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Da Civitanova a Cervia, Parkinsonauti al MEZZO IRONMAN

Siamo ad un nuovo appuntamento con il triathlon, stavolta in gara saremo in 2 a rappresentare il PARKINSONAUTI TEAM io e Annalaura Maurin, un amica caregiver e coach di “Rock steady boxe” che si è guadagnata sul campo il diritto di far parte del PARKINSONAUTI TEAM.

Annalaura non ha tutte le caratteristiche, le manca la malattia di Parkinson, ma è una preziosa amica, abbiamo già condiviso tante avventure sportive. Lei ogni volta rappresentava il suo adorato papà, Marino Maurin, che con il Parkinson ha vissuto gli ultimi 16 anni, cantando le canzoni di Frank Sinatra, cercando sempre la soluzione migliore per vincere la sua battaglia contro il nostro scomodo ospite, fino a luglio di quest’anno quando ci ha lasciato.

Anna, appassionata di viaggi in bicicletta, è una triathleta e una di noi già dai primi giorni. Ha partecipato alle “Bike riding for Parkinson 2020 e 2021” mettendo a disposizione la sua esperienza di viaggiatrice per redigere le tappe e conducendo ogni mattina alle 6,15 la mezz’ora di risveglio muscolare e stretching.

Saremo insieme al via domenica sulla distanza del triathlon medio, in gergo 70.3, anche detto Mezzo Ironman, 1900 m. di nuoto, 90 km. in bicicletta e 21 km. di corsa. Annalaura ha già completato questa gara nel 2019 quando io avevo partecipato all’olimpico.

Sono sicuro che sarà molto importante averla al mio fianco nella frazione finale di corsa, ci faremo compagnia chiacchierando, mentre portiamo a termine la nostra impresa. Ci siamo già confrontati e siamo consapevoli di non avere portato a termine una preparazione completa e brillante, quella che sarebbe necessaria per poter correre con scioltezza per tutta la mezza maratona finale.

Se vuoi seguirmi in tempo reale, puoi scaricare questa applicazione.

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Ci sarà d’aiuto la forza di volontà quando sarà il momento di rispondere agli autosabotatori, quelle vocine che arrivando direttamente dal cervello, da un certo punto in poi, cominceranno a sussurrarci da dentro la nostra mente: adesso basta, sei stanco, non ce la puoi fare, perchè devi fare tutta sta fatica? Qual è la ragione di stare qui invece che essere tranquillamente in camere a riposare dopo una bella doccia? Dai non fare l’eroe che poi domani la paghi, sei malato, la tua non è una scelta intelligente, e via così, potrei andar avanti per giorni.

Per arrivare fino qua la strada è stata lunga e impegnativa, la preparazione ha preso inizio da dicembre del 2020, mediamente mi sono allenato tutti i giorni, passando attraverso le difficoltà che il periodo Covid ha comportato.

Ma è proprio questo che mi motiva! Quando ci poniamo un obiettivo come questo, il primo vero ed importantissimo risultato è che teniamo il nostro fisico in allenamento. Questa è la migliore terapia che, insieme ai farmaci che a volte sono necessari per muoverci, possiamo adottare: rallenta la progressione della malattia, non ha effetti collaterali, è sotto la nostra responsabilità e possiamo accedervi tutte le volte che vogliamo a km. zero e costo contenuto.

Qualcuno mi chiede: ma come fai? Altri mi dicono: si va be ma tu sei allenato, poi non sembri nemmeno malato. Spesso aggiungono: io non ce la farei mai! Ma poi come potrei, non ho tempo, mi fa male questo e quello, sono troppo o troppo poco, i migliori arrivano a dire: si va bene l’attività fisica e lo sport, ma io sto bene anche cosi.

Chiedetelo agli atleti del PARKINSONAUTI TEAM, soprattutto a quelli che negli ultimi mesi hanno adottato nuove abitudini, cambiando il modo di pensare e agire, cambiando modo di alimentarsi e di organizzare il proprio tempo per inseguire obiettivi che, fino a quando non hanno cominciato ad agire muovendosi nella giusta direzione, sembravano impossibili.

Come Marco Ramelli di Sesto Fiorentino e Angelo Gualtieri da Camisano, CR, che oltre al viaggio in bicicletta da Torino a Venezia di giugno quest’anno hanno partecipato alle loro prime gare di triathlon.

Oppure a Stefano Ruaro, di Vicenza, che già praticava il triathlon con ottimi risultati prima della diagnosi di un anno e mezzo fa, ma che dopo quel momento si era fermato convinto di non essere più in grado. Quest’anno oltre al viaggio in bicicletta con i PARKINSONAUTI ha rispolverato il suo body da triathlon e ha già portato a termine 3 gare, migliorando ogni volta.

Chiedetelo alle ragazze della Bike riding, come Samantha Vizentin, Antonella Brunacci, Carmela Arancio e Mariagrazia Pastori che in pochi mesi sono passate dal non vado in bicicletta, a ci vado spesso, e ora lo fanno più volte alla settimana sentendosi molto meglio.

Oppure a Gianni Cantarelli da Parma, che dal non essere quasi capace di andare in bicicletta dell’inizio dell’anno, alla fine di agosto è partito in solitaria da casa per raggiungerci a Civitanova e passare un weekend insieme, prima di proseguire, sempre solo, fino a Barletta.

Nel primo weekend di settembre eravamo tutti insieme a Civitanova Marche per partecipare ad una gara di paratriathlon che fa parte del circuito IPS organizzato dalla Fitri grazie soprattutto all’impegno dell’amico Neil MacLeod. In quell’occasione proprio per preparare la gara di domani a Cervia, ho preso il via a 2 gare nella stessa mattina, un super sprint e uno sprint, ottenendo un gran risultato, soprattutto nella gestione del tempo che avevo a disposizione per finire la prima gara e iniziare la seconda.

Voglio ringraziare per l’ospitalità Marco Tarabelli e tutta l’organizzazione del Civitanova triathlon. Ci siamo divertiti moltissimo e abbiamo preso parte ad una manifestazione organizzata in modo perfetto, in un luogo splendido che il solito Daddo Dario Nardone, speaker ufficiale, ha saputo valorizzare anche grazie ad un ospite particolare per il mondo del triathlon, Justine Mattera, che ha saputo sorprenderci e affascinarci con la presentazione del suo libro.

La prossima settimana vi racconteremo com’è andata, intanto ci mettiamo in gioco, dando il meglio di noi stessi per continuare ad urlare in faccia al Parkinson, “NON CI FERMERAI”