Istruzioni per vincere, motivazioni per vivere.

Sabato 15 dicembre abbiamo partecipato in 6, una amica e 5 pazienti, soci dell’associazione Parkinson&Sport, alla seconda tappa del percorso iniziato alla mezza maratona di Milano. L’obiettivo è di supportare e aiutare a compiere la “Propria impresa sportiva” ad ogni amico con il Parkinson.

Istruzioni per vincere: questo interessante corso di Ekis, strutturato per fornirci strumenti e strategie motivazionali e migliorare la nostra prestazione, ha contributo a creare  in noi la convinzione che con il giusto atteggiamento possiamo affrontare qualsiasi sfida in ambito sportivo.

La preparazione degli atleti professionisti negli ultimi anni non è più concentrata sul miglioramento della tecnica. Un tempo vedevamo campioni come Maradona o Pelè, funamboli con il pallone ma con un fisico che paragonato gli atleti di oggi era ridicolo.  La preparazione atletica si è sviluppata grazie a ricerche scientifiche e tecnologie applicate alle attrezzature da palestra, che abbinate a studi sull’alimentazione hanno permesso di ottenere risultati, sia in termini di potenza che di resistenza, ottimali e mirati al tipo di sport o di gesto atletico richiesto.

Ma saper fare perfettamente un gesto tecnico, avendolo ripetuto migliaia di volte, come il tiro libero nel basket per esempio, o disporre di risorse atletiche che ti permettono di correre una maratona in due ore e dieci minuti, non sono caratteristiche di per sé sufficienti a farti raggiungere l’obiettivo, se queste capacità non vengono utilizzate nel modo giusto al momento giusto.

Per questo motivo sempre più campioni dello sport si avvalgono della collaborazione oltre che di preparatori tecnici e atletici, anche di persone, i mental coach, in grado di generare in loro la giusta motivazione, e aiutarli a orientare il loro focus mentale verso l’obiettivo.

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A questo punto la domanda è: anche un atleta dilettante può usare queste risorse per migliorare le sue esperienze sportive?

Faccio sport da cinquant’anni ormai, nel primo articolo del blog, “Parkinson&Triathlon Una Storia da raccontare vi ho già detto dei miei trascorsi sportivi agonistici, potrei citarvi decine di situazione in cui il mio atteggiamento mentale invece che spingermi verso la meta, mi ha fatto perdere delle partite di tennis o sbagliare dei canestri importanti.

Emblematico è un momento che non dimenticherò mai e riguarda proprio questo aspetto. Riguarda la nostra gara alla 100 miglia del Garda con una barca velocissima, l’ Asso 99. Dopo 12 ore di regata, il momento più difficile è stata l’ultima mezz’ora, ci trovavamo in testa al gruppo con un buon distacco, il vento era forte, intorno ai 40 nodi, sotto spinnaker navigavamo in planata continua a 20/25 nodi di velocità, quando durante una strambata ci siamo sdraiati sull’acqua perdendo un membro dell’equipaggio.

Velocemente lo abbiamo recuperato, abbiamo sistemato l’attrezzatura e siamo ripartiti, mantenendo la prima posizione ma con i nostri avversari molto più vicini. Ormai eravamo in vista dell’arrivo, ci mancava solo ancora una strambata, la stessa manovra che avevamo appena sbagliato, quando il timoniere ha urlato l’ordine: “strambiamo!”.  Il prodiere, responsabile della manovra, preso dal timore di sbagliare causando un’altra scuffia non voleva farla. Senza la strambata i nostri avversari, che l’avevano già fatta, ci avrebbero inevitabilmente battuti, con un altro errore avremmo comunque perso la regata. C’era solo un’opzione. Fare la manovra, e farla bene.

In quegli interminabili secondi è stato l’atteggiamento vincente degli altri componenti l’equipaggio a cambiare lo stato mentale negativo del prodiere. Riguadagnata la fiducia, abbiamo fatto la manovra, senza errori. Abbiamo vinto la regata, e la sfida con noi stessi.

Ho la sensazione, condivisa anche con gli altri partecipanti dell’associazione, che questa fiducia ci sarà utile non solo nei percorsi di gara, ma sopratutto nella nostra lunga battaglia con il Parkinson.