Parkinson & Triahtlon. Una storia da raccontare

Mi chiamo Stefano. Ho 56 anni, e nel giugno del 2017 ho avuto la diagnosi di Parkinson. Da quel momento, è iniziato a cambiare il rapporto con il mio corpo, con cui sono andato d’amore e d’accordo per tutti questi anni, da quando sono nato, il 6 gennaio 1962, terzo figlio maschio di Francesco e Miriam. I miei fratelli sono Marco, 61 anni e Angelo, detto Gil, 60 anni. Sono sposato da 23 anni con Carolina, insegnante di Scienze motorie alle scuole superiori, con cui abbiamo una splendida figlia, Benedetta, oggi diciassettenne. Ah, lavoro anche: faccio l’odontotecnico, dal 2015 al 2017 sono stato anche presidente nazionale della Siced.

SPORT E AMICIZIE. Dicevo del mio rapporto con il mio corpo: fin da ragazzino, mi ha permesso di fare tutti gli sport possibili, con i miei fratelli e i miei amici, Marco, Gil, Mauro, Flavio, Adriano, Bobo, Beppe, Pier e tantissimi altri con cui ho vissuto momenti indimenticabili. Dal girare in bici sui saliscendi di Palazzolo, a sciare, dal giocare a tennis, al calcio all’oratorio, dalla pallavolo, al basket e ancora nuotare nell’Oglio e nel lago d’Iseo, andare in windsurf e in barca a vela. Per non parlare delle nottate passate a ballare… in questo caso anche con qualche amica. Alcuni sport li ho praticati anche a livello agonistico: pallacanestro, col Basket Cologne negli anni 70, una stagione in panchina col volley a Palazzolo, il tennis col TC Capriolo negli anni 80 e col Tc Palazzolo negli anni 2000.

GLI ANNI DELLA VELA. Poi la vela, che per 12 anni è stata al centro delle mei passioni. Con alcuni amici abbiamo fondato un’associazione sportiva per partecipare alle regate, dapprima sul lago d’Iseo ma poi anche sul Garda, sui laghi europei e nel mar mediterraneo. Ottenendo vittorie e podi in campionati nazionali ed internazionali, tra cui la vittoria che ricordo con più gioia, quella della 100 miglia del Garda classe “Asso99” nel 1998.Un’esperienza bellissima, che mi ha insegnato a lavorare in team, che ho terminato dopo la nascita di Benedetta, per non lasciare sola la famiglia ogni weekend!

CINQUANT’ANNI DI CORSA. Ma siccome non riesco a stare fermo, e ho molti amici, altre cose sono iniziate. Dopo il secondo periodo tennistico, in vista dei 50 anni parlando con Bobo, un amico che ha corso diverse maratone, decido di iniziare a correre e affrontare i fatidici 42 chilometri e 195 proprio nel cinquantesimo anno. La preparazione per la maratona è monotona e molto impegnativa mentalmente, e lascia uno strascico di tossine che richiede un tempo di recupero importante. Ho iniziato con fatica, ma pian piano anche stavolta il mio corpo mi ha aiutato: ho fatto tre maratone, Nizza, Londra e Valencia e qualche mezza, riuscendo ad arrivare al traguardo senza strisciare, come si dice tra i runner.

E POI IL TRIATHLON. Poi, nell’estate del 2012, l’amico Massimo mi presta la sua fantastica bicicletta da corsa e io, dopo 35 anni senza salire in bici, ricomincio a pedalare per strade e salite. L’anno dopo, un altro amico, Beppe, mi dice che sta preparando la traversata del lago d’Iseo, e siccome il suo motto è ‘sta fo de negòt’, inizio a seguirlo negli allenamenti e vado ad assisterlo durante la gara. Quindi con l’amico Marco, comincio a nuotare, finché nell’estate del 2014 riesco a fare la traversata da Predore a Iseo, 3,2 km. A questo punto, non sapendo quale delle tre specialità – nuoto, corsa, bici – scegliere, le scelgo tutte e tre: inizio con il triathlon. Sport entusiasmante e divertente anche per la sua meccanica di gara, molto più gestibile in fase di allenamento perché ti permette di scegliere a secondo del tempo a disposizione e del meteo quale specialità praticare.Ed anche meno stressante per le articolazioni delle gambe e più completo per il mantenimento della forma generale. Dimenticavo: sono alto 1.86 e peso 84 chili. Dal 2014 ad oggi ho fatto diversi triathlon olimpici e sprint. Con tempi tutto sommato dignitosi.

LA NUOVA AVVENTURA. Ecco, la storia fino ad oggi è questa. Lo sport è sempre stato parte della mia vita, e continuerà ad esserlo. Ma adesso la sfida diventa doppia: contro i tempi, la fatica e con quel pezzo del mio corpo, una piccola parte del cervello che si chiama ‘sostanza nigra’, che ha deciso di non produrre più la dopamina necessaria. Diciamo che ho incontrato un nuovo amico, Mr Parkinson, col quale dovrò allenarmi d’ora in poi, ma questo, a differenza degli altri amici che hanno condiviso con me entusiasmanti momenti, proverò a sconfiggerlo o perlomeno a stargli davanti. Il progetto che ho deciso di intraprendere, lo devo al mio corpo, un altro grande amico che mi ha permesso di vivere felicemente con grande energia. Mantenerlo in forma e sano anche alla mia età spero lo aiuterà ad adattarsi alla nuova condizione e a reagire all’attacco alle sue funzionalità.

Un’ avventura che, se avrete la pazienza di leggermi, vi racconterò.

7 pensieri su “Parkinson & Triahtlon. Una storia da raccontare

  1. Enrico Alfonsi

    Carissimo Stefano
    sono stato profondamente colpito dal tuo racconto , così lineare, semplice ma , nel contempo ricco di contenuti, di umanità e di saggezza. Sono molto contento di poter seguire il tuo percorso clinico ed umano che con questi presupposti ha le prerogative per diventare un esempio di equilibrio e serenità nell’affrontare questo tipo di patologia. Vorrei anche ringraziare “Gil” per il rilevante apporto tecnico al tuo racconto.
    Bene.. allora l’avventura inizia e continuerà con leggerezza e serenità anche con l’aiuto del Personale medico e riabilitativo-sportivo che hai scelto. Sappi che io ed mio Istituto saremo sempre presente e ti supporteremo in ogni tua richiesta.
    Un abbraccio

    Enrico Alfonsi, MD
    Istituto Neurologico Nazionale “C. Mondino” , Pavia

    1. Caro Enrico,
      ti ringrazio molto per ciò che scrivi, hai colto nel segno le mie intenzioni, occuperai con il tuo staff una posizione fondamentale nel nostro progetto che sarà per me impegnativo ma divertente, formativo e che grazie al vostro supporto potrà, ed è ciò che spero, diventare importante anche per altri pazienti che hanno la mia stessa patologia.
      Ti voglio ringraziare anche per avermi insegnato, al momento della diagnosi, ad affrontare con serenità e leggerezza questa patologia per la quale molti studi sono avviati in tutto il mondo e dai quali sono sicuro avremo, nei prossimi 10 anni, delle risposte a molte domande aperte sul Parkinson che miglioreranno le terapie e la qualità della vita dei malati e la mia.
      E, come te dico, bene … L’avventura è iniziata e sarà un percorso lungo, spero che avrò tante persone come voi al mio fianco ad aiutarmi ed a seguirmi, grazie.
      Sei un amico e ti abbraccio forte.

  2. Ausilia

    Complimenti per la grinta Stefano … anch’io ho affrontato un tumore con la tua stessa grinta! Ti auguro il meglio le tue parole mi hanno commossa .. mai arrendersi e mai mollare .. un abbraccio ti seguirò…

    1. Grazie Ausilia per il tuo augurio. Spero che il tuo ospite sia stato sconfitto dalla tua grinta e che tu oggi stia meglio e possa gioire di tutti colori della vita come scrivi nei tuoi post. Un abbraccio grazie x la voglia di seguirmi

    1. Mauro

      Ciao Stefano, sono Mauro, tuo collega, sapevo del tuo impegno e ti leggevo e solo la scorsa settimana siamo entrati in contatto su fb. La tua vera storia l’ho letta solo ora e precedentemente era solo un sentito dire. Ora ho capito realmente cosa ti spinge a produrti nello sport. Ho anch’io un problema che mi è stato diagnosticato 4anni fa ma che mi permette, ci permette, di vedere la vita sotto un altro punto di vista. Non posso correre ma camminare, non posso andare in bicicletta, sport che amo, posso nuotare e la voglia col permesso dei medici mi ha dato l’opportunità di poter volare. Un abbraccio Stefano e ricordiamoci sempre che lungo il cammino possiamo trovare persone che hanno bisogno di una mano.

      mauro

      1. ciao Mauro, al momento i miei sintomi sono molto leggeri e va tutto bene, mi dispiace per il tuo problema, la vita ci riserva delle sorprese sta a noi saperle trasformare sempre in positive, rinunciando a qualcosa ma imparando qualcosa di nuovo. Finché c’è qualcosa che possiamo scegliere stiamo vivendo, la vita è bella comunque. Buona vacanza

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