Tre cose che ho imparato nel triathlon olimpico di Bardolino.

Triathlon olimpico di Bardolino: 1500 m. nuoto – 40 km. bici – 10 km. corsa

Dopo un anno di pausa, un po’ per il contraccolpo della diagnosi è un po’ per un infortunio, ho ripreso a partecipare a triathlon olimpici. Questo di Bardolino è abbastanza impegnativo soprattutto perchè il percorso in bicicletta è molto ondulato e non ti lascia pause per respirare.

La prima cosa che ho imparato: nuotare con un palloncino sembra una buona idea, per essere visibili, ma non lo è.  Nei triathlon affollati è molto difficile essere visibili, sia in diretta, per amici e parenti sul posto, sia per le dirette su Facebook. Nel nuoto poi è quasi impossibile essere distinguibili, tra duemila cuffie tutte uguali. Allora, ho pensato di nuotare con un palloncino gonfiato a elio per essere visto dalla riva. Non sapevo se me lo avrebbero permesso,  ma nessuno giudice mi ha fermato. Il palloncino però, dopo un inizio promettente, si è  bagnato, a metà frazione non volava più e lo trascinavo, a un certo punto ho sentito che un concorrente, in una bracciata, aveva agganciato la cordina, allora mi sono fermato e ho fatto scoppiare il palloncino. Bum.

La seconda cosa che ho imparato sempre nel nuoto è che devo fare più attenzione alla navigazione verso le boe di percorso, perché ho impiegato 0:29:45 ma ho percorso 1615 m invece di 1500, cioè circa 8% in più. In sostanza sono andato tutto storto. Nonostante ciò mi sono classificato 709°.

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La terza cosa che ho imparato è che devo gestire meglio, risparmiando energie, la frazione in bicicletta. È andata molto bene, anche grazie alla mia nuova Specialized!, ho impiegato 1:11:42 a 33,48 km. di media classificandomi tra i primi 600 atleti, sono stato sempre agganciato a un gruppo che andava piuttosto forte  rispondendo ad ogni accelerazione, ma sono arrivato alla frazione di corsa, nella quale sono meno forte, con le gambe che non andavano più avanti. Ho completato i 10 km in 0:58:28 camminando spesso, fermandomi a ogni ristoro per bere e bagnarmi, mi manca il dato della posizione in classifica in questa frazione ma credo di essere arrivato intorno al 1200 / 1300 posto.

Lezioni imparate a parte, è stata una bella esperienza. Ho avuto la fortuna di incontrare alcuni amici conosciuti grazie al blog o sui social. Una menzione speciale la voglio riservare al mio follower numero 1, GUIDO DONA, un grande atleta, 68 anni, 15 Ironman all’attivo negli ultimi 13 anni, che si è classificato 2° della sua categoria anche qui. Splendida persona, sempre con il sorriso, italiano di Liettòli in Veneto, residente in svizzera che mi ha raccontato per filo e per segno almeno 3/4 articoli del mio blog! Allora qualcuno li legge veramente!

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Grazie a Elena e Massimiliano, organizzatori di Ledroman che mi ospiteranno a metà luglio, che erano qui come volontari a dare una mano, grazie Elena  anche per avermi incitato e dato il cinque durante la frazione di corsa.

Un ringraziamento speciale ancora una volta va a Dante Armanini per avermi ospitato e Luigi Berti che mi ha assistito e aiutato nel montaggio del gazebo.

A seguire il confronto della prestazione 2018 con quella del 2016

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Tutto sommato sono contento, a distanza di due anni con quello che mi sta capitando sono andato abbastanza bene, certo se penso che mi sto allenando molto più intensamente sono un po’ deluso, ma trasformerò questa esperienza in il positivo per la prossima gara, sabato 23-06 a Sirmione.

Sarà una gara bellissima, nuoteremo nelle acque cristalline di Sirmione e passeremo sotto il ponte levatoio del castello. Ci vediamo lì all’ora di cena per una birretta, offro io!

 

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