli ultimi giorni ha visto la rinuncia, per motivi di salute di Carlo Calcagni, un compagno con cui tutti avremmo voluto pedalare – si godrà una settimana di sport e condivisione, due elementi potentissimi al servizio del nostro benessere psicofisico.

Pedaleremo in memoria di Davide Lot.

Era nato in provincia di Bergamo poco meno di 60 anni fa, il 2 luglio 1961 ad Alzano Lombardo, e aveva costruito altrove la sua grande carriera sportiva. Davide Lot è morto mercoledì 10 marzo a Monopoli (Bari) dove viveva con la famiglia, vinto a soli 59 anni dall’inesorabile morbo di Parkinson. Lascia la moglie Rosalba Carrieri, i figli Dario e Mauro, la sorella Deborah e tanti tifosi che l’hanno amato e stimato.

A Monopoli aveva giocato nei primi anni ’80 nella Tognana Basket, ma successivamente era assurto ai massimi livelli del basket nazionale in Sicilia e in particolare a Trapani, dove in tre anni era stato fra gli artefici della scalata della squadra locale sino alla serie A1: il primo quintetto dell’isola a riuscire nell’impresa. Giocò anche a Pordenone, Perugia e Alcamo. (foto di apertura).

A ricordare Davide a marzo sui social (attraverso la pagina “L’umiltà di chiamarsi Minors”, dedicata al basket minore) c’è la storia raccontata da Arturo Mascio, allenatore del Basket Venafro, che conobbe Davide durante un allenamento, vedendolo rinascere grazie all’amata pallacanestro.

Questa la testimonianza integrale, che vale davvero la pena di leggere.

Aprile 2002, mi squilla il cellulare. 

È Nicola.

«Artù, ho un paziente affetto da Parkinson giovanile, una brutta bestia da affrontare, che mi dice che da giovane è stato un buon giocatore di basket e mi chiede di portarlo in un palestra a vedere un allenamento e magari fare due tiri. Sta inguaiato assai, ma vorrei dargli questa gioia. Posso portartelo stasera in palestra?»

Ore 20.30: sto per iniziare l’allenamento della C2 di allora e vedo aprire la porta del palazzetto. 

Sorretto a spalla da 2 persone della Neuromed vedo entrare un signore attempato e mal messo, piegato su sé stesso, con scarpe AllStar d’annata senza lacci che penzolavano appesi al suo collo, calze lunghe vintage, pantaloncini ovviamente cortissimi e canotta sotto una felpa del glorioso Trapani Basket. 

Dalla porta d’ingresso alla prima panchina utile a bordo campo i tre ci mettono cinque minuti, con quello in pantaloncini, al centro, che arrancava a dir poco. Mi avvicino a loro, i due mi informano che il dottor Nicola Modugno sarebbe arrivato di lì a poco e mi lasciano lui, senza dirmi nulla. 

Con un po’ di imbarazzo mi presento, gli chiedo nome e che cosa volesse fare.
Mi farfuglia nome e cognome che non capisco, e mi fa segno di dargli qualche minuto per essere pronto. Pronto a cosa?!

Non si reggeva letteralmente in piedi, mi sembrava avesse più bisogno di un letto e di una flebo, e intanto stava cercando di infilare i lacci nelle scarpe ma il suo tremolio continuo ed incessante rendeva la cosa alquanto ardua. 

Per non mortificarlo gli faccio cenno che è tutto ok e intanto inizio il mio allenamento con la squadra, che ovviamente sapeva meno di me e si stava interrogando su chi potesse essere quel povero Cristo fuori dal campo.

Inizio il riscaldamento con un classico 4 angoli, esercizio che prevede 4 file di giocatori di cui 2 con palla in mano per fare dai e vai con le altre 2. Ad un certo punto vedo lui che piano piano si stava mettendo nella fila dei ricevitori sempre mezzo piegato su se stesso e tremolante dalla testa ai piedi. 

Immagino la scena con passaggio a lui, che mai avrebbe preso la palla, e denti che volano. Faccio segno a mio fratello Nicandro di abbinarsi con lui e di passargli la palla nel modo più lento possibile. Nicandro esegue con palla morbidissima…e qui inizia un’altra storia, magica, fantastica, quasi non credibile per chi quella sera non ebbe la fortuna e l’onore di esserci.

Appena la palla arriva nelle sue mani il suo corpo ha un sussulto, il tremolio si ferma, la schiena torna dritta facendoci vedere un atleta di 1.90m abbondanti, che ripassa la palla al nostro capitano in una maniera perfetta, una sassata vera e propria, come il manuale recita. Nicandro va a canestro, lui prende correttamente il rimbalzo e inizia a palleggiare e correre (!) verso l’altro lato del campo, passa la palla ad un altro giocatore, riceve il passaggio di ritorno, prende la palla e va a canestro saltando (!) verso il ferro e depositando la palla dolcemente nella retina.

Il dubbio mi assale: Nicola ha deciso di farmi un bello scherzetto, non può essere che quello che è entrato 20 minuti fa portato quasi a spalla da due uomini sia lo stesso che ora sta volando in campo, che piano piano inizia a fare canestro da ogni posizione, che sfida ridendo quelli più forti della squadra e li batte senza alcun problema. NON PUO’ ESSERE!

L’allenamento continua, io osservo lui che però, quando si ferma a bere, ritorna tremolante e claudicante. Per poi riprendere vigore e sicurezza appena torna in gioco, soprattutto con la palla in mano. Entra finalmente il Doc. Vedo che cerca il suo paziente tra le persone sedute a bordo campo e poi non trovandolo mi chiede dove fosse Davide e finalmente scopro il suo nome.

Io gli indico quel demonio che dall’altra parte del campo stava distruggendo il mio quintetto più forte, sempre col sorriso sulle labbra e con la lingua perennemente di fuori, con un’espressione che non dimenticherò mai e che ancora oggi, a distanza di quasi 20 anni, mi dà la pelle d’oca per tutto il corpo.

Modugno è incredulo, si commuove e mi fa: «Lo sapevo, lo sapevo, sta attivando i suoi schemi motori di base, sta usando la sua memoria cestistica e così la sua maledetta malattia viene per un attimo messa in panchina e lui torna quasi sano. Appena torna a fare cose non legate al basket come bere ecco che il Parkinson ricompare e il suo corpo regredisce. Incredibile!».

Finisce l’allenamento, 

Davide era un sorriso che camminava e contagiava tutti, pure il pallone stava ridendo e noi tutti eravamo di colpo entrati nel magico mondo di Davide Lot.

Quella notte feci fatica ad addormentarmi, smanettai sul web e trovai tutta la fantastica carriera di quel ragazzo adorabile che per circa un anno riempì la mia vita, e di tutti quelli che ebbero l’immane fortuna di incrociarlo in palestra o in giro tra Venafro e Pozzilli. (Arturo Mascio – Basket Venafro).

Partecipa all’evento nell’evento

Lo scorso anno, alla partenza da Pavia della Bike riding 2020, erano presenti esponenti del gruppo dirigenziale dell IRCCS, Istituto Neurologico Nazionale a Carattere Scientifico, Fondazione Mondino di Pavia, con cui collaboriamo dall’inizio della mia avventura e dove presta il suo operato il mio amico e neurologo Dr. Enrico Alfonsi. Ci eravamo lasciati con delle promesse che sono diventate collaborazioni e iniziative, come il “World Parkinson’s Day” dell’11 Aprile e ora nel nuovo “Progetto MOve ON by MOndino e ParkisON&Sport” nato nelle ultime settimane, che presenteremo lunedi 21 alle 17,45, durante l’evento organizzato presso l’Istituto Mondino in via Mondino a Pavia.

Programma:
Ore 17.45            Arrivo Parkinsonauti c/o Mondino e foto istituzionali

Ore 18.00            Saluti Istituzionali:

Prof. Livio Tronconi

 Introduzione al Progetto MOve ON by Fondazione Mondino

Ore 18.15           Sig. Stefano Ghidotti

Introduzione al Progetto MOve ON by Parkinson&Sport

Presentazione del docufilm “NON CI FERMERAI” e del PARKINSONAUTI TEAM

Ore 18.55            Prof. Pisani: Sport e Parkinson

Ore 19.05            Dr.ssa Minafra: Terapia riabilitative e sport

Ore 19.15            Interventi dal Pubblico

Ore 19.30            Aperitivo 

Per partecipare, inviate una mail all’indirizzo: bolla@bquadro-congressi.it, i posti sono limitati.

Pedala con noi

Aiutaci anche tu a spingere sui pedali, puoi farlo iscrivendoti subito QUI all’ associazione Parkinson&Sport, rinnovando QUI la tua iscrizione per l’anno in corso o attraverso un contributo, anche piccolo DONA ORA

Pedala con noi in una delle 8 tappe, guarda il programma, registra l’indirizzo di partenza della tappa che vuoi condividere con noi, puoi utilizzare la tua MTB o GRAVEL o BDC, muscolare o assistita, e fatti trovare 15 minuti prima dell’orario indicato, sarai il benvenuto.

Se decidi di unirti a noi inviaci una mail all’indirizzo info@parkinsonsport.com 

Vieni a salutarci

Vi invitiamo a venire a salutarci sia alla partenza che all’arrivo, in tutte l piazze che trovate nel programma, ma in particolare in Piazza Duomo a Milano, dove saremo martedi 22 tra le 11,30 e le 12,30, in Piazza Duomo a Crema lo stesso giorno tra le 18,00 e le 19,00, in Piazza Garibaldi a Zibello alle 16,30 di mercoledì 23 e all’arrivo al parco San Giuliano a Mestre, domenica 27 alle 12,30.

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La Bike riding for Parkinson Italy 2021 è patrocinata da:

Tutto ciò è possibile anche grazie ai nostri sponsor.

La nostra voglia di TRASFORMARE LA SFIGA IN SFIDA sarà la benzina per i nostri muscoli, ci siamo allenati e siamo pronti, ora diamoci una mossa e via come sempre tutti iensiem all’urlo “NON CI FERMERAI”

#bikeride4parkita2021 #diamociunamossa #noncifermerai #malatidisport