Mentre tutto il mondo del Parkinson celebrava il āWorld Parkinson Dayā, nel 200° anniversario della nascita di James Parkinson, Marco Ramelli e Roberto Ripani, due rappresentanti del Parkinsonauti Team, erano impegnati nella prima gara dell’anno ed anche della storia del Team, il 4° Duathlon sprint Citta di Foligno, memorial Danilo Pascucci
Ć stato un grande successo, tra TV, canali social e la piattaforma, centinaia di persone hanno seguito il programma e i collegamenti con gli ospiti da tutto il mondo. Nei prossimi giorni creeremo per ogni ospite e argomento un contenuto video in entrambe le lingue, per facilitarne la visione.
Noi PARKINSONAUTI lāabbiamo vissuta cosi, alternando Parkinson & Sport, seguendo l’evento che avevamo programmato la mattina su Well TV che potete rivedere, qui in italiano e qui in inglese e incitando a distanza i nostri atleti che si preparavano a disputare la loro prima gara del 2021.
Per Marco era la seconda partecipazione ad una gara di endurance, dopo la staffetta alla maratona di Romeo e Giulietta, a Verona lo scorso febbraio 2020, lāultima manifestazione sportiva a cui abbiamo preso parte appena prima del lockdown.

Mentre Roberto Ripani, Parkinsonauta triathleta, fondatore del gruppo T.& N.T. è ormai un habitué dei campi gara della FITRI.

Il racconto di Marco
Ć emozionante per me, ancora oggi a distanza di qualche giorno, ripensare a tutte le emozioni di una giornata cosƬ importante.Ā Voglio raccontarvi dellāimpegno e della determinazione che ho messo in campoĀ per preparare la mia prima gara ufficiale di duathlon distanza sprint: 5 km run, 20 km. bike, 2,5 run.
Io vengo dal nuoto, ho iniziato a andare in bicicletta da un anno e la corsa non ĆØ proprio la mia specialitĆ preferita, il mio punto dāarrivo saranno le gare di triathlon, dove lāacqua iniziale mi darĆ maggiore piacere, ma da qualche parte bisogna iniziare, allora eccomi qui a Foligno.
La preparazione
Sono salito su un bici da corsa 2 mesi fa, dopo essermi sottoposto ad un test di valutazione funzionale da Alberto Schivardi, il coach di noi parkinsonauti.Ā Da quel giorno seguo un programma di allenamento specifico per i miei obiettivi e le mie caratteristiche, abbinato ad un piano alimentare specifico studiato per me dal dott. Ferrigno. Da quando mi alleno con costanza i risultati sono stati da subito evidenti per me ed anche per le mie ginocchia, nellāultimo anno ho perso quasi 15 kg. La mia forza di volontĆ , la voglia di arrivare e la certezza che la preparazione mi ha dato, sono stati fondamentali per condurmi fino alla linea di partenza.
Lo spirito del Parkinsonauti Team
Il resto lo hanno aggiunto i miei compagni di avventura, Roberto con la sua esperienza mi ha aiutato nei preparativi dei materiali, delle procedure, fino alla commovente sorpresa finale che vi racconto più avanti e Antonella, con la sua dolcezza mi ha incitato e sostenuto, oltre a trasformarsi per lāoccasione in cineoperatrice, documentando la giornata di sport e amicizia.
Stiamo dando tutti il meglio di noi, per confermare che i parkinsonautiĀ possono veramente fare tutto, dobbiamo continuare a volerlo fino in fondo, e per questo essere uniti fa la differenza. A Foligno si ĆØ presentata la squadra compatta del Parkinsonauti Team di Parkinson&Sport, con Roberto Ripani del gruppo T.& N.T. e la moglie Patrizia, io, Marco Ramelli ed Antonella.
La gara
La gara ĆØ stata molto dura, tutta col vento in faccia, io ho dato tutto nei primi 5 km. di corsa e in bicicletta, poi mi sono trovato nella frazione finale di corsa senza benzina.

E qui la squadra ha fatto il miracolo: Roberto, il mio compagno e mentore di questa impresa sportiva, che mi aspettava dopo aver finito brillantemente la sua gara, ha spogliato la giacca a vento che lo proteggeva dal freddo e si ĆØ rimesso a correre. Con il permesso dei giudici di gara, che ringraziamo per lāaffetto dimostrato nei confronti dei parkinsonauti, abbiamo fatto il giro finale insieme, incitati da tutti fino al taglio del traguardo.
Questi sono i parkinsonauti,Ā magari non ci siamo mai incontrati prima, ma se si tratta di aiutare un compagno in difficoltĆ ci facciamo altri 2,5 km di corsa senza pensarci troppo. Sui social ricevevamo incitamento e supporto dagli altri compagni del gruppo che, con Stefano Ghidotti, partecipavano al World Parkinson Day.
Questo sono io, nonostante un dolore al polpaccio sinistro sin dal secondo chilometro, in barba al freddo e al vento che sembrava soffiare sempre contro, non ho mai preso in considerazione, nemmeno per un attimo, l’ipotesi di fermarmi. Sono arrivato 4° di categoria su 6 e 130° su 173 iscritti.Sono orgoglioso e felice di essere arrivato in fondo, dietro a me altri 43 non sono arrivati o addirittura nemmeno partiti.

Abbiamo finito con una festa preparata per noi, nel bagagliaio dellāauto, da Patrizia e Antonella, causa misure anticovid non cāerano nĆ© tavoli nĆ© sedie, ne caffĆØ caldo, ne tantomeno docce, ma i dolci da tutta Italia portati da Roberto ed Antonella erano buonissimi.

Per me, lo scorso anno, il duathlon era un sogno, ora che lāho raggiunto, ho capito ancora più chiaramente che i sogni possono diventare realtĆ , tutte le volte che lo vuoi veramente.
Il Parkinson poi giĆ lo sa, NON CI FERMERĆ, mai!
Il racconto di Roberto
Ad una settimana di distanza ĆØ ancora forte lāemozione vissuta nel partecipare al 4° Duathlon CittĆ di Foligno memorial Danilo Pascucci con colori del gruppo T.& N.T. Con lāamico e atleta del PARKINSONAUTI TEAM Marco Ramelli, con il supporto di mia moglie Patrizia e della grintosissima Antonella, che non si spaventa di fronte a niente, abbiamo portato la nostra testimonianza, proprio lā11 Aprile nel giorno del World Parkinson Day.
Il mio primo Duathlon ĆØ andato cosi:
Partenza al buio, era la prima esperienza in questa specialitĆ .Ā Nella prima frazione ho cercato di tenere il passo senza forzare troppo, tenendo un atteggiamento conservativo, la gara era ancora lunga.

Poi sono salito in bici e mi sono detto: ā20 Km li ho senza problemi! ā E cosƬ testa bassa e giù gambe a tutta fino allāarrivo in zona cambio con le gambe un po’ legnose, tanto da temere di non riuscire a vedere il traguardo.

Poi ho raccolto le forze e con determinazione sono partito per la frazione finale, poco alla volta i quadricipiti si son sciolti, 2,5 km non sono tantissimi e a fine gara mi sono detto che forse potevo spingere un po’ di piĆŗ.
Il nostro messaggio
Il Parkinson colpisce anche i giovani, lo sport ĆØ di grande aiuto, la nostra presenza nei campi di gara di Triathlon e Duathlon dāora in avanti vorrĆ affermare questo importante concetto. Io e Marco ci siamo buttati con coraggio in questo duathlon anche con questa finalitĆ , oltre che per divertirci.

L’amico Dario Daddo Nardone, speaker dellāevento e i giudici di gara, ci hanno supportato per tutta la giornata, e cosƬ abbiamo avuto modo di lasciare, a chi ci ha visto faticare lungo il tracciato, il nostro messaggio. Anche se la vita ti fa uno sgambetto e ti trovi a terra, puoi sempre decidere di rialzarti, magari con l’aiuto di qualcuno che ti tende la mano, perchĆ© la condivisione ĆØ un grande valore, INSIEME si va più lontano.
Lāappuntamento con il TEAM dei PARKINSONAUTI ĆØ per il prossimo evento questa volta TRIATHLON per curarci facendo sport INSIEME.
State connessi, altri appuntamenti sportivi aspettano il Parkinsonauti Team e noi saremo pronti a raccontarveli.


