1972 LEDRIADI, 2018 LEDROMAN

Io e la Val di Ledro, una storia iniziata molti anni fa. Che continua, per la precisione questo weekend. Allora invidiavo i miei fratelli che facevano le Ledriadi, oggi mi sento uno dei protagonisti. 

Avevo otto anni. Ascoltavamo, sdraiati sul letto a castello, i 45 giri di Lucio Battisti con un mangiadischi arancio. Canticchiavamo La canzone del sole, guardando fuori e aspettando che smettesse di piovere. Perchè la Val di Ledro è così, bellissima e verdeggiante nei giorni di sole, ma con estati in cui pioveva tutti i giorni.

In mezzo alla valle, il lago, dalle acque fresche e trasparenti che rifletteva le verdi montagne intorno. Quanti ricordi. D’inverno sciavo a Tremalzo dove, scendendo con mio papà che avrà messo gli sci si e no tre volte nella sua vita, una volta mi sono rotto una gamba, in estate la mattina andavamo a funghi in Val dei Concei, le giornate le passavamo tra lago e piscina proprio nella zona dove domenica sistemerò la mia bicicletta in zona cambio per fare il triathlon sprint Ledroman.

Ero un ragazzetto e invidiavo i grandi che partecipavano alle Ledriadi, una sorta di giochi senza frontiere, un misto di gioco e sport che si svolgevano nei campi in erba tra la strada e la piscina che ora non c’è più, in quella stessa piscina dove in un corso estivo ho imparato a nuotare.

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Ogni volta che ritorno a Pieve di Ledro riemergono molti ricordi, ho già partecipato al Triathlon  sprint Ledroman nel 2016, ci torno quest’anno molto volentieri. Il percorso è affascinante, gireremo due volte intorno al lago con la bicicletta da corsa, passando vicino alle palafitte di Molina di Ledro, e sulla sponda ovest, la parte meno esposta al sole. Nei miei ricordi era quasi completamente disabitata e immersa nei boschi, negli anni 70 il giro del lago in auto non era possibile,  la strada non era completa e alcuni pezzi erano sterrati.  La casa dove soggiornavamo si affaccia sulla strada dove passeremo a un km. circa dall’arrivo, di fronte a un campeggio che per noi era “Il Campeggio della signora Penner”, una donna pittoresca e molto simpatica con un casco di capelli che gestiva un piccolo supermarket nel camping dove andavamo a fare le spese.

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Nuoteremo nelle acque fresche e trasparenti del lago dove da bambino facevo il bagno, correremo sulla sponda est fino a Mezzolago e ritorno sulla bellissima ciclabile che costeggia lo specchio d’acqua tornando fino al famoso campeggio dove ci riimmetteremo sulla strada per andare all’arrivo, posto proprio nella zona dove negli anni ’70 io guardavo con invidia i miei fratelli più grandi partecipare alle Ledriadi.

Quest’anno invece mi sentirò uno dei protagonisti, come atleta, con il mio gazebo di Parkinson&triathlon nella zona Expo e anche come ospite, grazie a Elena e Massimiliano, che mi hanno invitato a raccontare la mia storia nella serata comico – sportiva di sabato sera e ad effettuare le premiazioni di Domenica.

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Quest’anno è stato raggiunto il traguardo di 1000  atleti iscritti, sarà un bellissima giornata di sport e per concluderla con una ciliegina sulla torta, nel pacco gara come regalo riceveremo un bellissimo zaino da triathlon della TYR.

Sono pronto! Macchina carica come un commerciante ambulante, la mia ‘Specialized Venge Elite’  equipaggiata con ruote Vittoria, rossa e nera sul tetto insieme alla bici di mia moglie che mi accompagna, mio fratello Gil e il solito gruppo di atleti che allena il mio coach Alberto Schivardi di “AS2O”con cui condividerò questo ennesimo weekend di sport e divertimento che vi racconterò, se vorrete leggermi, come sempre la prossima settimana.

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