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UN VIAGGIO PUÒ CAMBIARTI LA VITA.

Bike Stories 1° Puntata, Alberto Acciaro

Parkinsonauta determinato, pedalatore infaticabile, lavoratore metodico con una famiglia splendida, la moglie Cecilia e i figli Nicola e Laura. Riservato, a volte un po’schivo e solitario, ma con in mano un gelato e il casco in testa si trasforma e torna ragazzo con il sorriso, pronto a partire per una nuova avventura.

Questo è il profilo che trovate nel sito della “Bike riding for Parkinson’s Italy 2020”

Alberto  Acciaro, 58 anni da Nonantola, MO 

Parkinsonauta da 3 anni

Amante della Mtb da oltre un decennio. Dopo aver partecipato a numerose gare su tutto l’arco alpino, mi sono convertito alla bici da corsa e recentemente anche alla e-bike. Insieme alla famiglia e il lavoro, lo sport occupa parecchio del mio tempo, l’equazione è: più sport meno malattia. Appena sono venuto a conoscenza di questa iniziativa ho aderito subito, tanta è la voglia di condividere con amici un esperienza nuova. Sarà un avventura densa di fantastici momenti di condivisione, confronto e crescita, tanto nei momenti di libertà quanto nelle occasioni che ci vedranno affrontare la fatica e le difficoltà della malattia di Parkinson.

Il Passista

Alberto, il “Parkinsonauta anziano” tra quelli che hanno pedalato con la muscolare, per tutti noi ora è il Passista, il classico corridore, del nord Europa, che nelle salite dure perde la ruota del gruppo ma poi recupera nel misto.

Ecco la sua testimonianza di ritorno dal viaggio.

UNA SETTIMANA PUO’ CAMBIARTI LA VITA

Protagonisti sono 11 persone affette dalla malattia di Parkinson che a malapena si conoscono e che, guidate da un carismatico leader, lasciano la vita di tutti i giorni, comoda o scomoda che sia, per cimentarsi in un’avventura ai limiti delle proprie possibilità: da Pavia a Roma sulla via Francigena, 800km in bicicletta con 10.000 metri di dislivello.

Persone davvero speciali con i propri pregi e limiti ma estremamente coraggiose e forse un po’ incoscienti come quando a 15 anni si andava in vacanza con la parrocchia e se ne combinavano di tutti i colori.

Ed in effetti questo è successo. 9 intense giornate di sfida a tutto: alla fatica, alle cadute, alle ferite, ai crampi, alle catene spezzate, alle forature, agli orari sballati, alle strade bianche, alle salite al 24%, alle levatacce e al caldo estivo.

E in questo humus le persone sono diventate amiche, hanno condiviso di tutto e di più, hanno riscoperto i valori veri della vita.

Persone, amici, fratelli; un percorso intenso in pochi giorni.

Un divenire parte di uno stesso progetto.

E poi l’ultimo giorno l’arrivo a Roma, dove ci aspettava il Santo Padre. Sì, proprio lui in carne ed ossa: che emozione.

Il giusto premio al coraggio di 11 impavidi gladiatori che hanno aperto una nuova via come sulle grandi montagne, la via della consapevolezza che con il Parkinson si può convivere e fare tutto quello che fanno le persone sane. E forse anche di più.

Evviva noi, evviva la nostra gioia di vivere e di testimoniare. Evviva tutti coloro che con noi hanno viaggiato durante una settimana davvero speciale.

Di seguito trovate tutta l’intervista a colazione di “Prendo la levo e arrivo” di mercoledi 24 settembre, ad Alberto Acciaro, condotta da Stefano Ghidotti e Samantha Vizentin.

Arrivederci alla 2° puntata delle “Bike Stories” la prossima settimana.